ROMA - Il fisco plana sul mondo del calcio. L’obiettivo è quello di verificare in anticipo le modalità di tassazione Iva sulle vendite dei calciatori, con un’attenzione particolare per quei giocatori in comproprietà tra due club. Su questo argomento, nelle scorse settimane ci sono stati diversi incontri tra Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate, Maurizio Beretta, numero uno della Lega serie A e il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete. A questi incontri, avvenuti nella sede romana dell’Agenzia, avrebbe partecipato anche il presidente della Lazio Claudio Lotito, che in passato aveva ottenuto, per la sua società, un’importante rateizzazione del debito con il fisco. Un tema di grande spessore economico, dando uno sguardo agli importi milionari delle cessioni sui quali si applica l’Iva, ora ferma al 21 per cento, ma che presto salirà fino al 23. Ballano diversi milioni di euro, su cui il fisco vorrebbe vederci chiaro. Quando si parla di vendita e acquisto dei giocatori, le modalità di applicazione della normativa fiscale sono da sempre un capitolo complicato. Molte le problematiche a riguardo: dalle voci che compongono il costo finale, all’entrata in campo di normative tributarie internazionali, diverse da paese a paese.
Il fisco porrebbe la sua attenzione sul meccanismo delle comproprietà, pratica molto diffusa. Gli ultimi casi sono stati quelli di Borini (riscattato dalla Roma, era a metà con il Parma) e Okaka (percorso inverso per lui, ora è in Emilia alla corte di Roberto Donadoni). Ma in precedenza ci sono stati altri nomi, in una lista che comprende anche Giovinco, in compartecipazione tra Juventus e Parma, ed El Shaarawy (diviso tra Milan e Genoa).
In termini economici, la cessione a metà di un calciatore è la sintesi di una vendita al 100%, con il diritto di partecipare per il 50% del valore della cessione agli ulteriori effetti patrimoniali dovuti alla titolarità del contratto (si parla del valore della vendita successiva). Un tema caldo, che presto potrebbe essere affrontato in maniera più approfondita.
|
Secondo indiscrezioni, l'Agenzia delle Entrate leggerebbe in modo diverso le regole, rispetto a quanto applicato finora dalla Federcalcio: norme predisposte in base alle indicazioni fornite dalla Covisoc (la Commissione di Vigilanza della Società di Calcio) guidata nel recente passato da Viktor Uckmar, tributarista internazionale di grande fama.
Figc. Davanti alle perplessità dell’Agenzia delle Entrate, la Figc ha voluto perseguire la filosofia del confronto per fare una verifica preventiva, che consenta di aiutare le società di calcio nell’applicazione della normativa Iva, seguendo dei criteri condivisi.
I risultati dei controlli. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate entro il 31 maggio dovrà completare e rendere noti i risultati dei controlli fatti sulle dichiarazioni dei redditi 2009-2010 e i risultati sui versamenti delle principali imposte dei club (Ires, Irap, Iva e Irpef). Questo in base a un protocollo firmato a dicembre con la Figc. Se le regole economiche cambiano, il calcio si deve adeguare.
Maradona. Intanto, Diego Armando Maradona finisce ancora ko nel suo ormai storico match col fisco italiano. È stata infatti rigettata la sospensiva del debito di oltre 38 milioni di euro. La sezione 17 della commissione tributaria provinciale di Napoli non ha accettato le richieste del nuovo collegio difensivo del Pibe de Oro. Maradona resta debitore: l'udienza per discutere il merito è stata fissata per il prossimo 5 aprile. L'avvocato Angelo Pisani, legale dell’argentino, ritiene «incredibile e inspiegabile la provvisoria decisione» e assicura che «Maradona dimostrerà davanti a nuovi giudici l'inesistenza del titolo che lo perseguita nonchè l'illegittimità e la prescrizione della scandalosa pretesa di Equitalia».
|