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Legge sugli stadi Chi paga il conto? |
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17/07/2010, Ruggiero Palombo - Gazzetta.it
C' è una nuova bomba a orologeria che rischia di scoppiare sotto le poltrone dei notabili delle quattro Leghe.
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L' innesco è in lavorazione presso la Commissione Cultura della Camera, che torna a riunirsi martedì e ha in mano l' ormai famigerata legge sugli stadi. Approvata al Senato nell' autunno del 2009, essa contiene un emendamento alla legge Melandri sui diritti televisivi del calcio: il 10% di ciò che incassa la serie A (pari quest' anno a circa 100 milioni di euro) deve essere destinato alla mutualità. Lo 0,5% alla mutualità generale, il 7,5% alla serie B, l' 1% alla Lega Pro e l' 1% ai Dilettanti. Su questa suddivisione era poi intervenuto un accordo (non ratificato) in base al quale la Lega Pro passava all' 1,5%, prendendosi lo 0,5 della mutualità generale. Lo 0,5%, cinque milioni di euro che fino a ieri avevano rappresentato il motivo del contendere. Cinque milioni che venivano reclamati per un apparente e mai confermato «sport per tutti» e che comunque tra Beretta, Macalli e Tavecchio avrebbero finito con l' essere trovati. Senonché, colpo di scena. Alla Commissione Cultura, dove sono animati dalle migliori intenzioni e dove erano rimasti male per una presunta destinazione che avrebbe potuto essere anche interpretata come un conflitto d' interessi (il relatore della legge è Claudio Barbaro, che ha a che fare con gli Enti di Promozione), sono andati a rileggersi il testo originale della Melandri, quello cioè non emendato via legge sugli stadi al Senato. |
Anche lì si parla di quel 10%, ma suddiviso in altro modo: il 4% destinato allo sviluppo dei settori giovanili e alla sicurezza negli impianti sportivi, il 6% (o meglio «una quota non inferiore al 6%») alle altre categorie, B, Lega Pro, Dilettanti. Tutto gestito da una «Fondazione per la mutualità generale degli sport a squadre» in realtà mai nata. Qual è l' idea meravigliosa della Commissione Cultura: che quel 4% torni d' attualità e venga destinato a un fine certamente nobile, l' impiantistica sportiva scolastica. Sono 40 milioni di euro, un conto salato. Chi lo paga?
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