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pinto-da-costa.jpg30/12/2011, Redazione - CalcioA.it
Il prossimo 27 aprile festeggerà il trentennale alla presidenza del Porto. Jorge Nuno Pinto da Costa , 74 anni compiuti l’altro ieri, è uno dei dirigenti calcistici più longevi e più scafati del calcio internazionale.
Il prossimo 27 aprile festeggerà il trentennale alla presidenza del Porto. Jorge Nuno Pinto da Costa , 74 anni compiuti l’altro ieri, è uno dei dirigenti calcistici più longevi e più scafati del calcio internazionale. Detentore dell’Europa League (e, fra l’altro, di tutti gli altri trofei lusitani del 2011), ha vinto strameritatamente il Globe Soccer Award alla carriera succedendo a un altro decano del calcio mondiale, il vicepresidente rossonero, Adriano
Pinto da Costa ha conquistato 54 trofei col Porto: «Pesco talenti»
Galliani . Ma a livello di presidenti Pinto da Costa batte anche Berlusconi che è in carica al Milan “solo” dall’86. E c’è un altro particolare che sicuramente metterà un pizzico d’invidia all’ex Premier: il suo “omologo” del Porto si è presentato a Dubai (è sceso all’Hotel Burj Al Arab, l’unico 7 stelle del mondo) con la nuova compagna brasiliana Fernanda Miranda , di 49 anni più giovane e quasi coetanea di Joana, la nipote prediletta del leader biancoblù. Alla cena di gala di Globe Soccer presso l’Armani Pavillion solo la “spaziale” Irina Shayk , fidanzata di Cristiano Ronaldo , ha catturato più sguardi della 25enne mulatta do Brasil…

INCUBO DEL BENFICA In quasi trent’anni di onoratissima carriera alla guida del Porto, Pinto da Costa ha conquistato la bellezza di 54 trofei fra cui 2 Champions League, 2 Coppe Intercontinentali, 1 Coppa Uefa, 1 Europa League e 1 Supercoppa europea. A livello nazionale, poi, è diventato l’incubo, lo spauracchio, la bestia nera dei grandi rivali del Benfica. Dal suo avvento al club dei “dragoni”, l’occhialuto dirigente ha rosicchiato ai rossi di Lisbona la bellezza di 10 “scudetti” (parziale di 18 a 8). In sintesi: nel 1983 il Benfica aveva 24 titoli e il Porto appena 7. Ora i lisboeti sono a quota 32 e i portuensi a 25. «Un altro decennio – sorride malizioso il presidente biancoblù – e li superiamo… ».

TRIONFI IN CHAMPIONS Porto non significa però Real Madrid o Barcellona,
Punto sui giovani perché garantiscono continuità, competitività e un riciclo costante, poi cedo i Falcao per 40 milioni: solo così posso restare in alto
Manchester United o Chelsea, Milan o Juventus. Realtà differenti, nazioni diverse (tutto il Portogallo ha 10,5 milioni di abitanti, un paio meno della sola città di Londra), budget soprattutto differenti. Ma Pinto da Costa ha saputo creare un club gioiello in grado di competere con i colossi del calcio mondiale e, qualche volta, si è tolto clamorose soddisfazioni come quando nel 2004, con Mourinho in panchina, ha conquistato la seconda Champions League della sua storia (la prima fu quella di Madjer , Futre e Juary nell’87 a Vienna contro il Bayern) eliminando via via il Manchester United, l’Olympique Lione e il Deportivo La Coruña prima di schiantare 3-0 il Monaco di Deschamps nella finale di Gelsenkirchen.
CAMPIONE DI VENDITE Un giorno, all’apice della sua carriera juventina, Luciano Moggi disse di lui: «È uno dei dirigenti più bravi e smaliziati del mondo, uno dei pochissimi che mi ha messo in difficoltà. Tanto di cappello». Il suo segreto? Innanzitutto una profonda conoscenza del calcio, dei giocatori, dei procuratori (è lui che ha “forgiato” il connazionale Jorge Mendes , da due anni eletto da Globe Soccer miglior agente del mondo). Poi una valentìa unica nel saper prima comprare a poco prezzo e poi vendere al momento giusto e a prezzi decuplicati i suoi campioni. «L’importante è garantire la continuità e il riciclo costante – spiega il dirigente nato a Oporto il 28 dicembre 1937, uscito indenne dopo due anni di processi dallo
Ho imposto le clausole di rescissione pure ai tecnici: Abramovich ne sa qualcosa. Tra poco inaugureremo il nostro museo: avremo un milione di visitatori nel 2012
scandalo di corruzione denominato “Fischio Dorato” – Altrimenti per noi sarebbe impossibile contrastare i colossi del calcio internazionale. Ho imposto le clausole di rescissione anche per gli allenatori e così Abramovich ha dovuto pagare le penali prima per Mourinho e la scorsa estate per Villas-Boas (15 milioni di euro, ndr). Anche un terzo nostro ex allenatore, Jesualdo Ferreira , è andato a far fortuna in Grecia, al Panathinaikos. Per Falcao ho incassato, sempre nell’ultimo mercato, 40 milioni. E in passato ho potuto pagare i debiti per rifare lo stadio, dal Das Antas al Dragão, grazie alle cessioni all’estero dei vari Sergio Conceiçao , Fernando Couto , Helder Postiga , Paulo Ferreira , Ricardo Carvalho , Deco , Derlei , Costinha , Maniche , Bruno Alves , Lisandro Lopez e tanti altri ancora».

NUOVO MUSEO Parallelamente agli aspetti di mercato, Pinto da Costa segue con attenzione l’evolversi dei tempi, delle nuove tendenze, delle nuovo tecnologie. «Fra poco inaugureremo il nostro nuovo Museo – prosegue il presidente – che sarà ultramoderno e davvero “high-tech”. Ho scatenato i migliori esperti e li ho mandati in giro per l’Europa a vedere, capire, ispirarsi presso le società all’avanguardia. Il progetto finale è magnifico. Contiamo di avere un milione di visitatori nel 2012: se al prezzo del biglietto ci aggiungiamo i gadget e il merchandising del mega-store annesso, potremo comprare tanti giovani talenti e garantire, come da trent’anni a questa parte, continuità e competitività».
 
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