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"Il nostro sport cresce. Per l'Italia anno positivo" Stampa E-mail
Eventi sportivi
italia-panama02.jpg19/10/2011, Diego Costa- Repubblica.it
Marco Nanni, vice coach della Nazionale, fa un bilancio al termine della stagione: "Peccato non essere arrivati alla seconda fase del Mondiale. E nel nostro campionato il trionfo di San Marino è meritato"
Marco Nanni è il bench coach della Nazionale, cioè il vice di Marco Mazzieri, nonché manager dell'Unipol Fortitudo Bologna. Con lui analizziamo la stagione del baseball in Italia, sia tinta d'azzurro che in termini di campionato.

Nanni, che esperienza è stata quella dei mondiali Ibaf a Panama?
"Positiva in tutti i sensi. Non nego che con un pizzico di fortuna in più avremmo battuto Venezuela. Se fossimo passati alla II fase nessuno avrebbe gridato allo scandalo. E per questo gruppo azzurro che ha vinto l'Europeo un anno fa ed è solidissimo sarebbe stata la ciliegina sulla torta".

Il baseball italiano è cresciuto?
"Decisamente sì. Dieci anni fa io giocavo e posso tranquillamente dire che la generazione di giocatori del Duemila è migliorata per tecnica, atletismo, velocità, potenza, forza. L'evoluzione della specie non è un concetto che riguarda solo l'Italia. Il gioco cresce ovunque, qui si nota poiché gli stranieri non sono sempre dominanti come lo erano in passato".

Il 2012 sarà l'anno dei Giochi Olimpici: il baseball non ci sarà. Cosa le viene in mente?
"Ne sono rammaricato. Sarà così anche nel 2016, è un peccato perché questo sport cresce anche per numero di praticanti più di altri sport olimpici. Dispiace ancora di più alla luce del grande impegno che ci sta mettendo la Federazione Italiana,
e lo stesso Fraccari anche nella sua qualità di presidente Ibaf".

Veniamo al campionato. Il San Marino ha vinto tutto. Giusto così?
"Assolutamente sì. Scudetto e Coppa Campioni arrivano grazie a una programmazione mirata, quest'anno il club ha fatto ulteriori sforzi per dominare la scena. Poi nel baseball, si sa, una giornata storta rischia di rovinare l'impegno di un anno. Ci vuole cioè anche la fortuna. San Marino l'ha avuta contro Amsterdam, negli ultimi inning della sua semifinale d'Europa".

Qual è stata la rivelazione?
"Certamente Nettuno. Partita come outsider, senza pressioni, con tanti giovani, ha davvero disputato una post season di grande qualità".

La delusione?
"Rimini, rimasta fuori dai playoff. La mia Fortitudo? Beh, non nascondo che essere rimasti fuori dalla finale ha lasciato il segno. Se però pensiamo al cammino di Bologna in un decennio, dico che aver sempre centrato i playoff è motivo di grandissimo vanto".

Qual è la piazza più difficile?
"Dico Grosseto e Rimini per diversi aspetti. Grosseto perché il pubblico è più che esigente e non perdona nulla ai suoi giocatori; Rimini perché il presidente è tra i maggiori competenti, quindi lavorare con un 'padre padrone' non è sempre così semplice".
Il campionato delle franchigie le piace? C'è qualcosa da correggere?
"Mi piace, la scelta mi sembra azzeccata, va calibrato meglio sia l'interscambio tra giocatori di società affiliate, sia il ruolo che l'Ibl 2 (la seconda lega, ndr) deve coprire come campionato. Ci sono club che schierano cadetti, altri che presentano giocatori già formati. La miscela non fa il bene di nessuno. Bisogna che le società si siedano a un tavolo e chiariscano la questione.

Parliamo infine dei giocatori: ci dice i tre (straniero, oriundo e italiano) mvp della stagione?
"Medina e Cubilan come stranieri; Granato come oriundo, Thiago da Silva come italiano".

Stesso discorso per le rivelazioni...
"Ne cito quattro: Caradonna, Retrosi, Sabbatani e Castellitto".

Chi l'ha delusa?
"I miei stranieri, Clemente e Ramirez; il Rimini in generale, Sikaras in primis".

Infine, più diretta alla Unipol Fortitudo: si è chiuso un ciclo?
"Forse alcuni hanno raggiunto un senso di appagamento. Ma è prematuro dirlo. Ci incontreremo in società e faremo le opportune valutazioni in merito".
 
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