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Diritti tv, Bologna guida l’asse con Roma-Firenze-Napoli per la redistribuzione Stampa E-mail
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CALCIO E FINANZA - 10/03/2016 Redistribuzione diritti tv Serie A club medi. Il Bologno in questi giorni sta giocando anche un altro campionato, per creare un asse con Roma e Firenze (e magari Napoli) sul tema dei diritti tv. I progetti di Joey Saputo per il Bologna non possono prescindere dal cambiamento dell'intero sistema calcio. «Sarà cruciale la questione dei diritti tv, in America non c'è distinzione tra i grandi club, che si prendono la maggior parte delle risorse e i piccoli club a cui vanno le piccole briciole» ha ammonito il chairman, come riporta il Corriere della Sera.

Il tema è già stato analizzato da CF - calcioefinanza.it che ha già riportato sia un'ipotesi di adozione del modello inglese nella distribuzione dei diritti tv sia una recente simulazione della distribuzione di quest'anno (che sarà ufficiale solo con la classifica finale di Serie A).

E proprio da Casteldebole sta partendo la rivoluzione verso un calcio diverso. Non bastano a Fenucci e soci i risultati delle entrate commerciali, già cresciute del 30% rispetto all'ultima stagione in A. Poco si può ottenere dai ricavi della biglietteria, finché lo stadio non subirà il restyling progettato.

Plusvalenze a parte, a farla da padroni sono i diritti tv. La battaglia del Bologna mira a cambiare l'identità della stessa Lega che non potrà più svolgere un mero ruolo rappresentativo ma dovrà lavorare con spirito imprenditoriale, trovando e mettendo a disposizione del campionato più risorse.

Tra gli obiettivi prioritari del club c'è quello di cambiare la modalità di commercializzazione dei diritti tv, anche sul fronte estero. L'Italia del pallone riceve 180 milioni dalla cessione dei diritti tv esteri, contro i 600 milioni della Spagna e il miliardo e 200 milioni della Premier. Ora la Lega si affida alla MP&Silva che compra e rivende i diritti tv.

L'idea del Bologna è quella di una vendita diretta dei diritti. Il calcio nostrano, in quanto a diritti tv, arranca anche sul mercato interno.

Il tema, da questo punto di vista, riprende con un tono diverso il botta e risposta tra De Laurentiis e Silva delle scorse settimane.

«Siamo indietro rispetto ad altri paesi europei. Noi vorremmo una distribuzione legata alla meritocrazia. Sappiamo che altre società hanno idee diverse e dovremmo sederci al tavolo per parlarne» ha detto Claudio Fenucci pochi giorni fa. 

Il sistema di distribuzione delle risorse è ancora legato a rendite d'imposizione, che si basano su criteri obsoleti come la storia, il numero di tifosi presunti (per cui una piccola può ricevere 4,5 milioni e una big 50 milioni) e via dicendo.

Mentre si attende che il governo metta mano alla Legge Melandri, Fenucci e compagni sono già al lavoro per aumentare nella distribuzione delle risorse la quota (oggi del 30%) relativa ai mercati sportivi. Con il meccanismo esistente nessun imprenditore, nemmeno un magnate come Saputo, può colmare il gap con le prime tre, anche per la presenza delle nuove regole di fairplay economico che non lo consentirebbero.

La stategia del Bologna è quindi quella di creare intese con club desiderosi di ridisegnare un sistema che oggi consente a Juve, Inter e Milan di mangiarsi il 30% della torta dei diritti tv. Tutte le medio piccole sono interessate al discorso. Ma il passo più importante è quello di coinvolgere le big. Roma, Fiorentina e anche Napoli sono già accanto al Bologna, capitano di questa insolita squadra.

L'obiettivo è di arrivare ad aggregare 15 squadre. Quest'anno poi scade anche il mandato del presidente di Lega. E proprio dalle scelte che verranno fatte in sede di elezione potrebbe iniziare il cambiamento auspicato.
 
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