|
Uno stadio griffato per l'Atalanta. Il patron Percassi sceglie lo studio che ha firmato il nuovo Wem |
|
|
|
Impianti sportivi
|
09/03/2011, Alessandro Crisafulli- Il Sole 24Ore.it
Scelta l'area, definito il budget, delineate le linee progettuali e affidato l'incarico per metterle nero su bianco. Quattro falcate in avanti nella corsa dell'Atalanta verso il nuovo stadio di proprietà.
|
Nelle scorse settimane il patron Antonio Percassi ha trovato l'accordo con la famiglia Cividini, proprietaria delle aree, per lavorare sulla zona agricola di Grumello al Piano. Poi ha assegnato allo studio Populous con sede operativa a Londra la progettazione dell'impianto. Un attore di primissimo piano a livello mondiale (ha firmato per esempio il nuovo Wembley, l'Emirates dell'Arsenal, le arene di Manchester City, Chelsea, Deportivo la Coruna) per il quale è stato necessario un assegno di 300mila euro. Serviranno invece 50 milioni per arrivare al taglio del nastro.
Percassi sogna un impianto moderno ed espandibile: una bomboniera da 25mila posti, che potrà crescere fino a 30mila per soddisfare la voglia di esserci, in occasione di big-match o altri grandi eventi. «Sarà uno stadio molto avanzato – spiega il presidente bergamasco – perché non è possibile altrimenti. Sarà all'avanguardia a livello mondiale». E non sarà, è chiaro, solo ed esclusivamente il teatro della rappresentazione calcistica domenicale: «Vogliamo creare il mondo Atalanta – annuncia Percassi – un microcosmo tutto nostro, con tante idee che sta mettendo a punto mio figlio», per sviluppare il senso di appartenenza alla squadra e quindi tutte le connesse opportunità commerciali.
«Ci stiamo già muovendo con le banche per finanziare il progetto – spiega Percassi –, che deve essere sostenibile». Si attendono anche le ultime indicazioni che arriveranno dalla legge sugli stadi. Nei prossimi mesi la società attiverà una ricerca di mercato per analizzare il fronte commerciale del progetto. Entro la fine della primavera dovrebbe essere pronto un masterplan.
Sul fronte dei tempi c'è un paletto ben preciso:
|
«Il Piano di governo
del territorio – spiega il sindaco Franco Tentorio – prevede che in
quell'area o si ottengono le autorizzazioni entro due anni, oppure torna
parco agricolo». Ciò significa che per luglio 2012 tutto deve essere
pronto per la prima pietra o il piano salta ma su questo non dovrebbero
esserci sorprese. Il primo cittadino ha definito sei «condizioni
tassative» per il progetto: «Deve prevedere sia stadio che palasport,
avere almeno 200mila metri quadri di verde pubblico, prevedere
volumetrie complessive ragionevoli e senza supermercati, deve avere un
piano della viabilità concordato con la provincia, deve portare servizi e
opere per il quartiere, come banca, posta e farmacia». Non solo: il
profano non deve disturbare il sacro, «perché l'impianto deve essere a
debita distanza dalla chiesa della Madonna dei campi di Stezzano».
Esattamente dieci anni fa, aprile 2001, il consiglio comunale di Bergamo
approvava una variante al Prg per trasformare la stessa area agricola
in zona destinata allo sport: si parlava di uno stadio moderno, da
30mila posti, dal costo di 60 miliardi di lire, con accanto palazzetto
dello sport, palestre, negozi. Tempo previsto: due anni.
Resta il "nodo" Albinoleffe: i cuginetti hanno presentato un gioiellino
da 12mila posti per la zona di Orio al Serio, «ma non ci interessa –
dice il sindaco – non posso riempire la città di stadi. Spero che quello
di Grumello possa ospitare anche l'Albinoleffe». Però «noi lavoriamo
per il mondo Atalanta – precisa Percassi – io sapevo che loro sarebbero
andati avanti per la loro strada...». |
|