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Antonio Minoia Antonio Minoia
Responsabile della Comunicazione e Project Manager

Solcom srl
Antonio Minoia, nato il 1 settembre 1983 - residente in Castellana Grotte (Bari).

Attuale posizione:
Responsabile della Comunicazione e Project Manager di Solcom srl, società di comunicazione che, a diversi livelli e anche grazie alla collaborazione con altre agenzie del settore, si occupa di sport (marketing, commerciale, stampa e pubbliche relazioni, grafica, web, ecc.).

Esperienze precedenti:
Florens Castellana Grotte (serie A1 - volley femminile), Pallamano Noci (serie A d'elite - pallamano maschile), Filsport Castellana Grotte (serie B - calcio femminile), Fipav Puglia, Basket Ostuni (Lega A dilettanti - basket maschile), ecc. ecc.
Sono tante le situazioni in cui Solcom lavora a diversi livelli di operatività.

Formazione:
Cosa c'è di più formativo di quasi 10 anni di interi weekend spesi su campi di ogni genere, palestre di ogni tipo e impianti di ogni dimensione? Cosa c'è di più formativo di quasi 10 anni di intere settimane passate a confrontarsi con dirigenti di ogni età, q.i., peso (anche politico) e conformazione fisica?
  1. Cosa ti ha portato a lavorare nell’industria dello sport business?
    • Da sempre, sono animato principalmente dalla passione per il mio lavoro. Prima da giornalista, poi da addetto stampa e poi ancora da quello che oggi faccio. Lavoro in questo settore perché credo che nulla si leghi meglio al concetto di "passione" dei termini "comunicazione" e "sport".
      L'opportunità, poi, mi è stata data quasi per caso, in una comunità in 20mila anime: per la serie uno doveva farlo questo sporco lavoro...
      Eppoi mi hanno convinto due cose: "il pugno nello stomaco" e "le mani che tremano sulla tastiera" prima e durante eventi sportivi o partite che direttamente mi riguardano! Si parlava di passione giusto?
  2. Qual è il livello di professionalità nel settore?
    • Chi lavora nello sport e per lo sport, chi lo fa di professione almeno, ha predisposizione per un altissimo profilo. E credo anche che questo profilo sia, in molti casi, inversamente proporzionale alla notorietà della disciplina (tradotto: negli sport minori spesso si hanno più talenti e più professionalità che nel calcio).
      Purtroppo, però, l'ottimo livello raggiunto dai professionisti viene spesso segato da chi nel marketing e nella comunicazione credo poco o nulla. In più, troppo spesso, almeno per gran parte delle realtà italiane, ci si mette di mezzo anche la questione economica. Ed, allora, ecco che l'arrabattarsi, l'arrangiarsi è soprattutto prerogativa dei dirigenti sportivi, spesso anche spocchiosi e presuntuosi, che inevitabilmente credono a torto di poter confrontarsi con il marketing dello sport.
  3. Cosa miglioreresti nel business dello sport?
    • Tanto, su tutti l'innalzamento della fiducia negli strumenti di comunicazione e marketing (leggi risposta precedente).
      Ma, per primo, poggerei la lente di ingrandimento su un elemento un attimino esterno al business dello sport, ovvero sulla politica dello sport, sulle politiche dello sport, sulle amministrazioni, sugli enti. Perché? Perché da una nuova visione della rete-sport, dell'impiantistica, della gestione dell'impiantistica, del numero carente o eccessivo delle società sportive su un territorio, ecc. ecc. devono nascere i nuovi canali per il sostentamento (non solo economico) dello sport.
      Troppo spesso, in questi casi, la parola va a chi non opera davvero nello sport e per lo sport e gli obiettivi vengono clamorosamente falliti!
  4. Quali sono i segmenti di questo settore con maggiore possibilità di crescita?
    • Per "crescita" si intende "vantaggi diretti per lo sport"? Credo che i progetti, i modelli e le pratiche virtuose che portano risparmio alle società sportive e vantaggi alle aziende investitrici siano vincenti e, come tali, da perseguire.
      Più in generale credo sia affinerà e quindi cresceranno qualitativamente tutti i settori legati alle donne (agonistico, promozionale, ecc. ecc.).
  5. Cosa consiglieresti ad un giovane che voglia entrare in questo settore?
    • E lo chiedete ad un ragazzo di 27 anni?!?!
      In questa risposta svelerò il mio essere meridionale, anche a rischio di apparire lagnoso. Entrare nel settore è facile, ci sono diverse opportunità e occasioni, anche partendo dalla base di una categoria inferiore o una disciplina secondaria.
      Ma, soprattutto qui al Sud, consiglio ai ragazzi di partire con grandi sogni, senza troppe aspettative, con passione, talento ma soprattutto impegno. E di "costruirsi sul campo", cercando di cogliere da ogni giocatore, dirigente, presidente, sponsor, partner, collega, spettatore, tifoso un'idea.
      Perché nel nostro settore, come nello sport, conta il gruppo, l'ambiente, le centinaia di persone raggrumate e raggruppate attorno al valore e agli ideali di ogni singola situazione.
 
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