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Viaggio nello sport italiano con Michele Uva Stampa E-mail
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michele-uva02.jpg07/12/2011, Andrea Fani- Corriere dello Sport.it
Un libro per capire lo stato dello sport italiano a pochi mesi dall'Olimpiade di Londra

Si chiama «Viaggio nello sport italiano», è l’ultimo lavoro del manager sportivo Michele Uva, scritto con l’economista Marco Vitale, riconosciuta autorità internazionale nel campo economico. Il lavoro, presentato ieri al Circolo Canottieri Aniene di Roma, fotografa la situazione dello sport nel nostro Paese a pochi mesi dall’Olimpiade di Londra 2012. Alla presentazione - moderata da Riccardo Cucchi della Rai - hanno partecipato tra gli altri, oltre agli autori, Luca Pancalli, presidente del Comitato Paralimpico, Andrea Zappia, ad di Sky Italia e Fabio Gallia, ad di Bnl.

CAPILLARITA’ - Il libro è un lavoro straordinario per profondità dei temi, completezza dei punti di vista e innovazione nelle soluzioni proposte. La conclusione del lavoro di Uva e Vitale, in estrema sintesi, è che lo sport italiano funziona nel suo sistema di vertice ma si inceppa alla base, quando lo sport deve diventare “per tutti”. Come sottolineava in sede di presentazione Giovanni Malagò, il presidente dell’Aniene, «questo libro purtroppo asserisce che in Italia è complicato fare sport». Il lavoro è diviso in varie sezioni, spiega come funziona lo sport italiano nella sua governance, dal Coni alle singole federazioni, e analizza la salute delle varie discipline, con particolare attenzione a calcio, ciclismo e atletica leggera. L’intera sezione ciclismo è stata realizzata da Alessandra Giardini, del Corriere dello Sport-Stadio; mentre nell’atletica c’è una interessante intervista a Franco Fava, ex azzurro di fondo e da anni anch’egli autorevole firma del Corriere dello Sport-Stadio.
FILOSOFIA - Nell'ultima parte, il libro allarga il confine e analizza lo sviluppo dell'attività fisica a livello dilettantistico e scolastico. Ed è soprattutto qui che gli autori sottolineano come sia importante aumentare gli investimenti pubblici e privati nel settore. Lo sport analizzato e visto non solo come attività di marketing ma come investimento globale. Economico certamente, ma anche sociale. «Fare sport, non solo a livello professionistico, è un vantaggio per il Sistema Paese» sostiene Michele Uva, che parla apertamente di investimenti nello sport per uscire dalla crisi spaventosa che ha colpito l’Italia e l’Europa. «Lo sport di base aumenta i consumi, quindi gli introiti per lo Stato; rende i cittadini più sani, quindi fa risparmiare il sistema previdenziale italiano; rende più socievoli e rispettosi delle regole, quindi crea cittadini più consapevoli». Lo sport è, anch’esso, democrazia, aggiungiamo noi. E’ anche attraverso lo sport che una nazione evolve. E’ anche così che si costruisce un Paese.
 
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