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Career dedicato ai Manager
dello Sport Business e
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Fabio Giuseppe Poli Fabio Giuseppe Poli
Partner e Resp. Area Progetti e Centri Studi Studio Ghiretti
Fabio Giuseppe Poli del 1977.

Attuale posizione:
Partner Studio Ghiretti & Associati
Avvocato
Ricercatore Universitario di Organizzazione Aziendale nelle Organizzazioni Sportive

Esperienza precedenti:
Coordinamento Editoriale del Sole24Ore Sport
Assessorato allo Sport della Regione Lombardia

Formazione:
Laurea in Giurisprudenza Master in organizzazione dello sport Università San Marino
  1. Cosa ti ha portato a lavorare nell’industria dello sport business?
    • La Passione per lo sport come fenomeno sociale e come "esperienza di pratica"; un percorso di studi universitari orientato all’approfondimento delle problematiche legate al diritto sportivo e il riscontro, nel corso delle prime esperienze lavorative, del fatto che si trattasse di un "mercato" in forte espansione, in grado di proporre spazi nuovi ed in linea con professionalità ancora da formare.
  2. Qual è il livello di professionalità nel settore?
    • Generalmente molto basso, a causa di un retaggio che lo sport italiano si porta dietro da almeno 30 anni: il cosiddetto "volontariato".
      Intendiamoci: il tempo e l’attenzione che centinaia di migliaia di persone dedicano allo sport [dirigenti, tecnici e altre mansioni] rappresenta la vera ricchezza del settore. Tuttavia oggi si avverte la necessità irrimandabile di "professionismo" nella gestione del fenomeno sportivo, dal momento che questo ha assunto definitivamente i caratteri del business.
  3. Cosa miglioreresti nel business dello sport?
    • I processi gestionali che determinano lo svolgimento del fenomeno sportivo, dalla base al vertice. I criteri di rappresentatività: il "sistema sportivo" deve avvicinarsi alle reali e concrete esigenze del modo fare sport contemporaneo. Le idee, o meglio "l’approvvigionamento di nuove idee" da applicare al mondo dello sport business.
      Il tutto, senza mai dimenticare il necessario impegno etico che deve governare lo sport business. Perché non è vero che il business non si può sviluppare secondo criteri etici.
  4. Quali sono i segmenti di questo settore con maggiore possibilità di crescita?
    • Certamente tutta la parte legata all’applicazione delle nuove tecnologie nello sport ha prospettive di grandissima crescita. Non bisogna, però, commettere l’errore di considerare soltanto lo "sport-spettacolo" come fenomeno interessato dallo sviluppo tecnologico. Questo è e resta un campo di applicazione importante, in cui televisione e internet continueranno a contendersi utenti.
      Ma è lo sport inteso come "pratica sportiva" quotidiana, destrutturata, amatoriale ma pur sempre agonistica, a proporre le maggiori prospettive di crescita e di consumo. Utenti sempre più "heavy user" e sempre più esperti, ricercano quotidianamente nuove sollecitazioni, nuove proposte per migliorare la propria performance ed avvicinarsi allo stato di benessere ideale. Tutto questo... non ha prezzo! Quindi: è un business.
  5. Cosa consiglieresti ad un giovane che voglia entrare in questo settore?
    • Di mettere da parte, per il primo tempo, la sua passione per lo sport che, nella stragrande maggioranza dei casi, è una passione "mono-sportiva", e di approfondire i processi, le regole e le tecniche dell’intero sistema sportivo.
      In secondo luogo, di affidarsi ad un percorso di studi post-universitario credibile e formativo.
      Un pò di impegno e tanta disponibilità [lo sport ha pochi sabati e domeniche libere!] ne faranno un manager sportivo di ottimo livello.
 
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