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Donatello Ferretti Donatello Ferretti
Consulente di sport business

StageUp (Agenzia Sport Marketing)
Donatello Ferretti, 34 anni.

Attuale posizione: Consulente Sport business presso StageUp Sport&Leisure Business.

Esperienze Precedenti:
Collaborazione con Lega Basket Serie A, Consorzio SO.BA.S.A.(gestisce gli aspetti commerciali della Lega) e Probasket s.r.l. (organizza gli eventi di Lega).
Docenze presso Master e Università e Autore di pubblicazioni sullo sport business.

Formazione:
Laurea in Giurisprudenza presso l'Università di Teramo.
"Master in diritto ed economia dello sport". "Master in sport marketing and communication", "Master online in sport marketing"
  1. Cosa ti ha portato a lavorare nell’industria dello sport business?
    • La percezione, 6 anni fa circa, che lo Sport stesse accelerando il processo di compenetrazione tra la propria natura originaria e tematiche di business per qualificarsi come vero e proprio settore di mercato: assimilabile ad altri per alcune linee guida generali, distinto per peculiarità proprie ed in alcuni casi esclusive (player, strategie "aziendali" e planning, reperimento risorse, grande attenzione dei media, specificità della regolamentazione etc).
      Aggiungo la voglia di riscatto rispetto ad esperienze sportive giovanili in diverse discipline, caratterizzate dal comune denominatore del mio mediocre talento e culminate nella militanza nelle squadre di basket giovanili di Roseto degli Abruzzi.
  2. Qual è il livello di professionalità nel settore?
    • Credo che l’esistenza di margini di miglioramento sia connotazione fisiologica per un settore:
      a) in costante interazione con altri;
      b) per natura senza barriere geografiche e quindi esposto all’influenza, interscambio con altri modelli.
      Un settore che si evolve a velocità folle e che, soprattutto di recente, si è trovato a confrontarsi con situazioni, interlocutori, esigenze anche fuori dal "campo di gioco" e sempre più sarà chiamato a questo tipo di dialogo.
      Per citare solo alcune:
      - un provvedimento legislativo che indica nuove forme di gestione dei diritti media e del riparto;
      - dibattiti e istanze di sensibilizzazione alle Istituzioni per interventi finalizzati a consentire gestioni più facilmente orientabili al pareggio di bilancio etc.
      All’esterno (e anche all’interno) la percezione della centralità del risultato agonistico permane, ma "l’asticella" del livello di confronto a 360° si sta spostando sempre più verso l’alto.
  3. Cosa miglioreresti nel business dello sport?
    • Può sembrare ingenuo o non aderente alla realtà italiana, direi comunque in qualche modo una "piccola grande rivoluzione concettuale".
      Seppure nella naturale mission vi sia ovviamente la vittoria, credo che l’investimento non finalizzato ad una affermazione in più rispetto all’avversario ma in asset programmatici (organizzazione, strutture, media, formazione giovanile, relazioni con il tessuto imprenditoriale etc) possa consentire ritorni nel medio/lungo termine e porre le condizioni ideali per un circolo virtuoso tra attività futura, risultati auspicati, creazione di un valore (sportivo, patrimoniale e non solo) duraturo:
      - vittorie e stabilità societaria per i Club nonché atleti;
      ottimizzazione della diffusione, della pratica, della visibilità in equilibrio con la redditività per Federazioni e Leghe;
      - ricadute in termini di promozione per gli investitori;
      - valenza sociale per le Istituzioni etc.
  4. Quali sono i segmenti di questo settore con maggiore possibilità di crescita?
    • In generale la globalizzazione porta ad enfatizzare i grandi eventi dall’appeal internazionale tali da generare ricadute di un certo tipo e su più livelli.
      Inoltre, come noto, da più parti auspicano progressi nell’impiantistica sportiva per avere strutture moderne e polivalenti sulla scia del relativo Disegno di Legge.
      Personalmente credo anche che un segmento trainante possa essere quello dei media, dei new media e della tecnologia applicati allo spettacolo sportivo visto il superamento delle tradizionali forme di fruizione e di abbinamento tra l’evento, l’investitore ed il seguito live e non solo.
  5. Cosa consiglieresti ad un giovane che voglia entrare in questo settore?
    • Domanda delle cento pistole!
      Di consigli ne ho ancora bisogno e ne chiedo io per primo; ben altre sono le persone che possono e devono darne.
      Quando ho la fortuna, poiché per me è anche momento di crescita e verifica, di tenere docenza a master di settore e mi viene chiesto un consiglio, descrivo il mio percorso professionale ad oggi: un percorso ancora giovane e caratterizzato da scelte finalizzate ad accrescere competenze che mi permettano - mi auguro - di qualificarmi come una figura manageriale moderna, in grado di muoversi con disinvoltura tra le diverse branche dello sport business e in settori connessi. Lo espongo non come modello di scelte giuste o sbagliate, ma per fornire un termine concreto di confronto e riflessione.
 
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