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Career dedicato ai Manager
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Daniele Ferrari Daniele Ferrari
Marketing Manager

A.C. Monza Brianza 1912
Daniele Ferrari nato il 1979.

Attuale posizione:
Dal 1/8/2009 assunto dalla On International di Clarence Seedorf.
Occupato nell’ufficio marketing dell’A.C. Monza Brianza 1912.

Esperienze lavorative:
Dal 2007: Ufficio Marketing presso Associazione Calcio Monza Brianza 1912.
Dal 2006 al 31/10/2006: Operatore di Sportello addetto alla relazione clientela presso Credito Emiliano.
Dal 2005 al 2006: Junior Manager Account presso Immediando S.r.l., società di Marketing Operativo.
Dal 2001 al 2002: impiegato all’assistenza titolari, esercenti e autorizzazioni carte di credito presso Cartasi.

Formazione:
Nel 2007 Master in Management dello Sport (Management e gestione delle attività e delle strutture motorio-sportive) presso la facoltà di Economia dell’Università Cattolica di Milano.
2004/05 Laurea in Economia e Commercio Indirizzo: Marketing e analisi di mercato.
  1. Cosa ti ha portato a lavorare nell’industria dello sport business?
    • La principale motivazione che mi ha portato ha lavorare nel mondo dello sport business è stata principalmente, come penso per molti, la forte passione per lo sport, in particolare per il calcio verso il quale ho sempre nutrito un interesse dal punto di vista non solo agonistico ma anche organizzativo e della comunicazione.
  2. Qual è il livello di professionalità nel settore?
    • Nonostante il livello di professionalità del settore sia in forte crescita grazie all’esperienza maturata dai manager presenti nell’ambiente da anni e all’inserimento e alla specializzazione di figure giovani non più prestate da altri settori ma cresciuti specificatamente per esso, i margini di miglioramento dello sport business sono ampi.
      Le diversità di livello si evidenziano soprattutto nel passaggio da categorie superiori a categorie inferiori come la Lega Pro dove per quanto mi concerne il ruolo del Marketing viene troppo spesso confuso con il semplice commerciale, dimenticandosi che in realtà la vendita è tanto importante quanto la preparazione di un prodotto che vada oltre il mero cartellone pubblicitario.
  3. Cosa miglioreresti nel business dello sport?
    • Il punto di partenza per migliorare e accrescere il settore dello sport business personalmente penso sia quello in primis di concentrarsi sullo spettacolo offerto. È necessario che la gente ritrovi nello sport (in tal senso parlo soprattutto del calcio) un senso di appartenenza e di coinvolgimento emotivo che lo porti a vivere l’esperienza calcistica a 360 gradi.
      A tal fine è necessario oltre al semplice rifacimento in toto degli stadi, teatro dello spettacolo e casa del tifoso, anche un miglioramento della competizione agonistica attraverso una ridistribuzione più equa delle risorse derivanti da diritti televisivi e ad una riduzione drastica del numero di società professionistiche, la maggior parte delle quali, soprattutto in categorie inferiori non sono in grado di sostenere i costi per continuare la propria attività.
      Penso inoltre che i modelli stranieri (inglese, americano) sono si da seguire e prendere da esempio ma sempre senza perdere di vista la contestualizzazione territoriale. Non è detto infatti che azioni di comunicazione/marketing efficaci all’estero lo siano anche in Italia.
  4. Quali sono i segmenti di questo settore con maggiore possibilità di crescita?
    • Il segmento di maggior crescita è rappresentato sicuramente dallo sviluppo in primis delle infrastrutture, ormai antiquate, e dalla creazione di forme di entertaiment che coinvolgono a 360 gradi i tifosi e soprattutto i più giovani. Tutto questo ovviamente senza perdere di vista l’elemento emotivo che personalmente penso sia l’elemento chiave nella conquista e nel mantenimento degli spettatori verso un prodotto che deve fare dell’incertezza (in termini di risultato) e della passione i suoi elementi cardine.
  5. Cosa consiglieresti ad un giovane che voglia entrare in questo settore?
    • Parlando del mio settore (Marketing) consiglierei innanzitutto un’importante formazione di base a livello di studi applicati al settore di riferimento. Ma la teoria è soltanto il primo step indispensabile ma non sufficiente. I ferri del mestiere si conquistano attraverso l’applicazione sul campo di ciò che si appreso nel percorso di studi tarando e aggiustando le proprie conoscenze in relazione al campo di azione.
      Ciò che vale in una realtà per esempio di Serie A non è detto che valga per una di Lega Pro, dove il contesto e il raggio di azione è completamente diverso.
      E poi tanta tanta volontà di imparare, sperimentare, provare con umiltà e determinazione nuove soluzioni in un settore che tuttosommato è ancora agli albori.
 
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