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Oggi Lapo Edovard Elkann è vestito da ambasciatore della Triennale di Milano, dalla bolgia del calcio al silenzio ovattato dell' arte moderna. Senza dubbio preferirebbe commentare l' allestimento del museo del design, però Juve-Inter è ancora incandescente due giorni dopo, l' eco di quei venticinquemila insulti razzisti lontana dallo spegnersi e una certa juventinità congenita dell' ambasciatore, quel segno particolare che si è trovato stampato 31 anni fa sull' atto di nascita, autorizzano un cambio, improvviso, di soggetto. Lapo, lei, torinese e juventino, era all' Olimpico. Confessi: cosa ha pensato alla prima, alla seconda, alla terza, all' ennesima bordata di insulti a Balotelli? «Ero dispiaciuto. Per lui, perché un ambiente del genere non porta serenità al match. E per me personalmente, da uomo e da tifoso, perché tutti a questo mondo abbiamo il diritto di essere messi in condizione di competere lealmente». Belle parole. Però da quel far west sono uscite una brutta partita e una brutta figura. «Io dico che non ci può essere amore tra Juventus e Inter. Parlo da tifoso, non da azionista bianconero. Non è strutturalmente possibile. E tutti sappiamo perché». Scontate ancora i postumi del fallo di Iuliano su Ronaldo? «Tra Juve e Inter ci può essere rispetto, che è doveroso in qualsiasi competizione e in qualsiasi combattimento, di business o di sport. Ma tutti sanno perché tra Juve e Inter non può esserci amore. E noi bianconeri lo sappiamo meglio di loro, perché siamo andati in B». Nel calcio non si prescrive proprio nulla, vero? «Se lo vince, e ribadisco se lo vince, per me questo sarà il primo scudetto dell' Inter di Moratti. L' ha detto anche Mourinho». Ma Balotelli cosa c' entra? «Balotelli c' entra perché sul campo non mi è sembrato un professionista. Mi è sembrato un giocatore scorretto. Legrottaglie dopo la partita ha parlato chiaro. E' giovane, ha 18 anni e da giovani si è focosi e irruenti, si possono commettere tanti errori e io ho titolo per dirlo perché ne ho commessi anch' io. Ma qualsiasi calciatore potrebbe confermare che Balotelli è scorretto». I tifosi, però... «All' Olimpico sabato sera è successo qualcosa di ingiusto e indegno. La pelle non conta, bianca o nera è la stessa identica cosa. Anzi, riuscire per chi è di colore è tre volte più difficile rispetto a chi non lo è, nello sport e nella vita. Questa è la realtà dei fatti, togliamoci il prosciutto dagli occhi». Non sembra un alibi per Balotelli, però.
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«Che è un gran giocatore, lo ammetto, però ha i suoi difetti. Scorretto, ma di altissima qualità. Io credo che se avrà un' educazione sportiva e umana all' altezza del suo enorme potenziale, Balotelli farà una strepitosa carriera. Lo dico da italiano, non certo da juventino. Mi farebbe piacere per l' Italia e per l' Inter». Mourinho è l' educatore appropriato? «Non lo so e non mi interessa. A me interessa solo la Juve. Balotelli non è un problema mio». Resta la sanzione di una partita a porte chiuse per la Juve. «Un' assurdità, perché Balotelli è fischiato ovunque, capita ogni domenica anche a Sissoko e prendono la Juve come capro espiatorio. Questo mi dà fastidio». E i cori per novanta minuti non le hanno dato fastidio? «Non c' era bisogno dei cori. Gli insulti sono inutili, sviliscono gli uomini e il calcio. Sono cattivi esempi per i giovani. Sono un segnale di carenza di stile, cuore e umanità. Balotelli, Vieira, Seedorf, il nostro Sissoko: a tutti capita di riceverne. E poi, ai fini del risultato, non servono. La Juve ha dimostrato di poter pareggiare anche con un uomo in meno. C' era molto nervosismo, sul campo e fuori. Tra le tifoserie di Juve e Inter c' è troppo odio: i rancori sportivi non li scuso, però li capisco». Torino è una città razzista? «Se si vuole fare polemica su Torino, non ci sto. È una città di grande creatività e apertura e l' ha dimostrato ospitando l' Olimpiade, dove c' era tutto il mondo. I cori razzisti non ci sono solo a Torino e la Juve è una squadra multirazziale. Anche se più italiana dell' Inter». Balotelli un domani alla Juve. È ipotizzabile? «È ipotizzabile Balotelli un domani nella nazionale italiana. Mi piacerebbe. Va tutelato. Lo dico da amante del bel calcio».
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