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Milan, ragione e sentimento: Berlusconi potrebbe vendere il club Stampa E-mail
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berlusconi_cessione_milan.jpg18/01/2012, Nicola de Mola - IlQuotidianoItaliano.it
Se ne era già parlato la scorsa estate ai tempi della sentenza sul lodo Mondadori e del salatissimo conto che avrebbe dovuto pagare alla Cir di Carlo De Benedetti.
Se ne era già parlato la scorsa estate ai tempi della sentenza sul lodo Mondadori e del salatissimo conto che avrebbe dovuto pagare alla Cir di Carlo De Benedetti. All’epoca giunsero immediate le smentite, ma la notizia torna oggi prepotentemente alla ribalta: Silvio Berlusconi starebbe pianificando la cessione del Milan.

A rivelarlo fonti vicine all’ex presidente del Consiglio, che una volta lasciato Palazzo Chigi lo scorso novembre, aveva annunciato il suo ritorno alla presidenza del club rossonero. E appena una settimana fa, proprio l’intervento del Cavaliere che aveva stoppato l’acquisto di Tevez con contestuale cessione di Pato, aveva fatto pensare al suo effettivo ritorno in carica.

A spingere Berlusconi a cedere la sua amata creatura, raccolta in un’aula di tribunale nel lontano 1986 e divenuta sotto la sua presidenza il club più titolato al mondo, proprio una questione di portafoglio e, in particolare, il fatto che l’industria del calcio italiano non porti ormai alcun profitto, anzi.

Il Milan, infatti, stando al ragionamento che il Cavaliere avrebbe fatto ai suoi interlocutori più intimi, produrrebbe debiti da 75 a 110 milioni all’anno, per ripianare i quali occorrono almeno 80 milioni, che lui ogni volta è costretto a mettere di tasca sua.
Questo soprattutto a causa della tassazione vigente nel nostro Paese, che oltretutto renderebbe ormai impossibile la competizione con i grandi club spagnoli e inglesi, avvantaggiati invece da un regime fiscale decisamente più clemente. Così l’ex premier, su spinta (si sussurra) anche dei suoi figli, si sarebbe ormai convinto che l’impresa e, in questo caso, i sentimenti verso i colori rossoneri non valgano ormai più la spesa.

Ma chi potrebbe acquistare il Milan e, soprattutto, a quale prezzo? Facile dire che, vista la situazione economica italiana, nessun imprenditore nostrano potrebbe intraprendere un’operazione del genere. Così come altrettanto facile, per i tifosi rossoneri, riporre le speranze sui soliti emiri arabi o sui russi tanto amici di Berlusconi.

Una situazione sì nuova per il calcio nostrano, ma una consuetudine ormai in Europa (Chelsea, Manchester United, Manchester City e Paris Saint Germain, tra le altre), quella di una proprietà straniera per un grande club, ma che è stata inaugurata anche qui da noi proprio questa estate dalla Roma “americana” di Pallotta e DiBenedetto.

 
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