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Daniele Cencioni Daniele Cencioni
Responsabile della Comunicazione

StageUp (Agenzia Sport Marketing)
Daniele Cencioni, 37 anni,
Attuale posizione: Responsabile della Comunicazione di StageUp – Sport & Leisure Business, giornalista pubblicista, laureato in Economia all'Università degli Studi di Bologna con la tesi dal titolo "La quotazione in Borsa delle società calcistiche", vanta il primo 'Master in e‐business e comunication on‐line' d'Italia svolto presso Profingest Management School.

Coordina gli interventi di comunicazione sia di StageUp sia per i progetti di consulenza svolti dall'azienda.

Ha scritto numerosi articoli per diverse testate giornalistiche fra cui Il Sole 24Ore Sport, Panorama Economy, Finanza e Mercati, Bloomberg Investimenti, Calcio 2000, Guerin Sportivo, Giganti del Basket.

È docente al Master in Organizzazione dello Sport e dello Spettacolo Sportivo (MOSS) di StageUp e dell'Università degli Studi di Parma.
  1. Cosa ti ha portato a lavorare nell’industria dello sport business?
    • Nel 2001 dopo la laurea in Economia e Commercio e un Master in e-business e comunicazione online presso Profingest (oggi Alma Graduate School) di Bologna, ho conosciuto StageUp – Sport&Leisure Business, nata come primo portale italiano di sport business (www.stageup.com) nel 1999.
      Fu quasi un "colpo di fulmine": la società sintetizzava alla perfezione l'area in cui avevo intrapreso i miei studi e una delle mie più grandi passioni, quella dello sport. Dopo quasi 10 anni l'amore per l'economia dello sport è sempre più vivo.
  2. Qual è il livello di professionalità nel settore?
    • Mediamente il livello è buono. Tuttavia lo sport, fra i primi dieci comparti industriali italiani, non esprime sempre lo stesso livello di professionalità di altri settori paragonabili per dimensione. Riassumendo, lo sport sconta anni di grande salute economica, in particolare per l'avvento dei denari delle tv. Questo non ha richiesto, fino a pochi anni fa, un controllo stringente sull'equilibrio economico‐finanziario e una visione di lungo periodo, condizione indispensabile anche per attirare professionalità di un certo rilievo. Molte discipline sportive hanno vissuto spesso di rendita grazie ai contributi provenienti dallo Stato e dalle Istituzioni. Ciò non ha permesso sempre di sviluppare quegli “anticorpi” necessari per affrontare i momenti di crisi come quello che stiamo attraversando, attirando professionalità e dando spazio a nuove strategie per reperire risorse.
  3. Cosa miglioreresti nel business dello sport?
    • Collegandomi a ciò che ho detto sopra, migliorerei la capacità dei soggetti sportivi di sviluppare nuovi progetti di marketing evitando di guardare solo all'interno del proprio mondo. Lo sviluppo del settore a livello professionistico, ma soprattutto la stessa sopravvivenza delle piccole realtà dilettantistiche, passa attraverso una gestione che abbia una visione di lungo periodo, in grado di coniugare l'aspetto sportivo con i legami sul territorio, in termini sociali ma anche turistici, oltre alla capacità di dialogare e confrontarsi con realtà di altre nazioni e di altre sfere dell'intrattenimento (spettacolo e cultura in primis).
  4. Quali sono i segmenti di questo settore con maggiore possibilità di crescita?
    • Lo sport ha sempre avuto e continua ad avere nel suo dna delle enormi potenzialità dovute alle sue caratteristiche: il legame con la passione della gente, la spettacolarità di molte sue discipline, i valori sani che rappresenta. La crescita deriverà dalla capacità di comunicare queste caratteristiche in particolare agli investitori, alle aziende sponsor. Avranno un ruolo determinante la comunicazione, il marketing e le nuove tecnologie, ma soprattutto la capacità di attirare e fidelizzare con questi strumenti sempre più ampi gruppi di appassionati.
  5. Cosa consiglieresti ad un giovane che voglia entrare in questo settore?
    • Il primo consiglio è quello di non puntare sempre e solo a lavorare in società sportive di alto livello. Il settore sportivo offre molte altre opportunità da ricercare nel mercato dell'indotto (abbigliamento e materiale tecnico, gestione di impianti, organizzazione eventi, turismo sportivo). Il secondo è quello di avere tanta pazienza, applicazione, curiosità, voglia di scoprire e imparare, soprattutto nei primi anni di attività.
 
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