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La Bundesliga non è un supermarket Stampa E-mail
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bundes-liga01.jpg30/11/2011, Valerio Morabito- Nelpallone.net
Il campionato tedesco sta crescendo di stagione in stagione. Vivai che sfornano campioni, stadi all’avanguardia, società con ottimi ricavi, crescita costante della nazionale teutonica. Insomma, è faticoso non considerare la Bundesliga come il futuro del calcio d’Europa. Eppure, qualcuno ancora la sottovaluta.
“Nuova” realtà - E’ da mesi ormai che il campionato tedesco attira le grandi squadre d’Europa e non solo. I vivai della Bundesliga, infatti, stanno sfornando ottimi giocatori in continuazione. Perfino società, per così dire, modeste come il Norimberga hanno i loro gioielli. Penso, ad esempio, a Wollscheid. Un difensore centrale di grande prospettiva, ormai acquistato dal Bayer Leverkusen per la prossima stagione.

Credere nei vivai - Negli ultimi anni, il lavoro svolto dalle varie squadre è stato enorme. Hanno avuto il coraggio, la lungimiranza e l’intelligenza di investire sui ragazzi, ovvero sul futuro del calcio che oggi, per loro, è diventato il presente. In questo quadro, dove la Bundesliga sta tornando ai fasti di un tempo, è ovvio che le società più quotate del Vecchio Continente siano interessate alle giovani promesse tedesche (Wollscheid, Reus, Gotze, Leitner, Hummels, Kroos, Neuer, Hermann, Howedes, Draxler, ecc. ecc.). Non c’è nulla di male, fa parte del gioco.

La Bundesliga è sottovalutata - Semmai, il problema è un altro. Molte squadre, infatti, credono che in Bundesliga si vada come quando si entra in un negozio con i saldi, dopo le festività natalizie. In più, chiedono a grandi società di cedere giocatori fondamentali durante il mercato invernale. Hanno la presunzione, o l’illusione, che formazioni del calibro del Dortmund o del M’Gladbach siano disposte a smantellare le loro compagini a gennaio. Forse, e dico forse, simili comportamenti sono figli del non saper leggere i cambiamenti che stanno avvenendo nel mondo del calcio.

Il futuro è qua - La Germania, oltre ad essere, anche in periodo di crisi, la prima potenza economica d’Europa, è destinata a diventare la nuova potenza del calcio europeo. Stadi all’avanguardia, finanze delle società prive o quasi di debiti, vivai che sfornano campioni ogni anno. Insomma, è difficile non guardare alla Bundesliga come al nuovo calcio. Altro che Russia, Qatar o non so quali mete esotiche. Sceicchi e facoltosi russi possono spendere miliardi su miliardi, ma se non c’è in quei Paesi il forte amore e la grande tradizione del gioco del calcio, sarà dura attecchire.  
Sarà dura, anche perché queste squadre spendono montagne di denaro per giocatori già affermati e spesso al capolinea. Non investono soldi per impostare un progetto credibile negli anni. E’ presuntuoso voler rappresentare la casa del nuovo calcio, senza creare prima le fondamenta. E senza queste, piaccia o meno, non si va lontano.

Presunzione delle grandi squadre europee - La Bundesliga è sottovalutata da molti addetti ai lavori. Lo si nota, anche, da diversi articoli di vari giornali, in cui si da per scontato che squadre spagnole, inglesi, italiane, vengano in Germania con il carrello. Magari, con la speranza di ottenere qualche sconto stile 3x2. L’Arsenal di Wenger, ad esempio, pretenderebbe di acquistare Gotze e Grosskreutz, la Juventus sarebbe su Hummels e Hermann, la Lazio su Podolski e Hummels, l’Inter e il Real Madrid su Reus, la Roma su Subotic. Mi ripeto, non c’è nulla di male a seguire certi campioni. Però, non si può pretendere che le società tedesche, con tutti gli obiettivi che hanno da raggiungere (anche in Europa) si privino di simili giocatori. Ed in più, da non sottovalutare, non hanno l’esigenza economica di fare cassa.

Supermarket? No, gioielleria - Il Dortmund non cederà mai a gennaio il pilastro della sua difesa: Hummels. Semmai, se ne potrà parlare a giugno. Oppure, come si può credere che, sempre il Borussia, si privi di Gotze e Grosskreutz per mandarli a Londra tra qualche settimana? Non mi sembra che la Juve, il Milan, l’Inter, l’Arsenal e così via ricevano offerte per i loro campioni durante il mercato invernale. E’ irreale. La Bundesliga non è un supermarket. Semmai, è una gioielleria dove molte pietre preziose si possono guardare, ma per acquistarle ci vuole un po’ di tempo o, forse, le si può solo ammirare.
 
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