Home arrow Dai media: Articoli dalla stampa arrow Media arrow La Figc respinge il ricorso delle big
Iscrizione Newsletter
libreria dello sport
I giganti del mare. Capri Napoli
di Franco Esposito, Marco Lobasso
anno 2011
Consorzio Business e Sport

ARTICOLIDALLASTAMPA

La Figc respinge il ricorso delle big Stampa E-mail
Media
telecamera-campo-calcio03.jpg05/05/2011, Marco Bellinazzo- Il Sole 24 Ore.it
La Corte di giustizia della Figc ha respinto il reclamo delle big sui diritti tv. Juventus, Milan, Inter, Roma e Napoli avevano chiesto la sospensione e l'annullamento della delibera adottata a metà aprile dalle 15 società medio-piccole.
Il braccio di ferro in seno alla Confindustria del calcio italiano sulla ripartizione dei 200 milioni di proventi tv collegati al bacino d'utenza, dunque, continua.

All'udienza di ieri erano presenti il vicepresidente vicario e ad del Milan, Adriano Galliani, l'ad dell'Inter Ernesto Paolillo, l'avvocato Michele Briamonte per la Juventus e Rosella Sensi per la Roma. A rappresentare le 15 medio-piccole c'erano invece gli avvocati Stefano Campoccia, Gianmichele Gentile e Giuseppe Scassellati Sforzolini e i patron di Lazio e Genoa, Claudio Lotito ed Enrico Preziosi.

La disputa legale però è solo all'inizio. Galliani, appresa in serata la notizia è stato categorico: «Questa è solo la prima tappa di una lunga battaglia. Impugneremo senz'altro una decisione che riteniamo sbagliata». Dopo il no della Corte di giustizia (che si è pronunciata a sezioni unite), le cinque big di A potranno rivolgersi all'Alta Corte del Coni. «La Lega ha agito in totale legalità – ha replicato però Lotito –. Non si capisce come queste società possano sostenere o ipotizzare di aver subito un danno economico se ancora non sono stati presentati i risultati delle ricerche effettuate dagli istituti demoscopici. La loro sembra una linea temeraria. Faranno altri ricorsi? Possono fare quello che vogliono, noi ci difenderemo dovunque». I 15 club medio-piccoli, a questo punto, spingeranno perchè siano formalizzati il mandato ai tre istituti demoscopici già prescelti (Doxa, Crespi e Sport und Markt) e i parametri individuati per il calcolo dei "sostenitori".
Juve, Inter, Milan, Roma e Napoli non intendono cedere, d'altronde, e ribadiscono che non si possono dividere equamente i ricavi quando le spese – leggasi i costi degli ingaggi dei calciatori di prima fascia – restano soprattutto a loro carico. La legge Melandri ha sì ripristinato la vendita collettiva dei diritti tv, ma accanto ai criteri mutualistici (in base ai quali vengono già distribuiti circa 600 milioni), ha anche fissato una quota di introiti – pari al 25% del totale – da assegnare in un'ottica meritocratica. Per questo motivo i "sostenitori" citati dalla Melandri sono da intendersi come i tifosi fedeli a una sola squadra.

Secondo i 15 club medio piccoli, al contrario, il contenitore dei supporter va esteso fino a ricomprendere gli appassionati che acquistano più di due biglietti all'anno, i partecipanti che risultano interessati al merchandising, i simpatizzanti che seguono i risultati di una o più squadre e gli spettatori tv censiti dall'auditel. Una platea ampia nella quale le percentuali di sostenitori rischiano di diluirsi al punto da ridurre al minimo storico le differenze fra le entrate tv delle 20 società di A. Intanto, una nuova assemblea straordinaria della Lega, dopo quella andata deserta martedì scorso, è stata convocata dal presidente uscente Maurizio Beretta per il 16 maggio.
 
< Prec.   Pros. >
torna su