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Raikkonen per me non ha segreti Lo riporterò in alto |
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| Raikkonen per me non ha segreti Lo riporterò in alto |
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14 Marzo 2009, Arianna Ravelli- Corriere della SeraQuando due anni fa Kimi Raikkonen è sceso in pista a Melbourne per disputare la sua prima gara con la Ferrari (poi vinta), prima del trionfo, nei box si sono vissuti momenti di autentico panico.
All' insegna del «Che diavolo sta dicendo?». Capire i sussurri di
Raikkonen in cuffia è ancora un esercizio arduo, all' epoca poi nessuno
era abituato. Per di più, la radio non funzionava a dovere, il pilota
poteva parlare con i box, ma dai box non potevano parlare con il
pilota. A un certo punto, un giovane ingegnere, che di Kimi era il
veicolista, ha alzato la mano: «Scusate, secondo me sta dicendo che
vuole le bandiere blu per i doppiati!». Salvatore della patria. Da
allora è il massimo esperto «kimologo» in circolazione. Non solo lo
capisce sempre quando parla, ma pare avere libera cittadinanza sul
misterioso pianeta Raikkonen. Non è un caso che quel giovane - che poi
si chiama Andrea Stella, ha 37 anni, una laurea in Ingegneria
aeronautica, è nato a Orvieto, è sposato con Michela ed è il papà di
Edoardo e Federico -, sia oggi l' ingegnere di pista del pilota
finlandese, ovvero il punto di collegamento tra lui e il resto della
squadra. Ha preso il posto di Chris Dyer, promosso al ruolo di
coordinatore degli ingegneri. «Non è solo una questione linguistica o
di capacità interpretative - spiega Andrea -. È che quando sei davanti
al computer è come se fossi in macchina con il pilota, sei sempre ' '
contestualizzato' ' e dunque immagini di cosa lui ti stia parlando».
Ora Stella è solo un po' più in prima linea, ma non è che negli anni
scorsi avesse un ruolo defilato: «Ero già l' interfaccia tra il pilota
e i dati che lo riguardavano. Il performance engineer, o ingegnere
veicolista, sta davanti alla telemetria e ha come compito quello di
migliorare le prestazioni di ogni aspetto della vettura: analizza una
curva e dice al pilota come farla meglio, così per le gomme, o il freno
motore. Adesso il mio ruolo è un po' meno analitico, ma riguarda più la
gestione del gruppo». Ora Stella è il punto terminale del lavoro di
tutto il box di Kimi: «Devo coordinare gli altri: gestire le persone,
gestire i tempi (per esempio durante i test fissare il programma della
giornata), scegliere le priorità, studiare i regolamenti. E poi, in
gara, gestire il pilota. Lo scopo è metterlo nelle condizioni di
guidare in modo naturale». E qui si ritorna a Kimi. L' oggetto
misterioso della F1 non ha segreti per lui. «Kimi ama l' essenzialità
dell' informazione. E comunque più la comunicazione visiva che quella
orale. Con lui fare tre ore di riunioni non paga. Meglio mettergli
davanti un foglio con uno schema e un messaggio chiaro, magari
evidenziato con un bel colore». Non è Schumacher, insomma, che mentre
testava la macchina teneva lunghissime disquisizioni tecniche: «Michael
amava impostare le scelte su criteri logico-deduttivi. Kimi ha un
approccio più intuitivo, basato sui suoi convincimenti o percezioni.
Questo da un punto di vista comunicativo è un po' meno efficace...».
Stella è un tipo calmo, non ama perdere il controllo. «Le scenate non
mi piacciono». Parla in modo pacato e chiaro, come si addice a un
ingegnere che però vuole farsi capire. Dopo aver ascoltato Kimi in
cuffia gli risponde sempre in modo rassicurante: «Ok, ho capito.
Grazie». Il volto scavato sotto ai riccioli, però, tradisce un po' di
tensione. Si sente la responsabilità di dover riscattare un anno andato
storto? «Come si fa a dire che non si sente? - è la sua risposta
sincera -. C' è l' ambiente, ci sono molti cambiamenti che te lo
ricordano. Ma basta concentrarsi sul proprio lavoro, non ho la
necessità di pensare più in grande adesso. Devo solo cercare di mettere
Kimi nelle condizioni migliori». E magari l' ultima gara sarà lui a
dire «per un punto!» come urlò Dyer nel 2007. «Mi basterebbe dirgli che
abbiamo fatto un ottimo lavoro». Arianna Ravelli Qui Ferrari Schumi e
il rinnovo Il sette volte campione del mondo Micheal Schumacher,
presente anche agli ultimi test di Barcellona per vedere la F60 da
vicino, ha ancora un contratto di super-consulente con la Ferrari, che
scadrà alla fine di quest' anno. Pronto il rinnovo? Forse no. Il suo
manager Willi Weber fa sapere «che non c' è nessuna fretta di
rinnovare». E in epoca di taglio dei costi non è impensabile ipotizzare
che il rapporto si sciolga I numeri del Mugello In attesa di capire se
si farà o meno il Gp a Roma, c' è un circuito che produce utili: nel
2007 il circuito del Mugello, di proprietà della Ferrari, ha prodotto
circa 22,7 milioni di euro e creato 33mila giornate di lavoro,
equivalenti all' attività svolta da 120 addetti a tempo pieno. I dati
emergono da una ricerca della società Simurg.
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