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Debiti per 33 milioni: all’esame un piano. Comune e privati contro il crac-Bari Stampa E-mail
Bilanci e finanza
emiliano02.jpg19/10/2011, Vito Fatiguso- Corriere del Mezzogiorno.it
Entro novembre la società deve pagare gli stipendi. L'assegno da staccare è di 9 milioni: nuovo progetto
Il conto alla rovescia è iniziato: se entro la fine di novembre il Bari non pagherà gli stipendi ci sarà un’altra penalizzazione (che si aggiungerà ai due punti in attesa di essere defalcati dalla classifica dei biancorossi). La soluzione senza un acquirente milionario? Avviare un percorso per incoraggiare, sotto la guida di una figura di garanzia istituzionale (Comune di Bari), nuovi imprenditori e tifosi in un progetto di rinascita organico. Un piano che starebbe circolando negli ambienti societari e istituzionali. E che prevede la sinergia pubblico-privati. Ma sulle prospettive di tale progetto pesa la situazione debitoria del club che non consente facili entusiasmi. Da onorare, infatti, ci sono impegni per 9 milioni (6,5 relativi alle mensilità aprile-giugno e il restante di agosto e settembre), ma nelle casse i soldi mancano. E dalla famiglia Matarrese la posizione è chiara: non si metterà mano al portafogli perché tocca all’amministratore unico, Claudio Garzelli, risolvere la situazione. Il gruppo edile, che da oltre trent’anni gestisce la società, non ammette altri interventi straordinari. Il concetto è chiaro: meglio fallire che tornare a ricapitalizzare in un momento delicato che sta interessando l’economia locale.

La situazione, quindi, non è di facile risoluzione tanto che la massa debitoria continua a crescere. L’esposizione finanziaria della società, infatti, si aggirerebbe tra i 33 e i 35 milioni. Tuttavia, un paracadute arriva dalle cessioni e diritti televisivi.
Nella voce crediti ci sarebbero 12 milioni a cui andrebbero a sommarsi i 2 milioni degli introiti per le trasmissioni delle partite. Tuttavia, gran parte delle risorse non è esigibile e quindi c’è la necessità di un anticipo bancario. Garzelli pare abbia lavorato con determinazione per chiudere l’operazione, ma senza una garanzia della proprietà gli istituti di credito non hanno potuto erogare i fondi (4 Popolare di Bari e 3 Veneto Banca). A questo punto la scadenza di novembre assume un peso particolare: senza pagamenti, i giocatori potrebbero iniziare ad avviare le azioni legali per ottenere gli stipendi. L’eventualità di un fallimento, oltre a provocare un «buco» di circa 22 milioni nel patrimonio della Salvatore Matarrese, creerebbe un pesante danno d’immagine. Soprattutto per chi nel mondo del calcio vive e conta di rimanerci. Così pare che per trovare una soluzione sia sceso in campo Antonio Matarrese che è membro onorario della Uefa e che non tollererebbe un fallimento. Per quanto riguarda la trattativa con la Meleam di Bitonto in serata c’è stato un incontro informale per analizzare i dati di bilancio, in attesa di avere la documentazione definitiva. Il Bari avrebbe chiesto garanzie di solvibilità che sarebbero già state presentate. Tuttavia, la questione si incentrerà sulla liquidità: alla società specializzata nella sicurezza del lavoro verrà chiesto di onorare subito il monte stipendi relativo ai 9 milioni. Poi si discuterà sugli altri debiti. 
 
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