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Qatar Sceicchi, stadi e Mondiali ma il campionato è artificiale Stampa E-mail
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impianti-sportivi01.jpg28/03/2011, Enrico Sisti- Repubblica.it
In Qatar «non è mai una questione di soldi».
I ragazzi della U-19 di calcioa5 vanno agli allenamenti in Ferrari e poi «ciondolano per il campo perché non sanno cosa sia la fatica e soprattutto non vogliono che qualcuno glielo spieghi», racconta Luigi Papasodaro, l' italiano che allena le nazionali minori qatarine e che un giorno, tanti anni fa, per conto della federazione, telefonò a Cannavaro in scadenza col Real Madrid: «Ti interesserebbe giocare in Qatar?». La modesta offerta era 6 mln a salire. Fabio preferì Dubai. In questo Qatar ramificato su modelli occidentali, la cultura sportiva non ha mai attecchito, proprio non sanno cos' è. Chi non ha fame non concepisce sacrifici in allenamento. Per questo sono costretti alla nazionalizzazione selvaggia. Paradosso. Nel 2022 il mondiale del calcio di Blatter sbarcherà nel paese in cui non esiste la parola "budget", ma la cui nazionale, che potrebbe essere il Qatar del futuro presidente della Fifa (Bin Hammam), non è in grado di offrire un solo calciatore indigeno: «Brasiliani, ecuadoreñi, egiziani, del Bahrein, persino del Sudan». C' è anche il brasiliano Montezine, 3 anni al Napoli. Il francese Bruno Metsu (ricordate il Senegal 2002?) ha lasciato da poco il suo incarico da ct per allenare l' Al Gharafa: «Non esiste la possibilità di programmare - dice Metsu - puoi solo prendere mercenari d' altri paesi, magari scarsi o scartati dal loro Paese. U n ' i d e a p i a t t a dello sport». Al suo posto Rajevac, ex ct del Ghana: «Spero non s' illuda di trovare un altro Ghana». I club della serie A sono straricchi ma non provvedono al mercato: ci pensa direttamente la Federcalcio. Che cerca e investe per loro. Raramente si intercetta un "locale" motivato e di qualità. Ma se succede la federazione è pronta a pagargli tutto, anche gli s t u d i a O x f o r d . Magari a c a m pionato fermo (12 squadre, si gioca fino ad aprile). Incide un fattore genetico: si sposano quasi sempre fra cugini. E il risultato di questi incroci è che Abdul, figlio del miliardario che dopo aver acquistato altre due banche vorrebbe, nel 2012, tentare la scalata al Manchester United, è volenteroso, ha piedi buoni, si contenta di giocare per hobby su campi d' erba semplicemente perfetti ma non ha alcuna voglia di dimagrire: metà degli uomini è come lui, l' altra metà è macilenta.
Hanno un progetto di joint venture con alc u n i v i vai d' Europa (Atalanta, Osasuna). «Ma non se ne farà niente». Anche una gestione emotiva della ricchezza rallenta il sistema. Quattro anni fa l' Al Gharafa (l' attuale squadra di Juninho Pernambucano campione in carica) vinse la semifinale di Coppa dell' Emiro contro l' Al Sadd (come dire InterJuventus). Travolto dall' entusiasmo, il suo presidente spalancò la cassaforte davanti ai giocatori e disse: «Sono tutti vostri».  E cadde in estasi sulla poltrona. A causa di quella bravata, per tre mesi magazzinieri, tecnici e preparatori dell' Al Gharafa rimasero senza stipendio. C' era anche Papasodaro: «Gli unici a non essere pagati in Qatar... «. Altra scenetta: l' aspirante futuro presidente Fifa Bin Hammam, preoccupato che a Doha per la recente finale di Coppa d' Asia, Giappone-Australia, potessero esserci vuoti in tribuna, con 200 euro a testa "costrinse" 10 mila indiani, pakistani e cingalesi ad andare allo stadio. Risultato: 3 mila tifosi giapponesi e australiani, biglietto in mano, non riuscirono a entrare. «Ma sarà un gran mondiale. Io ci sto già lavorando, come vede», assicura Bora Milutinovic, coinvolto nello staff 2022. «Il caldo? Non sarà un problema. Qui refrigerano pure i pensieri». Essendo il primo mondiale "in un giardino privato", con stadi molto vicini fra loro, l' unico problema sarà separare le tifoserie. La federazione ha offerto 22 mln a Guardiola per guidare la nazionale più stravagante del mondo verso non si sa cosa. Pep ha cortesemente rifiutato. Juninho ha fatto vincere lo scudetto all' Al Gharafa nel 2010. Ma dopo 2 anni non ne può più. Adesso è arrivato l' ex juventino Kapo: prima partita due gol. Ma non è un mostro. È che il livello della loro serie A è quello della nostra D: una star può fare due/tre numeri, mai la differenza. Costruiranno stadi a forma di dhow (la prua della nave tradizionale) e di conchiglia di mare. Ma per riempire di qatarini la nazionale e di passione le tribune, 11 anni sembrano più corti del fischio di un arbitro.
 
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