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Diritti Tv serie A: accordo raggiunto, a Sky tutti i match per 572mln e a Mediaset le big per 373 ml Stampa E-mail
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26/06/2014, Ilsole24ore.com- Marco Bellinazzo e Andrea Biondi
Il rischio di un blocco del contratto tv per il triennio 2015/18 (e dei relativi introiti), con estenuanti battaglie legali tra Sky e Mediaset, e quello di un annullamento del bando sono stati scongiurati. 

La Lega calcio ha approvato in serata, dopo una lunga riunione, un piano di assegnazione dei pacchetti «alternativo» a quello emerso all'apertura delle buste tre settimane fa e frutto, a quanto pare, di un accordo tra gli stessi operatori televisivi che alla vigilia dell'assemblea si erano sfidati a colpi di diffide e controdiffide. Al voto hanno partecipato 23 club (22 sì e un astenuto, la Fiorentina), inclusi neopromossi e retrocessi dell'ultima stagione.

In sostanza, a Sky vanno tutte le partite dei campionati di Serie A dalla stagione 2015/16 a quella 2017/18 per la piattaforma satellitare per un prezzo totale di 572 milioni (formalmente il pacchetto "D" con le 12 squadre minori va a Mediaset che poi lo cederà a Sky). La somma versata dalla tv del network di Rupert Murdoch è di poco superiore a quanto versato finora per poter trasmettere tutte i match del massimo campionato di calcio tricolore, e comprende i cosiddetti diritti accessori, relativi alle interviste e alle immagini degli spogliatoi pre-partita, e quelli per il "3d" e "super hd". Sky avrà in definitiva 132 partite in più rispetto a Mediaset che ha commentato «I principi cardine della concorrenza sono stati ristabiliti» e ha accettato di sborsare 373 milioni, circa 100 milioni in più rispetto al passato contratto per assicurarsi le gare di andata e ritorno (in totale 248) delle migliori otto squadre per il digitale terrestre (la prossima stagione, l'ultima del vecchio accordo, l'emittente di Cologno Monzese pagherà 277 milioni per le immagini dei 12 migliori club). Il costo del pacchetto per il digitale terrestre è aumentato in quanto ne è stato elevato il contenuto. Anzitutto, a differenza della prima versione, nel "paniere" finiranno tutte e cinque le squadre con il più ampio seguito (e non solo 4 su 5): questo significa che gli abbonati Mediaset potranno vedere tutte le gare di Juventus, Milan, Inter, Napoli e Roma (di fatto l'80% dell'audience potenziale del calcio nazionale). Inoltre, nel pacchetto B sono stati inseriti "dirette gol" e highlights.

Dunque, Mediaset e Sky continueranno a utilizzare le piattaforme su cui operano tradizionalmente (digitale e satellite) e la Lega incasserà 945 milioni a stagione, circa 130 milioni in meno rispetto alle soluzioni prospettate fino a ieri che prevedevano un'assegnazione "incrociata" per massimizzare i profitti (opzione che piaceva soprattutto ai piccoli club). 

Il budget triennale su cui potranno contare le società di Serie A arriva così a 2,8 miliardi. Ed è destinato a crescere, perchè dovranno essere venduti ancora altri pacchetti, come quello relativo a Coppa Italia e Supercoppa (che vale circa 25 milioni) e quello per i programmi in chiaro (20/25 milioni). Senza dimenticare il pacchetto "E" del bando, relativo alla trasmissione di tre gare in diretta attraverso Internet e le tecnologie "mobile" andato deserto. Anche se il piatto forte per incrementare i soldi a disposizione della Serie A è rappresentato dai diritti internazionali dai quali finora si ricavano circa 120 milioni all'anno. Introiti che si asprirerebbe quanto meno a raddoppiare (nonostante la perdita di appeal del torneo italiano rispetto agli altri principali campionati europei). In questo modo, si potrebbe accumulare per il triennio 2015/18 un bottino di circa 1,2 miliardi a stagione, con un aumento di circa il 20% rispetto al miliardo garantito dal precedente accordo.

Viene raggiunto e superato perciò il tetto dei 980 milioni di media a stagione fissato come garanzia di risultato per i primi tre anni dall'advisor Infront lo scorso dicembre. Anzi, dovrebbe scattare il rinnovo automatico del mandato per Infront in vista del triennio 2018/2021 per il quale era stata posta come condizione quella del raggiungimento di incassi pari a un miliardo e 40 milioni annui nel triennio 2015/18.

Dall'intesa raggiunta ieri non fa parte, in ogni caso, la Champions League 2015-18 che Mediaset si è aggiudicata pochi mesi fa con una mega offerta da 690 milioni. Dalla stagione 2015/16, invece, Sky ha acquisito i diritti di trasmissione dell'Europa league.
Resta da capire, infine, se le autorità vigilanti (Agcom e Antitrust) non avranno da muovere rilievi e se eventuali terzi soggetti che hanno partecipato alla gara – Eurosport ha depositato un'offerta da 140 milioni per l'originario pacchetto "D" con le 12 squadre estromesse dai pacchetti principali (ma inclusa la Roma) – accetteranno la scelta della Lega di andare oltre il quadro dei risultati dell'asta.

Eurosport minaccia azioni legali: “Violate le regole della Lega Calcio”. 
ilfattoquotidiano.it - Andrea Tundo -  27 giugno 2014.  

L'emittente americana aveva presentato un'offerta per il pacchetto minore con il quale voleva aggiudicarsi l'esclusiva delle 12 squadre minori: "Stiamo valutando tutte le opzioni"Il terzo incomodo arriva il giorno dopo, quando almeno sulla carta è tutto ormai definito. Eurosport punta il dito contro l’assegnazione dei diritti tv della Serie A relativi al triennio 2015-18 decisa dalla Lega Calcio. L’emittente americana, che aveva presentato un’offerta per il pacchetto minore, insinua il dubbio sul rispetto delle regole nella delibera della Lega: “Riteniamo che questa assegnazione sia contraria alle regole descritte nell’invito a offrire – scrive Eurosport in una nota – e stiamo valutando tutte le opzioni, comprese quelle legali”.

È verosimile immaginare che se la scelta della Lega fosse stata lineare (“Vince chi offre di più”), il broadcaster statunitense non avrebbe avuto nulla da ridire, poiché la sua offerta per aggiudicarsi l’esclusiva delle 12 squadre minori era comunque la più bassa tra quelle pervenute alla Lega. Ma la strada attraverso cui si è arrivati all’assegnazione lascia a Eurosport un pertugio per rientrare nella partita. La spartizione dei diritti, infatti, è stata segnata dalla battaglia tra Mediaset e Sky che, a suon di minacce legali incrociate, hanno spinto per una soluzione – ritiene Eurosport – contraria alle regole. La Lega ha infatti assegnato il pacchetto A (8 big del campionato sul satellite) a Sky e i lotti B (migliori otto sul digitale) e D (restanti dodici) a Mediaset, anche se l’offerta del Biscione per lo slot B aveva ben due offerte migliori (Sky e Fox) sotto il profilo economico. Una scelta che, grazie a un accordo a latere tra i colossi di Murdoch e della famiglia Berlusconi, porterà a uno scambio del pacchetto D in modo tale che Sky possa trasmette tutta la Serie A e Mediaset accenda le proprie telecamere negli stadi più importanti dopo aver rischiato di rimanerne fuori, in virtù delle migliori offerte di Sky per i lotti “pregiati”. Secondo le regole del bando, però, non è possibile scambiarsi la licenza. Tant’è che l’accordo distensivo tra i duopolisti del calcio italiano in tv dovrà passare al vaglio dell’AgCom.

In questo contesto si inseriscono le contestazioni di Eurosport che fanno ricomparire lo spettro delle aule di tribunale, temuto negli uffici di via Rosellini dove i 943 milioni entrati dall’asta servono come garanzia per avviare il calciomercato. La domanda del network americano è chiara: sono state rispettate le regole? Il presidente Maurizio Beretta, giovedì sera, ha spiegato che il pacchetto B è stato assegnato a Mediaset nonostante fosse la terza miglior offerta perché era l’unica valida. Un’interpretazione nata dal parere dell’advisor Infront (vicino al mondo Fininvest) e quello dell’avvocato Giorgio De Nova, già legale di Berlusconi, secondo cui era impossibile assegnare i lotti A e B allo stesso operatore. Insomma, se Sky avesse vinto tutto avrebbe creato una posizione dominante sul mercato con il rischio di contestazioni e possibili ricorsi all’antitrust. La lettura era stata contestata in un primo momento dalla stessa Sky, poi rientrata su posizioni più morbide di fronte alla necessità di chiudere la partita, probabilmente anche per avere margine di trattativa con Mediaset sui diritti della Champions League 2015-18 che il Biscione ha acquistato in esclusiva negli scorsi mesi. Una soluzione andata bene a tutti inserita nei pertugi lasciati aperti dal bando. Ora il convitato di pietra Eurosport incombe sull’accordo, provando a scrivere un finale diverso all’assegnazione in “salsa italiana”.




     
 
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