04/08/2011, Alessandro Bocci- Corriere della Sera.it
Eto' o contro Ibra, esame Supercoppa per i bomber di Inter e Milan Un intreccio di gol, mercato e ingaggi
Valori Sono sempre loro, Samuel e Zlatan, ad animare il dibattito tra i tifosi: Pechino il primo banco di prova della stagione
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La domanda è sempre la stessa: chi è più forte tra Ibrahimovic e Eto' o? Il dibattito accende Milano, ma comincia a spopolare anche in Cina, dove sono pronti a riempire il Nido d' uccello, lo stadio monumento, per ammirare i due fenomeni nella Supercoppa Italiana. Senza il camerunense l' Inter di Mourinho non avrebbe centrato il triplete, senza lo svedese il Milan non si sarebbe cucito lo scudetto sul petto a sette anni di distanza dall' ultima volta. Una cosa è certa: due estati fa l' affare lo ha fatto Moratti che, cedendo alle pressioni sguaiate di Zlatan e del manager Raiola, ha ceduto Ibra al Barcellona in cambio di Eto' o e un assegno da 50 milioni di euro. Gli interisti non si sono pentiti e anche i milanisti sono contenti così: vincere grazie ai gol dell' ex idolo della Nord nerazzurra raddoppia la soddisfazione. Il dibattito resta aperto. Si può andare avanti per delle ore senza trovare un punto d' intesa. Ibra ed Eto' o hanno la stessa età, guadagnano gli stessi soldi, segnano a ripetizione. E suppergiù hanno vinto lo stesso numero di titoli: 18 a 17 per l' interista. Ma la qualità fa da discriminante e impone la differenza. Eto' o ne ha conquistati cinque in Europa, mentre Ibra lontano dai confini nazionali solo due. Un paragone stridente. Eto' o è l' uomo della Champions (ne ha sollevate al cielo tre con due squadre), Ibra quello dello scudetto (ne ha conquistati otto di fila, considerando i due alla Juventus cancellati dalla giustizia sportiva, con cinque club diversi). L' anno scorso Ibra ha segnato e deciso su rigore il primo derby di campionato, quello che, di fatto, ha aperto la crisi di Rafa Benitez. Ora proverà a infliggere il primo duro colpo alla credibilità di Gasperini, che lavora in emergenza e che alla prima partita vera (seppure amichevole) ha perso 3-0 con il City di Mancini. Alla Pinetina sono contenti della professionalità, della dedizione, delle qualità tecniche e umane del nuovo allenatore, ma tra i tifosi resiste il partito degli scettici. E con l' umorale Moratti è sempre meglio partire con il piede giusto. Magari con un gol di Etòo, che proprio a Pechino, nello stesso stadio in cui si giocherà Milan-Inter, ha segnato alla Lazio la sua prima rete in nerazzurro. Una prodezza inutile visto che, alla fine, quella Supercoppa è finita nelle mani dei biancocelesti. Stavolta il risultato sarà diverso, ha assicurato Samuel nello spogliatoio. Gasperini lo spera. Ibra permettendo.
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E si torna al punto di partenza. Chi è più forte tra i due? E visto che
si scontrano, chi sarà più decisivo nella sfida di sabato? Ibra è un
esame probante per la giovane (di esperienza) difesa a tre nerazzurra.
Contro piedone Zlatan non sono ammesse distrazioni. Etòo è rapido,
elastico, concreto. Implacabile sotto porta. Un centravanti che con
Mourinho si è scoperto dedito al sacrificio e che nell' Inter di
Gasperini, con Milito e Pazzini, potrebbe continuare a giocare esterno.
Ammesso che resti. Dopo Pechino potrebbe nascere una nuova Inter. Con un
Tevez in più e una stella in meno. Sneijder è vicino alla cessione per
almeno tre motivi: non ha una collocazione precisa negli schemi del
nuovo allenatore, è motivato a trasferirsi in Inghilterra, Moratti lo
considera meno determinante di Etòo. Però tutto è aperto. Se non dovesse
partire l' olandese, potrebbe essere l' africano a fare le valigie.
Anche per lui sono arrivate offerte importanti. Ha respinto quella del'
Anzhi ed è orientato a rimandare al mittente anche Mancini e il
Manchester City. Vorrebbe restare, ma bisognerà vedere se il presidente
gli concederà un aumento di stipendio: da 10 sino a 12 milioni a
stagione. Guarda caso, quello che guadagnava l' Ibra nerazzurro.
Ibrahimovic, invece, per quest' anno non si muoverà dal Milan. Il suo
obiettivo è distribuire meglio gol e assist che, nella scorsa stagione,
ha concentrato nei primi sei mesi di campionato. Allegri ci sta
lavorando e di sicuro, stavolta, non lo spremerà come un limone. Non
solo, se dovesse andare via Cassano, potrebbe arrivare un vice Ibra:
dipenderà anche dalle garanzie fisiche che potrà fornire Inzaghi. La
Supercoppa, per Zlatan, è una specie di aperitivo. Il piatto forte resta
la Champions. È l' ora di sfatare il tabù. E forse, in quel momento,
nel paragone con Eto' o, la bilancia potrebbe pendere a suo favore. |
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