Career dedicato ai Manager
dello Sport Business e
del Marketing Sportivo
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Elisa Aletti Elisa Aletti
Addetta stampa e comunicazione sociale c/o

AC Cesena Spa
Elisa Aletti del 1986.

Attuale posizione:
Da marzo 2009 Addetta stampa e comunicazione sociale c/o AC Cesena Spa.

Esperienze precedenti:
2005/2007 Insegnante d'inglese;
2006/2009 Responsabile Relazioni Pubbliche c/o Intercultura, sezione locale di Lodi;
2009 Consulente marketing per Tuttoluce Cesena;
dal 2009 Attività imprenditoriale e Gestione della Comunicazione presso l'azienda immobiliare di famiglia Aletti Spa, Cesena.

Formazione:
Laurea in Marketinge Comunicazione d’Impresa, nel 2007 Laurea in Scienze Umanistiche per la comunicazione con curriculum Teorie del linguaggio e dell’Immagine.
  1. Cosa ti ha portato a lavorare nell’industria dello sport business?
    • La passione, l’interesse per la materia comunicazionale mi hanno portata ad avvicinarmi a questa realtà che ha subito grandissimi cambiamenti negli ultimi anni e che è oggi in continuo dinamismo. Lo sport business dà oggi spazio a idee per instaurare relazioni non solo con i media ma anche a livello nazionale, oltre a donare la concreta possibilità di sfruttare una grande macchina mediatica per la conoscenza di cause nobili nel settore del non profit.
  2. Qual è il livello di professionalità nel settore?
    • L’evoluzione ormai celerissima delle associazioni sportive verso una realtà aziendale ha portato i club calcistici a richiedere figure personalizzate nell’ambito della comunicazione e del marketing. Il Cesena sta seguendo una politica comunicazionale altamente volta alla multimedialità e all’interazione con i tifosi. Proprio alla luce del quantitativo di contatti che questo strumento genera, l’attenzione per l’informazione corretta e precisa è fondamentale. Non sono permesse distrazioni o errori di forma. I contenuti devono essere di qualità oltre che di quantità. L’imperativo è ‘esserci’ e non solo durante le gare: vivere la squadra, la città, la società, questo è quello che viene richiesto.
  3. Cosa miglioreresti nel business dello sport?
    • Strutturerei le iniziative di business per lo sport come veri progetti aziendali sorretti da una studiata rete di suddivisione dei ruoli e delle competenza con l’obiettivo di migliorare la struttura organizzativa. Infatti ritengo che solo grazie all’assegnazione di ruoli fissi a professionisti di riferimento sia possibile agevolare pur con efficienza l’innumerevole motore di iniziative e di progetti che possono essere correlati nelle svariate discipline che si muovono attorno al mondo non solo del calcio, ma anche dello sport in genere.
  4. Quali sono i segmenti di questo settore con maggiore possibilità di crescita?
    • La comunicazione è sicuramente il settore in più ampia evoluzione dato il costante mutare dei contenuti mediatici per rendere lo spettatore sempre più vicino alla propria squadra, soprattutto per l’aumento radicale dell’offerta dei palinsesti radio e tv. L’Ufficio stampa di una squadra di calcio professionista è il veicolo attraverso il quale vengono veicolate tutte le comunicazioni verso l’esterno e l’interno del club che di fatto è strutturato come una vera e propria azienda.
  5. Cosa consiglieresti ad un giovane che voglia entrare in questo settore?
    • Consiglio di avvicinarsi a questa attività con determinazione, curando la conoscenza delle lingue e aggiornandosi continuamente su quanto accade al di fuori della propria società, con la giusta voglia di apprendimento, trovando il giusto connubio tra le proprie passioni (per la scrittura, per lo sport...) con la consapevolezza del valore del servizio che questa professione garantisce: l’informazione per molti, la costruzione di ideali, alle volte di veri e propri personaggi, l’attaccamento a valori e sogni sportivi dei fruitori ultimi del nostro fare comunicazione: i tifosi.
 
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