|
«La Ducati sbaglia a lasciarci» |
|
|
|
Sponsorizzazioni
|
31/08/2010,Paolo Gozzi- Gazzetta.it
Flammini: «È una piccola Casa, l' impatto sullo spettacolo sarà impercettibile. Nessuno la seguirà»
|
La Ducati ha annunciato il ritiro ufficiale dal Mondiale Superbike dopo 22 anni nei quali ha conquistato 29 Mondiali, tra piloti e marche e 288 vittorie in 558 gare. È un colpo che può far vacillare la Superbike nell' eterna guerra contro la rivale MotoGP? «Abbiamo sette costruttori, esce solo il più piccolo - risponde Paolo Flammini, amministratore delegato della Infront Motorsport, gigante italo-svizzero che gestisce il campionato -. La Ducati vende solo 40 mila moto l' anno, certo perdiamo la tradizione perché Ducati aveva sempre partecipato. Ma l' impatto sullo spettacolo sarà impercettibile, in quanto già quest' anno il team privato di Checa sta davanti agli ufficiali. Semmai è la Ducati che ci perde: non potrà promuovere direttamente il prodotto di serie». La Ducati sostiene che in tempi recenti la Superbike è diventata competizione tra prototipi, perdendo la propria natura. «Non è vero. Le moto che corrono in Superbike, anche le Ducati, costano 130-140 mila euro, un prototipo costerebbe dieci volte tanto. Comunque, anche in collaborazione con la Ducati, stiamo lavorando per migliorare la sostenibilità economica del nostro campionato. In tutte le serie dove corrono dei prototipi i privati sono comprimari, da noi possono vincere». L' uscita della Ducati può causare un effetto domino? «I costruttori impegnati in Superbike seguono strategie consolidate negli anni e la decisione della Ducati non influenzerà gli altri. Tanto più che stiamo parlando di un' industria di piccole dimensioni rispetto a chi vende milioni di moto». Gabriele Del Torchio, amministratore delegato Ducati, ad Indianapolis ha auspicato che la Superbike diventi il Mondiale del privati. «La Superbike è strutturata in modo da rendere molto flessibili le modalità di partecipazione. Le Case possono scegliere di correre in forma diretta, con strutture esterne o solo vendendo le moto ai privati. Le nostre porte sono aperte a tutti. E non cambieremo». Perché il regolamento permette alla Ducati di correre con 200 cmc più dei rivali? «Le bicilindriche stradali sono dovute salire a 1200 cmc per rispettare i limiti anti inquinamento. La Superbike è specchio del mercato, quindi il regolamento ha dovuto ammettere questa configurazione. Ma abbiamo creato un sistema di equiparazione delle prestazioni con le 1000 quattro cilindri che sta funzionando benissimo: le gare sono equilibrate, spettacolari e con tanti vincitori diversi».
|
La Ducati ha voltato le spalle alla Superbike: toglierete di mezzo la bicilindrica 1200 per ritorsione? «No. Noi facciamo i regolamenti nell' interesse del campionato. C' è la Ktm che vuole entrare con una bicilindrica 1200 e la stessa Ducati farà correre tante moto in forma indiretta, in attesa del nuovo modello 2012». La MotoGP nel 2012 aprirà le porte alle 1000 derivate dalla serie: cosa farete per evitare rischio di sovrapposizione? «La MotoGP è il campionato dei prototipi e se faranno correre soltanto i prototipi non ci sarà alcun tipo di problema. La Federmoto internazionale ci ha fornito ampie assicurazioni». Perché MotoGP e Superbike continuano a farsi guerra? «Da parte nostra non c' è alcuna guerra. Se i due promotori rispetteranno i limiti imposti dai contratti di gestione con la Federmoto internazionale non ci sarà alcun tipo di problema». Perché la Superbike non ha una copertura all' altezza della MotoGP? «La MotoGP ha 70 anni di storia, la Superbike 22: è un dato che pesa. Ci siamo legati ad Infront perché ci aiuteranno ad aumentare l' esposizione in televisione. È un processo che richiede qualche anno. Presto ci saranno grandi novità». Nel 2011 la Superbike sarà trasmessa in diretta sulle reti della Rai? «No per il prossimo anno abbiamo un accordo con La7, per il 2012 è tutto aperto». **** Dal 2007 è l' Ecclestone del campionato LA SCHEDAO null PAOLO FLAMMINI 47 anni Manager Paolo Flammini (nella foto sotto, ALEX PHOTO) è nato a Roma il 28 giugno 1963. È amministratore delegato di Infront Motorsport, creata nel 2007 dalla fusione tra Flammini Racing e Infront, per gestire il Mondiale SBK |
|