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Juve-Adidas, un matrimonio d’oro. Accordo da 190 milioni in sei anni Stampa E-mail
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25/10/2013, MASSIMILIANO NEROZZI– LASTAMPA.IT
La stella da trenta milioni di euro (all’anno) si chiama Adidas e giocherà con la Juve dall’estate 2015, per sei stagioni. Pure meglio di un top player.
Sulla soglia dell’assemblea degli azionisti, stamattina allo Stadium, il club bianconero ha annunciato il gran colpo con una nota, ieri sera, a Borsa sigillata: «Juventus comunica di aver perfezionato un accordo con Adidas International Marketing B. V. per la sponsorizzazione tecnica a partire dalla stagione sportiva 2015/2016, a fronte di un corrispettivo fisso complessivo per sei anni pari a 139,5 milioni di euro». Ovvero, 23,25 milioni a stagione, anche se all’incasso saranno di più: «Tale importo - spiega ancora il comunicato della società - non include le forniture annuali di materiale tecnico e i premi variabili legati ai risultati sportivi». Cui andranno aggiunte «le attività di licensing e di merchandising di Juventus, a fronte di un corrispettivo fisso di 6 milioni di euro l’anno», cui si potranno aggiungere royalties. Il jackpot arriva così sui 190 milioni, 31,6 a stagione. Ma fino al 30 giugno 2015, i bianconeri continueranno ovviamente a essere griffati Nike.
 
Più che l’importo dell’affitto annuale in sé, comunque da marziani per queste latitudini, quel che impressiona è l’ordine di grandezza della somma, se Adidas arriverà a versare più o meno il doppio di quel che garantisce Nike. Altra categoria. Una cifra che fa entrare ancora di più la Juve in Europa, più efficace di un patto di stabilità: finora, nel ramo sponsor, i paragoni con le big di Champions erano vagamente imbarazzanti. Dunque, dopo essersi costruito di uno stadio di proprietà, il club bianconero si dota di un altro arnese per poter competere ad alto livello, anche in futuro. Del resto, tra sceicchi sparsi per il continente, città da cinque milioni di abitanti, e financial fair play, la sfida comincia dalla differenziazione dei ricavi. Dallo stadio agli sponsor, appunto. No logo, no vittoria. E i duelli, sempre di più, prima si giocano sui bilanci e poi sul campo. Se insegui nei conti, quasi sempre ti ritroverai a farlo anche dopo, al fischio dell’arbitro.
 
L’accordo con Adidas, che ha evitato ogni commento ma si dice ovviamente molto soddisfatta, è un riconoscimento alle gesta sportive della squadra e all’operato del club: di solito si vuole mettere il proprio marchio sopra la pelle di squadre vincenti. La Juve è tornata a esserlo, annodando un contratto notevole, per importo e durata, visto che il più delle volte gli sponsor tecnici preferiscono lunghi connubi. Nike, per dire, affianca i bianconeri dal 2003. Il cambio, anche nel territorio dei loghi sportivi, è roba epocale, ed è solo un episodio della battaglia planetaria: dalla Champions al Mondiale, sta cambiando la geografia delle t-shirt. Che la Juve potesse trovare un nuovo partner, era un rumor che circolava da mesi, anche perché Nike aveva scelto la Roma come nuovo avamposto e rinnovato il contratto con l’Inter. Da tempo, erano così iniziati i colloqui con la casa tedesca, che già cuce le uniformi di Real Madrid, Chelsea, Bayern Monaco, Milan. E che poi, in un certo senso, determina pure chi le indosserà. Iniettando a bilancio dai 23 milioni di euro in su, alla lunga, il top player non sarà più solo la griffe di una maglietta, ma anche un giocatore.


     
 
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