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Per l'Italia del basket il sogno olimpico passa per un girone di ferro Stampa E-mail
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allenamento-nazionale-baske.jpg30/08/2011, Dario Ricci- Il Sole24Ore.com
Di 28 ce n'è uno....Viene in mente il vecchio proverbio, a pensare agli Europei che scattano domani in Lituania.
Sì, perché davvero sarà difficile rivedere un campionato europeo con ben 28 giocatori (più i già scelti ma ancora in attesa di debutto Vucevic e Kanter e il free agent Kirilenko) targati Nba ai nastri di partenza con le maglie delle rispettive nazionali: effetto di due coordinate astrali che si incrociano proprio in questa stagione:1) l'anno olimpico e la qualificazione da conquistare per Londra 2012; 2) il lockout dell'Nba, che rende quanto mai incerta, in tempi e modi la prossima stagione a stelle e strisce, fatto che ha quindi spinto con più entusiasmi del solito molti campioni del vecchio Continente verso i canestri di casa.

La stella più scintillante? Ovviamente Dirk Nowitzki, il tedesco campione con Dallas e che gli azzurri incroceranno giovedi, dopo l'esordio contro la Serbia vicecampione; quelle più attese? Beh, ovviamente il tridente italico Gallinari-Belinelli-Bargnani, col "Gallo" che mettendo piede sul parquet contro i serbi sarà alla prima gara ufficiale in azzurro.

Azzurri e limonate - Un dato che offre la misura del gap di esperienza e risultati che ci separa dal gotha europeo. Appena cinque gli azzurri con almeno un europeo disputato alle spalle; all'esordio anche il nostro timoniere, coach Pianigiani. Rosa rinnovata con Bargnani centro atipico, Mancinelli ala in difesa e pivot in attacco, poi Gallinari ala piccola e Hackett e Belinelli a far gioco: mancano la "mente" e i centimetri, di solito essenziali a questo livello. Ma "se la vita ti mette in mano limoni, allora fai limonate", recita un altro proverbio, stavolta americano. E allora va evidenziato che la squadra è in crescita (vedi le due vittorie con la Grecia, una ad Atene), che l'atipicità può essere anche un vantaggio, che Pianigiani è davvero tutt'altro che un condottiero inesperto, vista la scuola senese in cui è diventato grande. Manchiamo il podio dal leggendario bronzo di Helsinki 2003, trampolino verso l'immenso argento olimpico di Atene. A questo gruppo si chiede almeno di giocarsela contro tutte, per farci risentire un po' più grandi sotto i canestri continentali.

Girone di ferro – Vero che, tecnicamente, senza l'allargamento a 24 finaliste del torneo deciso a qualificazioni avvenute, in Lituania non avremmo dovuto neppure mettere piede (come avvenuto in Polonia nel 2009, quando trionfò la Spagna davanti a Serbia e Grecia). Ma il regalo della Fiba l'abbiamo pagato con un girone di ferro: nell'ordine sfideremo i serbi, poi i tedeschi di Nowitzki, poi i lettoni, poi ancora i francesi coi 5 assi Nba (tra cui Tony Parker e Noah), chiusura con l'insidiosa Israele. Ci sarà pochissimo tempo per recuperare energie fisiche e nervose, per godere delle imprese e dimenticare i fallimenti. Obiettivo minimo: dando per scontati (ma senza fidarsi troppo...) i successi su lettoni e israeliani, bisogna battere Wunderdirk per accedere alle seconda fase con vista sui quarti di finale.
Il meglio che c'è – Favorite all'oro? Mettersi in fila, prego. Davvero le candidate non mancano: dalla Spagna del neo coach di Milano Sergio Scariolo, campione in carica che vuole riscattare però il flop ai Mondiali di Turchia ( e che aggiunge Ibaka alla pattuglia Nba capitanata dai fratelloni Gasol); alla stessa Serbia; alla Lituania padrona di casa dei talenti Valanciaunas e Motiejunas; alla Turchia vicecampione iridata; alla Francia delle stelle targate Nba, che prima o poi dovrà pur raccogliere la semina di tanto talento; fino alla Russia di Kirilenko e coach Blatt. Non bastassero queste, comunque, c'è anche una folta schiera di potenziali sorprese e mine vaganti.

Outsider – Giusto quindi guardare con assoluto rispetto a Slovenia e Croazia, ai greci pur privi di molti big, alle pericolose Montenegro, Bulgaria e Macedonia (Fyrom) che schiera il "passaportato" folletto senese McCallebb, all'Ucraina allenata dall'ex "santone" dell'Nba Mike Fratello, uno che al basket europeo ci credeva fin dagli anni Ottanta, quando portò ad Atlanta il grande Volkov (oggi presidente federale ucraino), ma facendo accarezzare il sogno americano anche ai nostri Morandotti e Belinelli...

Verso Londra 2012 – Non si gioca solo per l'oro europeo. Anzi. Stavolta il vero obiettivo di molti è poter ottenere il diritto a continuare a sognare i cinque cerchi olimpici. A Londra vanno direttamente solo le due finaliste. Chi arriva dal terzo al sesto posto si qualifica al torneo preolimpico della prossima estate: 12 partecipanti, 3 pass disponibili. Se in finale o tra le prime sei ci sarà la Gran Bretagna (qualificata di diritto come Paese ospitante), via libera a Olimpiade alla terza classificata e/o preolimpico per la settima

Criptico e...criptato – Difficile da prevede nei suoi sviluppi, Lituania 2011 segna anche il ritorno in grande stile del basket sulla Rai: la tv pubblica – che trasmetterà di nuovo la serie A, dopo il lungo interregno di Sky – farà vedere ben 37 gare del torneo, utilizzando la sinergia tra RaiSport 1 e RaiSport 2. Tutto in chiaro, ma solo per chi ha il digitale terrestre, mentre i due canali saranno criptati per chi vi accede attraverso parabola satellitare. Una scelta che potrebbe penalizzare anche chi abita nelle molte zone del Paese dove il segnale del digitale è ancora debole o dove lo switch-off non è ancora stato completato. Insomma, canestri e polemiche in arrivo.

Pronostico -Vince la Spagna, davanti a Lituania e Francia, e gli azzurri si qualificano al torneo preolimpico.
 
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