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Nba, progressi dopo l'incontro-fiume. "Stagione da 82 gare ancora possibile" |
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Management
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27/10/2011, Davide Chinellato- Gazzetta.it
Giocatori e proprietari a colloquio per 15 ore a Manhattan per cercare di porre fine al lockout: torneranno a incontrarsi dalle 20 ora italiana. Hunter: "Se ci accordassimo entro la settimana potremmo salvare l'intero calendario". Ma non si comincerebbe prima di dicembre
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Piccoli progressi, incontri fiume. E una piccola luce in fondo al tunnel. L'Nba tocca quota 119 giorni di serrata, ma proprietari e giocatori sono tornati a incontrarsi a poche ore dal monito del Presidente Barack Obama, che aveva invitato tutti a "pensare di più ai tifosi". E lo hanno fatto, rimanendo a confronto in un hotel di Manhattan per oltre 15 ore (da mezzogiorno a dopo le tre di notte), prima di interrompere la sessione per la notte e riaggiornarsi alle 20 ora italiana.
piccoli progressi — "Ci sono stati dei progressi - ammette Derek Fisher, presidente del sindacato giocatori, con gli occhi arrossati dopo la maratona di trattative -, anche se non possiamo dire che siano stati grandissimi. Ma sono stati abbastanza per tornare ad incontrarsi". "E' stata una giornata faticosa ma molto produttiva - gli fa eco poco dopo il commissioner Stern -, speriamo che domani lo sia altrettanto. Non vediamo l'ora di risederci al tavolo".
obiettivo 82 partite — Proprietari e giocatori hanno lasciato da parte la divisione del Basketball Related Income (i guadagnati generati dalla lega, di cui ai giocatori spettava il 57% fino alla passata stagione), il tema su cui si erano arenate le trattative la settimana scorsa, per occuparsi più in generale del sistema. E i progressi sono stati tali che Billy Hunter, direttore esecutio del sindacato, è tornato a parlare della possibilità di una regular season con tutte le 82 partite in programma.
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"Se riuscissimo ad arrivare a un accordo entro la settimana sarebbe
ancora possibile, ma per farlo serve l'impegno di tutti. Ci siamo tutti
resi conto che due settimane di regular season sono già state cancellate
e che l'Nba era pronta ad annunciare ulteriori tagli, così abbiamo
deciso di rivederci". Il commissioner Stern è un po' più cauto: "Non
abbiamo scadenze specifiche, e poi ci sono molti fattori che influiscono
sulla possibilità di una regular season da 82 partite, a cominciare
dall'impegno che possiamo chiedere ai giocatori, a problemi di
calendario con le arene, a quello che possiamo chiedere ai fans.
Sappiamo però che dobbiamo accordarci al più presto. E, d'accordo coi
giocatori, vogliamo disputare quante più partite possibile".
niente nba a novembre — Di una cosa però il commissioner è sicuro: anche
con un accordo la stagione non inizierà prima di dicembre (con almeno
un mese di ritardo rispetto a quanto programmato, visto che la prima
palla a due era in calendario il primo novembre): "Non voglio annunciare
la cancellazione di altre parite, ma è ovvio che una volta concluso
l'accordo avremo bisogno di tempo per far disputare i training camps,
giocare qualche match di esibizione e dare il via alla stagione
(quantificabile in un mese circa, n.d.r.). Comunque non c'è accordo
finché non ci si accorda su tutti i punti sul tavolo". Quanto basta per
essere ottimisti. E i tifosi, Presidente Obama in testa, tornano ad
incrociare le dita. |
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