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La Juventus "pantera rosa" quando il marketing fa danni |
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Marketing
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26/10/2011, Maurizio Crosetti- Repubblica.it
Ma se i giocatori della Juventus sono chiamati "i bianconeri", perché mai contro "i viola" della Fiorentina, in casa loro e senza oggettive ambiguità cromatiche, hanno indossato quella ridicola casacca rosa con lo stellone? E se i giocatori della Fiorentina sono, appunto, detti "i viola", perché mai nella suddetta partita hanno vestito una divisa bianca?
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Quando il mondo, del calcio e non, era più semplice (e se ne vedevano di tutti i colori anche allora, d'accordo, ma non proprio tutti tutti i colori), vigeva una regoletta elementare: la squadra di casa mantiene la prima divisa, e quella che gioca in trasferta la cambia se la prima ha tinte più o meno simili a quelle dell'avversario (tipo Ascoli contro Udinese o Bologna contro Genoa). Ancora non esisteva la tirannia del marketing, né lo strapotere della grafica che tanti danni ha provocato non solo nello sport: trattasi di forma che si sovrappone al contenuto e lo confonde, lo indebolisce anziché potenziarlo. E quando non si ha nulla da dire, lo si disegna.
Poi è arrivata la stagione dello sponsor tecnico che impone prima, seconda e terza casacca, e bisogna - per contratto - indossarle a rotazione, altrimenti non si vendono. E il tifoso, poveretto, è stato preso nella trappola delle nuove collezioni neanche fosse un cliente di Prada, ogni campionato nuovi campionari, disegni, sfumature, colorazioni, e chi non sta al passo è un poveraccio. Mica come quando si comprava una maglia della propria
squadra, la si indossava per anni, e più era stinta e infeltrita più testimoniava fedeltà alla causa.
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Ora, invece, è tutto sintetico come i tessuti di queste casacche da
carnevale, che tra l'altro costano moltissimo: un furto, e non credete a
chi vi racconta favole su avveniristici tessuti tecnici, gli stessi che
nelle catene di articoli sportivi si acquistano per poche decine di
euro. Poi, forse, c'è anche un senso nascosto in tutto questo sport di
terital: e cioè il calcio si è talmente impoverito di identità, che
ripudiare i colori della propria storia è quasi un atto di involontaria
coerenza. Insomma, bisognerebbe essere degni di certe tinte,
bisognerebbe meritarle, altrimenti è meglio assomigliare alla Pantera
Rosa. |
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