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Obama entra duro sull'Nba. "Pensino di più ai tifosi" |
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Management
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26/10/2011, Simone Sandri- Gazzetta.it
Il Presidente Usa, grande appassionato di basket, attacca la lega più famosa del mondo ancora ferma per la serrata. Incontro in corso a New York tra proprietari e giocatori per cercare di sbloccare la situazione
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Al 117° giorno di lockout, Barack Obama prende la parola. E, da grande appassionato di basket, il presidente entra duro sull'Nba ferma per la serrata dei proprietari e sui suoi giocatori. "È ora che i giocatori e i proprietari delle squadre di Nba pensino di più ai loro tifosi e si ricordino che devono a loro il loro successo - affonda il presidente dal salotto tv di Jay Leno -. Hanno fatto in questi anni milioni di dollari e lo devono all'amore di tantissimi fans per questo sport. Penso che in qualche modo tutti ora debbano pensare allo stesso modo. Hanno bisogno di ricordare a loro stessi che se hanno raggiunto questi numeri di successo è perchè là fuori c'è una massa di gente che ama il basket. Sinora è andato tutto bene, ma dopo questo tipo di serrate, come capita spesso, poi serve molto tempo a risolvere i problemi e far tornare tutto alla normalità".
nuovo incontro — Martedì David Stern avrebbe dovuto annunciare la cancellazione di altre due settimane di regular season di Nba. Nessuna sorpresa, visto che il tempo stringe e l’accordo con il sindacato appariva lontanissimo, considerata la brusca frenata dopo le tre sessioni fiume della settimana scorsa. Invece è arrivata la sorpresa. Nella serata di martedì, infatti, sono filtrate voci, riportate soprattutto dal New York Daily News, di un inaspettato meeting, in programma per mercoledì, tra le due parti al quale parteciperà anche Stern, debilitato dall’influenza la scorsa settimana e costretto a saltare un paio di sessioni.
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negoziazioni a gruppetti — Le negoziazioni avverranno tra piccoli
gruppi, il modo migliore, almeno in linea teorica, per fare qualche
passo avanti. Il principale nodo da sciogliere resta naturalmente la
divisione dei proventi generati dalla Lega. I proprietari insistono sul
salomonico (almeno dal loro punto di vista) 50-50, i giocatori, che fino
alla scorsa stagione portavano a casa il 57% della torta, non sono
intenzionati a scendere sotto il 52.5%. L’altra questione da risolvere
riguarda il cambiamento radicale dei parametri della Salary Cap voluto
dai proprietari. Martedì scorso qualche piccolo passo avanti, almeno da
questo punto di vista, sembrava essere stato fatto dalle due parti,
invece a situazione è degenerata e si è arrivati allo stop delle
trattative. Nel fine settimana poi sindacato, soprattutto per bocca del
suo leader Billy Hunter, e proprietari, si sono lanciati accuse
reciproche. I proprietari intanto nella giornata di martedì si sono
incontrati per tornare a discutere della divisione della propria fetta
di profitti Nba. Un problema, considerato il fatto che 22 delle 30
squadre della Lega hanno un bilancio in passivo, destinato naturalmente
ad avere un impatto anche nelle trattative con l’associazione giocatori.
Mercoledì quindi si ritorna a negoziare, nella speranza di poter
finalmente vedere qualche tangibile progresso. |
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