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Tolleranza zero? Non proprio |
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30/10/2010, Ruggiero Palombo- Gazzetta.it
Una sentenza politica.
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L' Italia incassa il dovuto, una vittoria a tavolino dalla quale non si poteva prescindere, una multa perché dopotutto eravamo padroni di casa, e le porte chiuse virtuali che equivalgono a un cartellino giallo, basta non prenderne un altro ed è finita lì. La Serbia che finge di contestare il verdetto riceve lo sconto: delle tre partite a porte chiuse chieste dall' accusa, che non aveva infierito perché ci poteva stare pure l' esclusione dall' Europeo, ne resta solo una, e il 7 ottobre 2011 Serbia-Italia si giocherà a porte aperte.
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Niente di drammatico e il d.g. Federcalcio Valentini ha fatto bene a
gettare acqua sul fuoco e tendere la mano agli «amici serbi». Tutto
regolare, dunque? Non proprio. «Tolleranza zero» nei confronti di
violenza e razzismo è lo slogan più caro a Michel Platini che ne fece a
suo tempo un vero e proprio cartello elettorale. E qui di tolleranza
zero, scambiata con uno 0-3 e poco altro, non sembra tutto sommato
esserne rimasta molta.
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