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Djokovic, un'annata meravigliosa anche per i premi |
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Sportivi
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14/09/2011, Dario Pelizzari- ilsole24ore.com
È lui il migliore. New York s'inchina al nuovo re del tennis mondiale, Novak Djokovic, il serbo che in quattro set ha messo a sedere l'illustrissimo collega di racchetta Rafa Nadal meritandosi il trofeo del più bravo agli Us Open. E certo, pure tanti, tantissimi soldi previsti dal montepremi del torneo, uno dei più ricchi del circuito del Grande Slam.
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Si parla di quasi 24 milioni di dollari complessivi, centesimo più, centesimo meno. Una cifra da prima pagina anche per un evento planetario come quello che si svolge ogni anno sui campi in cemento del Flushing Meadows Park, pieno Queens.
Per il primo classificato nel singolare maschile, l'organizzazione ha staccato un assegno di un milione e ottocentomila euro. Il doppio di quanto è andato a Nadal, secondo classificato e quasi in lacrime per non essere riuscito a bissare il successo dello scorso anno. Un trofeo tira l'altro e quando sei lassù proprio non ci tieni a ritornare nel gruppo. Il prode Novak ha scritto la parola fine sul duopolio del tennis mondiale Federer-Nadal che andava di moda ormai da qualche tempo. Da luglio è lui il numero uno del ranking, il migliore tra i migliori, l'uomo da battere, il tennista che vince spesso e raccoglie denaro come se piovesse. Dall'inizio dell'anno il suo estratto conto dice che sono entrati soltanto in premi 10,585,418 dollari. Non è dato sapere quanto Djokovic abbia messo in tasca per pubblicità e altre iniziative. Ma è difficile pensare che abbia avuto problemi a pagare il conto del ristorante, almeno ultimamente.
Sessantaquattro vittorie e due sconfitte, per un totale di numero dieci titoli vinti nel 2011. Vero, Novak ha incassato tanto ma ha vinto pure tantissimo. Nessuno ha fatto meglio di lui, quest'anno è sembrato a tratti quasi imbattibile. E lo sa bene Nadal, che ha subìto la stessa sorte che gli è toccata agli Us Open anche a Wimbledon, a Roma, a Madrid, a Miami e a Indian Wells. Un ceffone dopo l'altro e gira la rumba del piacere. Per Djokovic, si intende, che allo spagnolo a girare sono probabilmente altre cose.
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Ma torniamo al portafogli. Dicevamo, l'incasso del tennista serbo agli
Us Open è l'ultimo risultato di una cavalcata trionfale che è iniziata a
gennaio agli Australian Open. Anche qui, piatto ricchissimo. Djokovic
batte in finale Andy Murray e guadagna 2,200 milioni di biglietti verdi.
In mezzo, tanti premi di seconda fascia (ma sempre nell'ordine di
centinaia di migliaia di euro, buttali via…) e il titolo a Wimbledon,
che vale poco più di un milione. I conti si fanno in fretta. Se diventi
il numero uno al mondo con la racchetta e vinci a mani basse
praticamente tutti i tornei che giochi, puoi contendere la spiaggia più
esclusiva ai grandi dello sport mondiale, lo dicono i numeri.
Numeri che certificano inoltre il distacco tra il primo della classe
secondo il ranking e i suoi diretti inseguitori. Nadal nel 2011 ha
fatturato 6,251 milioni di dollari. Pochi in confronto a Djokovic, ma
tutt'altro che disprezzabili se si considerano come parte di un
patrimonio che per lo spagnolo è arrivato quasi a quota 44 milioni
raccolti in carriera. E di anni Nadal ne ha 25, non 41, ha ancora tempo
per rimpinguare il gruzzolo, caso mai ce ne fosse bisogno. Terzo posto
per l'altro fenomeno Roger Federer: Poco più di 3 milioni di dollari
incassati nel corso dell'anno, ma 64 quelli messi da parte in stagioni
di grandissima gloria ed onore. Più del doppio di quelli registrati a
favore del prode Novak. Come dire, dove non può la racchetta, può il
conto in banca.
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