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Scommesse legali e partite truccate benvenuti alla “Singapore pools” Stampa E-mail
In Fuorigioco
singapore-pools01.jpg13/10/2011, Marco Mensurati- Repubblica.it
L'epicentro mondiale del calcioscommesse è un palazzo di sette piani affollato di cinesi in canottiera ed espatriati in blazer blu, al centro di Singapore. È la sede centrale della Singapore Pools, il concessionario esclusivo e monopolista delle scommesse legalizzate a Singapore.
Chiunque in giro per il mondo sia riuscito ad aggiustare una partita, a corrompere un portiere, a comprare un arbitro, se davvero vuole farci i soldi, deve venire a giocarsela qui. Perché solamente qui trova quel mix di condizioni economiche e sociali in grado di far fruttare pesantemente l’investimento. Qui ci sono le quote migliori, la tassazione minore, i soldi giocati non vengono tracciati, e — soprattutto — non c’è nessun limite “reale” alle puntate. Insomma, un paradiso per chiunque voglia fare soldi (o anche semplicemente riciclarli) senza dare troppo nell’occhio.

Il presupposto della fortuna della “Singapore Pools” è che le scommesse sullo sport sono una delle principali voci di bilancio dello Stato. «I soldi provenienti dal gioco — concludeva pochi mesi fa una relazione interna del governo — vengono utilizzati per finanziare la costruzione di impianti per l’intrattenimento e l’arte, e per la realizzazione di stadi e altre strutture per lo sport, specialmente laddove l’entità degli investimenti richiede l’intervento dei privati». Per questo lo Stato ha deciso di gestire il tavolo in prima persona e per questo giocare qui conviene, il trattamento fiscale e il volume delle giocate consente agli asiatici di trattenere solo il 2 per cento su ogni giocata e non il 10 come succede in Italia.
Non c’è niente di segreto al Singapore Pools, niente di illegale, nessun clima di illegalità. Solo molta, molta discrezione. Tipo banca svizzera, per capirci. Pochi nomi, poche parole, molta efficienza.

Ci sono due ingressi, il primo è alla sala ricevitoria, il secondo è ai piani alti. I soldi grossi, i milioni, girano indifferentemente, è solo una questione di apparenza. Alla ricevitoria — dove si può accedere solamente se si ha in mano la ricevuta di una scommessa da 50 dollari — ci vanno quelli del posto, che a volte sono dei semplici giocatori, umanità dannata da sala Bingo e slot machine, ma molto più spesso sono degli intermediari di altri allibratori, a loro volta più addentro nei giri veri, con importanti clienti in giro per il mondo. Questi hanno una carta, d’oro o di platino (dipende dalla loro capacità di spesa) con la quale possono accedere ad alcuni computer sempre accesi su apposite scrivanie. E da questi computer possono giocare di tutto.
 
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