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Eto’o, Bryant, Gallinari, Beckham: l’Italia e la star dello sport in affitto. Come Bond e Futures… |
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Bilanci e finanza
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13/10/2011, Fabrizio Bocca- Repubblica.it
La star in affitto fa parte di quelle regole dello sport business che non è facilissimo comprendere, ma che insomma si può compensare nel fatto che i ricchi sanno sempre come diventare “più ricchi”.
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E a ben pensarci, tutto sommato, non è nemmeno una condizione tipica dello sport, ma della vita. Il calciatore o il cestista che si fanno pagare due volte come Beckham ieri e Bryant ed Eto’o oggi è un “prodotto finanziario” italiano di cui credo lo sport italiano possa adesso vantare il copyright. Praticamente funziona così: il campione va a guadagnare soldi, ma tanti soldi, in terre che per il calcio – o il basket viceversa – sono concettualmente molto lontane. Quando Beckham sbarcò a Los Angeles sembrava che i Galaxy dovessero conquistare il mondo. In realtà il mondo lo hanno conquistato i telefonini prodotti con quello stesso nome in Corea e la squadra di calcio della metropoli americana ha prodotto solo dei gran party hollywodiani con Tom Cruise & C per restare sul campo un accrocco di illustri scarponi. E così Beckham è andato a togliersi qualche sfizio al Milan, ma in prestito. L’inverno shopping a via Montenapoleone e l’estate shopping a Rodeo Drive, una vitaccia. E poi il 27 vola a prendere lo stipendio negli Usa e torna indietro a prendere lo stipendio pure lo stipendio in Italia…
BryantE poi in affitto arriva Kobe Bryant a Bologna. La Nba è chiusa per grane sindacali Beckham e stavolta la terra lontana siamo noi rispetto a loro, ovvio. Si parte da dieci partite e si finisce per capire che alla fine hai sì e no i soldi per una. Gallinari a Milano ha fatto la stessa cosa. Per concludere con Eto’o, che va ad aprire nuove frontiere del calcio in Daghestan all’Anzhi, ma intanto vive come un nababbo a Mosca. |
L’Inter malandata di questo inizio stagione se lo riprenderebbe in
affitto nella lunga pausa invernale del calcio russo. Il campione vuol
vincere in Russia e in Italia, guadagnare palate di soldi nella
repubblica caucasica e prendersi pure un po’ di gloria e coltivare
ancora affari in una delle capitali del calcio europeo.
E così la star dello sport moltiplica le fonti di guadagno, gira come
una trottola e gioca come gli Harlem Globe Trotters, i club rinnovano il
cartellone e attirano sempre più pubblico davanti alla tv, tutti ci
sentiamo sempre più parte di un unico grandissimo, universale show da
godersi tanto sempre seduti sul proprio divano davanti alla tv. Intanto
lo sport diventa sempre un po’ meno sport e sempre un po’ più business,
la partita non è più sport ma un’esibizione tecnica mentre i calciatori e
le star dello sport passano da una mano all’altra come bond e futures
in Borsa. Fichissimo no? |
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