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Si fermino i presidenti
Antonio Caliendo 13/09/2010, Daniele Dallera- Corriere della Sera.it
È vero: i calciatori per decenza non devono azzardarsi a scioperare. Sono milionari a 20 anni, a 30, se sono intelligenti e prudenti, si ritrovano con un conto in banca gonfio come quello di uno sceicco.

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Così lo sciopero diventa un po' imbarazzante per chi viaggia in Ferrari (ce ne sono tanti) o con l' autista come Seedorf (eccola qui una persona intelligente). Ma lo sciopero (da non proclamare) del 25-26 settembre non ha motivazioni economiche, ma normative: i soldi, stavolta, non c' entrano proprio niente. Però, li si tira in ballo per dare addosso al mercenario, come se passare da una squadra all' altra fosse un furto e non un effetto del famoso quanto divertente mercato dei calciatori. Stipendi e conti in banca milionari non possono diventare una colpa dei giocatori, al limite è un andazzo fastidioso di questo bell' ambientino che ha l' abitudine di strapagare chi diverte il mondo con un pallone tra i piedi. Se questi ragazzi ricchi di talento guadagnano uno sproposito vuol dire che c' è qualcuno che è felice di darglieli. I calciatori non si presentano a firmare i loro contratti armati di pistola. Anzi, non si presentano nemmeno, stanno sotto l' ombrellone e mandano il loro procuratore che non fa nemmeno tanta fatica a strappare accordi pluriennali che contemplano compensi milionari. Sono i presidenti, spesso imprenditori e uomini d' affari, quindi gente che di conto ci sa fare, a firmare assegni, questi sì indecenti. Soprattutto quando si arricchisce chi campione non è: spesso capita anche questo. Ma la cosa più fastidiosa è lo spazio concesso ai procuratori, i veri arricchiti di questo calcio. Abbiamo vissuto una estate dominata da Raiola e Caliendo, tutti i santi giorni impegnati in un battage pubblicitario utile a se stessi e ai loro giocatori. Siamo arrivati al punto di sognare un presidente di una società che sbatta, per sempre, la porta in faccia a certi agenti e procuratori. Lo sciopero da invocare è quello dei presidenti di società, di una Lega calcio che si sottrae ai giochetti e ai magheggi degli agenti. Lo sciopero dei presidenti che non si presentano a riunioni e incontri con questi famosi procuratori, soprattutto quelli abituati a piantare grane, sarebbe apprezzato da tutti. Magari anche da Campana e dalla sua Assocalciatori.
 
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