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Riforma campionati: ma a chi interessa?
Carlo Tavecchio 26/09/2010,Fulvio bianchi – Repubblica.it
La riforma dei campionati non partirà dal 2011 e, probabilmente, nemmeno dal 2012: tutti sono d'accordo nel dire che 132 club professionistici sono troppi ma nessuno fa niente.

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Per la verità, Mario Macalli, a cui il presidente Giancarlo Abete ha dato (16 luglio) la delega per occuparsi della riforma dei campionati, ha già convocato tre riunioni ma è stato praticamente snobbato dalle varie Leghe e componenti. E così non si partirà mai: mercoledì prossimo altro summit, si vedrà se si faranno vivi i big, o se è meglio lasciar perdere. Quest'anno 30 club non sono riusciti ad iscriversi ai campionati, ma il problema non viene mai affrontato con impegno, salvo lanciare l'allarme ogni anno verso giugno-luglio. C'è il diritto di veto che blocca tutto e per questo ecco che Giancarlo Abete ha affidato la commissione riforma statuto a Carlo Tavecchio, un altro dei suoi vice: stesso impegno di Macalli, stesso risultato. Riunioni snobbate: Tavecchio si è stancato e l'ha fatto presente anche ad Abete nell'ultimo consiglio federale. Se non si viene a capo del diritto di veto, non si può fare nulla: qualsiasi iniziativa viene paralizzata. Non c'è un briciolo di democrazia. Lo statuto Figc ha pochi anni di vita ma è già vecchio, superato. Abete lo sa. Solo che combatte da solo, o quasi. Tessera tifoso, passi avanti e comiche...
Tessera tifoso, a che punto siamo? Sono diminuiti gli abbonamenti, ci sono meno sostenitori che vanno in trasferta e restano ancora alcuni problemi da risolvere. Anche se qualche passo avanti è stato fatto, a costo di grossi sacrifici: si rivedono in trasferta i napoletani e si sono rivisti anche i tifosi genoani a casa Milan. Non capitava da 15 anni, dalla morte di Renzo Spagnolo. Speriamo sia un segnale di civiltà. Roma-Inter è stata una gara tranquilla (un solo arresto, per lancio di fumogeno), nonostante fosse ad alto rischio: merito anche dell'impegno costante della questura romana. Resta, come detto, un problema serio: che fare quando i tifosi (non "tesserati") finiscono in mezzo ai rivali? E' successo a Inter-Bari e in altre gare. Non si può penalizzare chi ha comprato il biglietto o ha l'abbonamento: l'Osservatorio dovrà trovare una soluzione. Giusto privilegiare chi ha fatto la tessera del tifoso: ma gli altri? Non parliamo poi della comica di Atletico Roma-Lanciano, rinviata a poche ore dall'inizio: di è che la colpa? Lega e Figc devono vigilare.
 
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