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Messi d'oro, guadagna 100mila euro al giorno Stampa E-mail
Sportivi
messi.jpg20/03/2012, A. Maglie - CorriereDelloSport.it
Secondo France Football il fenomeno del Barcellona incassa 33 milioni l'anno. Buffon primo italiano: diciannovesimo. Tra i tecnici in testa Mourinho e Guardiola, poi Ancelotti
ROMA - Questa volta il riconoscimento non è semplicemente morale. Il pallone di Leo Messi è veramente d’oro: 33 milioni di euro. Tanto guadagna la “stella” del Barcellona, uomo-simbolo del calcio catalano e adesso anche dei Paperoni in forma sferica. La classifica l’ha stilata lo stesso settimanale che negli ultimi tre anni gli ha assegnato il Pallone d’Oro, cioè France Football che ha fatto i conti in tasca al calcio europeo. Scoprendo che Messi, in quanto a guadagni, ha polverizzato il primato di sportivo più ricco del mondo che pochi mesi fa Espn aveva attribuito al lanciatore dei New York Yankees, Alex Rodriguez: 32 milioni di dollari, tradotto in euro 24 milioni, meno di Beckham che di milioni ne incassa più di trenta (per la precisione 31,5) e di Cristiano Ronaldo (29,2). Si tratta, ovviamente, di guadagni al netto delle tasse. L’argentino riscuote uno stipendiucco di 10,5 milioni all’anno (875 mila euro al mese), un milione e mezzo di premi e 21 milioni attraverso i lauti e numerosi contratti pubblicitari. In tutto, al giorno, quasi centomila euro d’incasso! La classifica finisce per spiegare la nuova distribuzione della ricchezza calcistica, tra club che vengono inondati di petrodollari dagli sceicchi e campionati emergenti che sgomitano a colpi di milioni per acquistare una visibilità internazionale. In questo contesto, la serie A sembra “povera”: due soli giocatori piazzati tra i venti più ricchi, Ibrahimovic (14) e Buffon (11,7).
Molto meglio va ai tecnici visto che nella hit dei dieci più facoltosi trovano posto Ancelotti (13,5), l’ex ct dell’Inghilterra, Capello (8,5) e Roberto Mancini (5,9). Cioè, tutti emigranti ma con set di valigie di Luis Vuitton.

LO SCEICCO - Il Manchester City spende e spande e piazza nella classifica tre suoi rappresentati, Aguero, Yaya Tourè e David Silva (con l’aggiunta di Mancini nella hit dei tecnici). Non è da meno il Chelsea del facoltosissimo Abramovich (Torres, Lampard e Drogba). Non scherza il Bayern: Lahm, Schweinsteiger e Ribery. Le grandi novità arrivano da quei paesi che hanno scoperto il calcio come veicolo per promuovere l’immagine all’estero. Ecco, allora, che Anelka (gioca a Shanghai) ottiene un brillante 14° posto (13); e l’argentino Dario Conca che ha vestito la maglia del Guangzhiou con i suoi 12 milioni e mezzo precede persino Buffon e Ribery. Se poi passiamo agli allenatori scopriamo che Camacho, in disgrazia in Spagna, ha strappato in Cina, come ct, un ingaggio superiore a quello di Mancini (6,1 contro 5,9) e che l’Anzhi non ha ricoperto d’oro solo Eto’o (23,3) ma anche Hiddink (8,6) mentre la Russia fa sorridere a trentadue denti Advoocat (7). Ma il primato di Mourinho (14,8) è inattaccabile, nonostante il felicissimo (per lui) sprint di Ancelotti: 13,5. Ma cos’è questa crisi.
 
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