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Luigi Caputo Luigi Caputo
Responsabile Area Comunicazione

A.S.G. Nocerina s.r.l.
Luigi Caputo, del 19 Ottobre 1989.

Attuale posizione:
Da luglio 2010 Responsabile Area Comunicazione A.S.G. Nocerina s.r.l.

Esperienze lavorative:
Dal 2008 a giugno 2010 corrispondete del quotidiano "Cronache del Mezzogiorno" per la Scafatese Calcio.
Dal 2009 a maggio 2010 redattore dell’emittente televisiva "Canale 21".
Da dicembre 2010 vicedirettore del settimanale ufficiale dell’ASG Nocerina "Solo Nocerina".
Da dicembre 2010 direttore responsabile del mensile "Rinascita Nocerina".

Formazione:
Diploma maturità scientifica.
Iscritto all’Ordine dei Giornalisti (albo pubblicisti) da ottobre 2010.
  1. Cosa ti ha portato a lavorare nell’industria dello sport business?
    • Innanzitutto devo ringraziare i presidenti Giovanni e Christian Citarella e il direttore generale Bruno Iovino per la fiducia che hanno mostrato nelle mie capacità affidandomi questo incarico presso una società di primo livello come la Nocerina. è stata la mia passione infinita per il calcio a spingermi verso questo mondo, una passione che nel tempo si è trasformata nel mio lavoro. Da giornalista ho sempre amato questo sport, ora da dirigente lo trovo ancora più affascinante.
  2. Qual è il livello di professionalità nel settore?
    • La situazione è in netto miglioramento in alcune piazze della Lega Pro. Le società più importanti di questi campionati hanno capito che avere un’area comunicazione efficiente non solo è indice di buona salute della società, ma è anche uno strumento per coordinare al meglio l’attenzione dei media sui risultati delle squadre e di conseguenza può rappresentare un ritorno economico in termini di presenze allo stadio.
      In più, in realtà come quelle della Prima Divisione sono i media locali a dare più spazio alle squadre e quindi c’è la possibilità di instaurare rapporti di reciproco rispetto tra una figura come la mia e quella dei giornalisti.
  3. Cosa miglioreresti nel business dello sport?
    • In cima alla lista ci sono le infrastrutture. Molti stadi di Lega Pro sono carenti in termini di spazi da riservare ai media e questo incide sulla qualità del loro lavoro e sulla mia possibilità di ottimizzare la presenza dei giornalisti allo stadio e durante gli allenamenti. Se devo fare un discorso più generale credo che nello sport bisognerebbe aumentare la trasparenza tra società e tifoso e soprattutto i valori morali e l’etica. Nel calcio, per esempio, i calciatori dovrebbero essere considerati come uomini e non come macchine per fare soldi. Per fortuna mi trovo in una società che prima di ingaggiare un campione ha valutato l’uomo che c’era dietro e secondo me questo è uno dei fattori che ci ha portati a guidare il nostro raggruppamento.
  4. Quali sono i segmenti di questo settore con maggiore possibilità di crescita?
    • Guardando al mio ambito, credo che le società calcistiche di Lega Pro possano fare di più per quanto riguarda il merchandising. Dato che nelle piccole realtà il tifoso si sente maggiormente legato alla squadra della propria città, utilizzare una buona strategia nella vendita dei prodotti societari può rappresentare un buon introito. Credo che tutte le società debbano insistere su questo aspetto perché intorno al calcio c’è molta passione.
  5. Cosa consiglieresti ad un giovane che voglia entrare in questo settore?
    • Non credo di poter già dare consigli data la mia giovane età, ma posso dire a tutti i miei coetanei di impegnarsi nel cercare di ottenere spazi per poter far pratica. Sono convinto che al giorno d’oggi un titolo di studio da solo non possa aprire le porte per un lavoro soddisfacente, ragion per cui credo che bisogna operare sul campo già durante gli studi.
      Tra qualche mese conseguirò la laurea in Scienze della Comunicazione e proprio in virtù di questo ragionamento sento di possedere una competenza maggiore rispetto ad un giovane laureato che ha solo studiato, ma che non si è mai cimentato nelle problematiche del vero lavoro.
 
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