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L'Italia rimane al Flaminio Casa azzurra nel Sei Nazioni |
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Eventi sportivi
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20/04/2011, Roberto Parretta- Gazzetta.it
L'annuncio del presidente della federugby, Dondi, dopo l'incontro col sindaco di Roma Alemanno e i rappresentanti della Fondazione Nervi, l'archietetto che progettò lo stadio: un patrimonio artistico
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"Il Sei Nazioni resta a Roma". Lo ha annunciato il presidente della federazione italiana rugby, Giancarlo Dondi, al termine dell'incontro avuto questo pomeriggio in Campidoglio con il sindaco Gianni Alemanno e la Fondazione Nervi, rappresentata da Marco Nervi. Ora la Fir dovrà comunicare al Board del Sei Nazioni e alle altre cinque federazioni che il Flaminio di Roma continuerà ad essere il terreno di gioco dei match interni dell'Italia nel Torneo. Solo dopo la Fir annuncerà i termini dell'accordo che è stato evidentemente raggiunto oggi.
l'ampliamento — All'incontro era presente anche l'architetto Eloi
Suarez, che ha progettato il nuovo Flaminio da 40mila posti.
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Secondo
quanto previsto originariamente, ora il Comune dovrebbe dare il via ai
lavori per le zone ospitality e stampa, mentre dopo i due incontri che
l'Italia giocherà al Flaminio nel 2012 contro Inghilterra (11 febbraio) e
Scozia (17 marzo), dovrebbero cominciare i lavori per l'ampliamento,
che si dovranno quindi chiudere prima del Sei Nazioni del 2013.
Nell'ultimo mese la federugby aveva più volte chiesto una rapida
soluzione del problema, lanciando l'ipotesi del Franchi di Firenze quale
soluzione alternativa.
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