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Gaetano Mastellone Gaetano Mastellone
Direttore generale Marketing, Comunicazione e Merchandising

Sorrento Calcio Srl (Prima divisione, girone A)
Gaetano Mastellone, del 1949.

Attuale posizione:
Direttore generale Marketing, Comunicazione e Merchandising del Sorrento calcio Srl (Prima divisione, girone A).

Esperienze lavorative:
Bank of America - Deutsche Bank.
A.D. di Banca Popolare Sorrentina e di Banca Popolare di Calabria.
Direttore Centrale di Banca Popolare di Bari.
A.D. di Popolare Bari Corporate Finance.

Formazione:
Laureato.
  1. Cosa ti ha portato a lavorare nell’industria dello sport business?
    • La passione. Passione che mi accompagna fin da ragazzino, quando giocavo come portiere nelle giovanili del Sorrento e come portiere di riserva nell prima squadra. Passione per questa terra, la costiera sorrentina, che trova nella sua squadra di calcio, un elemento di identità territoriale, sociale e culturale. E non è retorica: il mio ruolo lo interpreto come servizio alla società rossonera, ai tifosi e alla città. La mia formazione manageriale è derivante da circa 40 anni di attività, ad alti livelli, nel mondo bancario; diciamo che sono un manager bancario prestato al calcio!
  2. Qual è il livello di professionalità nel settore?
    • Bassino, ma in fase di miglioramento perchè le società calcistiche si sono accorte che, oltre al campo da gioco, esiste anche l'organizzazione ed il marketing sportivo. C'è però tanto pressapochismo, specie al Sud, dove il «tirare a campare» è una filosofia di vita, a volte obbligata, che abbraccia tutti i comparti. Altrove c'è più organizzazione, più professionalità, più programmazione.
      In medio stat virtus: a Sorrento cerchiamo di trovare il giusto equilibrio tra programmazione, organizzazione, professionalità e calore. La nostra società è seria ed ha uno sponsor di livello internazionale, la Mediterranean Shipping Company che è il secondo gruppo armatoriale al mondo.
  3. Cosa miglioreresti nel business dello sport?
    • Organizzazione più manageriale delle società ed il rapporto che lega i tifosi alle istituzioni calcistiche: non dimentichiamo che il nostro cliente rimane il tifoso.
      Il tifoso deve essere al centro. Se c'è business è perché il calcio continua ad affascinare: e lo spettacolo è in campo, negli stadi, non in Tv. Per amor del cielo, le Tv rappresentano una fetta sostanziale degli incassi delle squadre di A ed anche di serie B, ma non per i club delle categorie inferiori che soffrono. Molti club ancora traggono dal botteghino sostanziali boccate d'ossigeno per il proprio bilancio. Bisogna rendere gli spalti degli stadi una cornice autentica e genuina dello spettacolo in campo, vorrei che la partita di calcio fosse un'autentica emozione da vivere che coinvolga il tifoso e la sua famiglia.
  4. Quali sono i segmenti di questo settore con maggiore possibilità di crescita?
    • Merchandising & Marketing in primis perchè, mi ripeto, il principale canale da migliorare, e trasformare, è il rapporto con i tifosi. Con i tifosi bisogna cercare il dialogo, carpirne le esigenze, intercettare i cambiamenti. Se gli spalti sono vuoti e se continueranno ad esserlo, abbiamo fallito. Una partita di calcio non deve essere un momento per vomitare le frustrazioni accumulate in settimana, ma un evento allargato a tutti. E per invertire la tendenza, c'è bisogno del contributo di tutti e certamente dell'area marketing delle varie società di calcio.
  5. Cosa consiglieresti ad un giovane che voglia entrare in questo settore?
    • Di non improvvisarsi e di guardare alla società di calcio come un'azienda atipica che ha anche la necessità di modernizzarsi.
      Parlo di atipicità perché un club di calcio è sottoposto a verifiche ogni domenica, verifiche che coincidono coi risultati del campo. E, si sa, i risultati del campo, troppo spesso, rischiano di «umoralizzare» la gestione societaria extra-calcistica.
      Bisogna assumere l'amore del tifoso, ma anche la freddezza del manager che programma a medio-lungo termine, consapevole che, a fronte di una buona semina, corrisponde, prima o poi, un'ottima raccolta.
 
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