Home arrow Dai media: Articoli dalla stampa arrow Bilanci e Finanza arrow Coni, meno soldi a tutti Il taglio più netto al calcio
Iscrizione Newsletter
libreria dello sport
Storie esemplari di piccoli eroi
di Cesare Fiumi
anno 2011
Football Rivalries
di Vincenzo Paliotto
anno 2012
Consorzio Business e Sport

ARTICOLIDALLASTAMPA

Coni, meno soldi a tutti Il taglio più netto al calcio Stampa E-mail
Bilanci e finanza
gianni-petrucci-presidente-coni.jpg01/12/2011, Fabio Monti- Corriere.it
Sacrifici Finanziamenti ridotti alle federazioni, solo Macalli grida alla «follia»
Petrucci: «Vista la crisi del Paese, è andata bene»
Tagli per tutti. Dolorosi, ma previsti e soprattutto inevitabili. Sono tempi di manovre aggiuntive per evitare il fallimento dello Stato e il Coni non sta a guardare. Così il presidente Petrucci, al termine del Consiglio nazionale: «La preannunciata riduzione del finanziamento è puntualmente arrivata. Il contributo statale è passato dai 447,8 milioni di euro del 2011 ai 408,9 milioni per il 2012, con una riduzione di 39 milioni rispetto all' anno scorso e di 52 rispetto al 2010. Considerando il momento di crisi del Paese è andata bene». Per tutti il taglio è stato del 20,4%. La Figc è la federazione che in proporzione ha avuto la decurtazione maggiore: da 78.570.000 euro a 62.541.000 (il 41% del totale delle riduzioni dei contributi). Ma tutti dovranno adeguarsi: l' atletica scende a 5.125.000; il nuoto a 4.720.000; gli sport invernali a 4.370.000; il ciclismo a 3.973.000; la scherma a 3.816.000. Judo e lotta scendono a 3.541.000; la ginnastica a 3.528.000; il canottaggio a 3.098.000; il volley a 3.095.000; il basket a 3.024.000. Petrucci ha anche chiarito: «Attraverso la rimodulazione del budget 2011, si provvederà ad erogare contributi straordinari, finalizzati alla preparazione olimpica, che tutte le federazioni potranno già utilizzare nel 2012». Il presidente del Coni ha insistito sulla riduzione dei costi, in una strategia partita già nel dicembre 2009 («basta sprechi») e sulla «ottimizzazione dei ricavi, per convogliare i risparmi sull' attività sportiva». I tagli passano anche attraverso la riduzione dei consiglieri delle federazioni (in totale: 132 in meno) e dei revisori dei conti (90 in meno), che verrà realizzata da un commissario ad acta nominato dalla Giunta del Coni.  I consiglieri della Figc scenderanno da 27 ad un numero compreso fra 13 e 20; sarà composto da 12 consiglieri il «governo» di basket, pallavolo, tennis e pesca sportiva; per tutte le altre federazioni, comprese atletica e ciclismo, il numero dei consiglieri sarà di 10. Il presidente dell' atletica, Franco Arese, che ha sempre presentato bilanci esemplari da quando è stato eletto (novembre 2004), ricevendo anche severe critiche per questo dall' interno, si è allineato con i vertici del Coni: «Sono tagli dolorosi ma inevitabili, a fronte della difficile situazione economica che sta attraversando l' Europa ed il Paese. Lo sport è parte del tessuto nazionale, nessuno di noi poteva pensare di rimanere estraneo a tutto questo. Soffriamo in silenzio, continuando a lavorare per ottenere il massimo, quando mancano meno di otto mesi ai Giochi di Londra, il principale traguardo del 2012». E il parere di Arese è stato condiviso da tutti i presidenti federali. Unica voce dissonante, quella del vice-presidente della Figc, Mario Macalli: «È una follia; quando c' è un momento di difficoltà è giusto che tutti facciano qualcosa. C' è però un piccolo particolare: che siamo noi a produrre la ricchezza, le scommesse sportive riguardano quasi totalmente il calcio. Nei primi anni Ottanta, quando il Totocalcio tirava, con la percentuale del 5,50 entravano nelle casse federali 180 miliardi di lire; oggi, gli introiti delle scommesse sono cinque-dieci volte di più e noi incassiamo di meno. Dobbiamo svegliarci: il Coni governa lo sport italiano ed io sono istituzionale fino all' eccesso, ma questo non significa essere stupidi». Però Macalli è il primo a sapere che il calcio più che utili produce debiti.
 
< Prec.   Pros. >
torna su