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Agsm sponsor dell'Hellas Stampa E-mail
Sponsorizzazioni
agsm-sponsor-hellas01.jpg26/07/2011, Lillo Aldegheri- Corriereveneto.it
I soldi erano destinati agli utili. Pd e Idv: caso in Parlamento. Tre sì, astenuto Gamba, contrario Burato: «Restituiamo alle famiglie»

Tre voti favorevoli (Paolo Paternoster, presidente, Lega Nord, Mirco Caliari, vicepresidente, Pdl ex Forza Italia e Italo Bonomi, Lega Nord), un astenuto (Fabio Gamba, Pdl, ex An) e un contrario (Marco Burato, Pd). Così il Cda di Agsm ha ratificato ieri mattina la sponsorizzazione dell’Hellas. Una riunione lunga (più di due ore) e a tratti animata. Il presidente Paternoster ha presentato lo studio realizzato dalla società Mec Access, una multinazionale che per l’Italia ha sede proprio a Verona, in via Leoncino, e che sul suo sito Internet spiega come grazie ad un suo sistema esclusivo, chiamato ROSE (Return on Sponsorship & Events) sia possibile sapere prima quanto renderà una sponsorizzazione. Costo dello studio «qualche decina di migliaia di euro». I consiglieri l’hanno esaminato, evidentemente traendone conclusioni diverse. E diverse sono state le valutazioni sul fatto che la spesa di 700mila euro fosse «fuori budget», e se non fosse stata spesa così (la conferma è arrivata dal collegio dei sindaci) sarebbe andata a rimpinguare l’utile societario.
Alla fine il voto. «Ho votato contro - spiega Burato - perché ho chiesto il piano di marketing pubblicitario scoprendo che la spesa non era stata inserita in alcun documento di strategia aziendale: chiedo dunque che i 700 mila euro vengano restituiti agli investimenti e a contenere il peso delle bollette su certe fasce di famiglie veronesi, soprattutto in questo momento di crisi». Laconico Fabio Gamba: «Ho fatto mettere a verbale le mie valutazioni - spiega - e non faccio altri commenti». Fuori dal Cda, invece, i commenti fioccano.
Il deputato Pd Giampaolo Fogliardi chiede che «gli amministratori della città non facciano campagna elettorale con i soldi dei veronesi. Agsm è una società per azioni al 100% del Comune di Verona e mi sembra allucinante che, in un periodo di crisi e difficoltà per i cittadini, la controllata del comune sborsi 700.000 euro per avere il proprio marchio sulle magliette di una delle squadre di calcio della città».
Il segretario cittadino del Pdl, Massimo Giorgetti, ribadisce che sarebbe stato meglio accogliere la sua «sollecitazione ad affiancare a questa operazione un’altra che potesse coinvolgere tutte le squadre veronesi. Se è vero - aggiunge Giorgetti - che il marchio Hellas ha grande penetrazione, è vero anche, in base ad uno studio presentato a suo tempo in Regione, che il brand che aveva l’immagine migliore era quello del Chievo. E poi la stessa operazione poteva essere fatta con un mondo di piccole società dilettantistiche o di sport minori, dove le famiglie vanno a vedere i bambini e rappresentano una platea importante». L’Idv, con Sonia Milan, si pone una serie di domande: «Con tutti questi soldi quanto si potrebbe fare, concretamente, per la città? Oppure il Comune di Verona vuole dare, per così dire, una boccata di ossigeno ai conti disastrati della squadra (che ha ancora un ingente debito nei confronti del Comune stesso)? Già nei prossimi giorni - conclude Milan - l'onorevole Borghesi, farà un'interrogazione parlamentare su questo tema». E anche il segretario del Pd, Vincenzo D’Arienzo, annuncia che la questione «sarà portata in Parlamento».
 
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