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Nasce la figura del calciatore apprendista. La legge Fornero applicata al football Stampa E-mail
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04/09/2013, Dario Di Vico - Corriere della sera
Sta per nascere una nuova figura professionale: l'apprendista calciatore. A prevederla è l'accordo collettivo firmato per i prossimi tre anni dalla Lega Pro (Prima e Seconda divisione) e l'Associazione calciatori (Aic).
In buona sostanza l'intesa tra le parti recepisce la novità prevista dalle legge Fornero che ha puntato proprio sull'apprendistato nel tentativo di far ripartire l'occupazione giovanile. Finora le prestazioni degli atleti sono state regolate da un contratto unico che si applica a tutti a prescindere dall'età, con l'apprendistato invece la Lega Pro presieduta da Mario Macalli ha intenzione di favorire le assunzioni grazie al risparmio sul costo del lavoro che si otterrebbe applicando la nuova legge.  L'obiettivo della riforma dei contratti per i giovani è anche quello di responsabilizzare le squadre che nel momento in cui assumono un apprendista dovranno impegnarsi a seguirlo e a formarlo con apposito personale tecnico. Dopo tre anni potranno decidere se trasformare il contratto e assumere definitivamente il giovane o sciogliere il vincolo.

Si tratta, dunque, di una liberalizzazione "dolce" che secondo Macalli potrebbe aprire la strada sul breve a 600 nuove assunzioni e sul medio periodo dovrebbe aiutare le squadre a strutturare meglio i vivai e a selezionare i maestri. Oggi un giovane ottiene obbligatoriamente un contratto, giuridicamente uguale a quello dei campioni, dopo che ha giocato un numero minimo di gare ufficiali (attorno a 15) ma il fenomeno degli aspiranti campioncini che diventano degli sbandati e dei falliti già a 24-25 anni preoccupa non poco.

Il regime di apprendistato dovrebbe servire a organizzare meglio l'alternanza tra pratica agonistica e frequentazione scolastica (oggi il tasso di abbandono degli studi è elevato) e a mettere in grado i ragazzi di affrontare tutta una serie di pericoli che si presentano nel mondo del pallone, dal doping al giro delle scommesse clandestine.  Ma il mondo dello sport può uniformarsi al resto del mercato del lavoro? La scommessa dei dirigenti della Lega Pro è questa e tra una settimana il presidente Macalli ne parlerà con il ministro del Welfare, Enrico Giovannini.





Il comitato scientifico della Lega, presieduto da Victor Uckmar, ha già elaborato le sue risposte: c'è piena compatibilità tra attività calcistica e applicazione della legge Fornero, le squadre possono risparmiare sia sulla decontribuzione che sugli emolumenti (si pensa a un 20%) e per finanziare l?intera operazione si può far ricorso a un vecchio fondo istituito nel lontano 2000 e che ha ancora una dotazione di 8,5 milioni di euro. Se tutto filerà liscio le squadre potranno cominciare subito dopo a usare il nuovo contratto e a quel punto vedremo se il contagio dalla Prima e Seconda divisione si estenderà anche alle serie maggiori. La Lega Pro già sta provando a riformare il calcio con le quote giovani, più si usano nelle rose di prima squadra gli under23 più incentivi vengono versati alla società. Per salvare il gioco più bello - dicono - c'è la necessità di aprire la stagione delle riforme.

 
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