Guida da amministratore delegato il gruppo Armani e vive tranquillo le sue giornate troppo impegnate. Incontri, riunioni, affari in tutto il mondo, per Livio Proli, più di 5.200 dipendenti da orchestrare, le ore segnate da un tempo incalzante sempre tendente al sereno. Guida, da presidente, l' Olimpia Milano, la squadra più scudettata d' Italia del basket, sponsorizzata Armani, ma qui tanto tranquillo non è. C' è qualcosa che non va presidente? «Stiamo lavorando per costruire un ciclo vincente». D' accordo, intanto la scena la sta dominando Siena. La sua Armani Milano arriva sempre seconda. Una condanna. «Non la vedrei così. La gestione Armani è iniziata praticamente due stagioni fa. Vale a dire siamo entrati nel ciclo dominante di Siena. Come tutti i cicli prima o poi finirà. Dovremo essere pronti a sfruttare l' eventuale cedimento di Siena». Non è che Armani si è pentito di aver acquistato l' Olimpia Milano? «Ma nemmeno per sogno. Il basket lo emoziona, appena può viene a sostenere la squadra». E lei quanto a passione com' è messo? «Tanta, tanta... Ormai sono contagiato. Ma ci metto anche tanto tanto impegno. Con i miei collaboratori abbiamo studiato e preparato un progetto che ci può portare lontano». Qualche idea, almeno uno schizzo, di questo progetto? «Ci stiamo muovendo sul mercato, il ritorno di Hawkins, un leader, un giocatore che ben conosciamo e che ha lasciato un ottimo ricordo, è un segno. Ma non è finita qui...». Se Livio Proli non intende dire nulla, lo facciamo noi: l' Armani Milano si sistemerebbe con Ibby Jaaber, un esterno forte che usa la testa, ex Roma, ora impegnato nella Summer League, ma alla fine preferirà i dollari più sicuri di Milano. Allora l' Armani intende spendere, investire. «Investire è la parola giusta, ma non intendiamo fare spese pazze. Non bisogna prendere in giro i tifosi. Noi abbiamo un budget che quanto a monte ingaggi non deve superare i 4,5 milioni. Le star, quelli da fascia A, costano troppo, noi ci orientiamo su quei giocatori forti che, crescendo e vincendo con noi, possono far parte un domani di questa fascia A». Quelli di fascia A li prende Siena. «Siena ha il suo progetto, che s' è dimostrato vincente, noi abbiamo il nostro. Sono convinto che possa rivelarsi competitivo. Viviamo un momento storico delicato dove non credo sia giusto buttare via milioni di euro per un giocatore di basket. I soldi vanno spesi bene».
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Certo che competere con potenze economiche come Panathinaikos, Real, Barcellona, Cska, Maccabi non è facile. «Per questo parlavo di fascia A. Guardi l' esempio di Sato. L' offerta di Siena era più che seria, competitiva. Sul giocatore è piombato il Panathinaikos disposto ad offrire 7,5 milioni di dollari (5,7 milioni di euro) e Sato è andato a far canestro in Grecia». Presidente, i tifosi sono sospetti, critici, ci vuole qualcosa di forte per farli innamorare. «Lo so bene, occorre una squadra forte, di combattenti, la stiamo costruendo, ne sono convinto». Sicuro che Piero Bucchi sia l' allenatore giusto? «Convintissimo». Sa che lei è in minoranza. «Bucchi è un tecnico serio, preparato, cura molto bene la parte difensiva, dobbiamo solo migliorare quella offensiva, gli stiamo dando i giocatori giusti per questo». Ma gira il nome di Ettore Messina. «Lo stimo molto, abbiamo un ottimo rapporto, però l' Armani Jeans sta costruendo il suo futuro con Bucchi». Ribadiamo: prima o poi sulla panchina milanese si siederà Ettore Messina? «Io punto su Bucchi». Allora è vero che lei cambia solo i general manager? L' anno scorso fece fuori Zanca, quest' anno Portaluppi. «No, no, non diciamo queste cose. Con Zanca si è chiuso un rapporto professionale positivo dimostrato dal fatto che il successore, Pascucci, era il suo vice, il suo braccio destro. Portaluppi, invece, è andato via lui: questa è la verità». L' accusano, Proli, di dimenticare, trascurare gli uomini che hanno fatto grande l' Olimpia Milano. Tre nomi, Cesare Rubini, Dan Peterson, Tony Cappellari, ma potremmo andare avanti. «Non è così. Conosco bene la storia gloriosa di questa società. Anzi, sa cosa le dico?» Cosa? «Cappellari voglio proprio chiamarlo per fissare un incontro». Quanti grattacapi dà quest' Olimpia, vero presidente? Non si può dire che Proli non abbia voglia di impegnarsi, con la speranza che presto possa nascere il giorno delle vittorie. Nel frattempo non ci si deve dimenticare che Armani ha salvato il basket a Milano.
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