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Career dedicato ai Manager
dello Sport Business e
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Marco Scianò Marco Scianò
Consulente fiscale e finanziaria

MS Studio Consulenza Sportiva
Marco Scianò, nato nel 1985.

Attuale posizione:
Consulente fiscale e finanziaria presso MS Studio Consulenza Sportiva
Partner presso Sawyer SportBusiness

Esperienze lavorative:
- Dal 2007 al 2011, Team Manager, direttore organizzativo e dirigente presso Unione Cestistica Piacentina S.r.l
- Dal 2010, Docente-relatore della Scuola Regionale dello Sport del Coni dell'Emilia Romagna (e dal 2012) della Lombardia. Relatore presso seminari e Master (Mastersport S.Marino-Parma) in sportbusiness
- Dal 2009 Autore di pubblicazioni in materia fiscale – sportiva e aziendalistica – per diverse riviste di settore, rassegne di pubblicazioni (RDES, Fiscosport) e libri su sport business e associazioni di categoria
- Dal 2007, Collaboratore per diverse testate giornalistiche sportive e testate on line, per articoli in temi cestistici e per conto di Unione Cestistica Piacentina S.r.l.

Formazione:
- Laurea in Economia e Finanza
- Laurea magistrale in Amministrazione e Direzione Aziendale
- Master in Finanza Aziendale e Controllo di Gestione
Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti (albo dei pubblicisti) dal 2009
  1. Cosa ti ha portato a lavorare nell’industria dello sport business?
    • L'obiettivo di lavorare in un industry di notevole interesse, con importanti margini per sviluppare un'attività di business diversificata in molteplici aree.
  2. Qual è il livello di professionalità nel settore?
    • Decisamente indietro rispetto benchmark europeei. Tutto ruota, in particolare, attorno alla mancata esigenza di avvertire - da parte di gran parte del sistema sportivo italiano e dei suoi stakeholders- lo sport oltre che come fenomeno sociale, come un vero e proprio settore che necessità di professionisti ad hoc.
      Le situazioni contingenti, tuttavia, stanno a poco poco facendo assimilare il concetto-necessità che lo sport sia diventato un business e la "forza-lavoro del volontariato" sia ormai insufficiente per rimanere realtà sportive competitive e ancor prima per "sopravvivere" alle esigenze prettamente economiche.
  3. Cosa miglioreresti nel business dello sport?
    • C'è sicuramente necessità di dare un contributo importante in quello che viene definito come "Business Process Improvement", ovvero l'insieme strutturato di processi gestionali che determinano lo svolgimento del fenomeno sportivo e di qualsiasi realtà sportiva, che infatti- ad oggi a vari livelli e in varie reltà- risulta essere ancora troppo deregolamentato e improvvisato. Solo dopo questo passo, è possibile inserire nuove pedine e adottare nuove strategie che abbiano davvero un efficace, efficiente e concreto risvolto nello sport e nel business che gli ruota attorno.
  4. Quali sono i segmenti di questo settore con maggiore possibilità di crescita?
    • Quelli che rappresentano un vero valore aggiunto. E sono molteplici, in linea con lo sviluppo del contesto e delle aree che lo sport continua ad abbracciare. Tuttavia, credo che il segmento di sviluppo delle attività legate al web 2.0 rappresenti il presente e il futuro. I classici servizi di natura consulenziale (contabilità, previdenza..) risultano essere obsoleti o in ogni caso difficilmente vendibili a realtà di per sé difficilmente disposte a modificare ed aprirsi a nuovi operatori. L'area fiscale sportiva, tuttavia, ha al momento una necessità di professionisti e figure specializzate e non improvvisate.
  5. Cosa consiglieresti ad un giovane che voglia entrare in questo settore?
    • Di specializzarsi, ponendosi sul mercato come un operatore in possesso di qualità specifiche. Lo sport business è un settore potenzialmente in espansione, ma solo idee a valore aggiunto possono davvero fare la differenza.
      L'errore più comune, inoltre, credo sia l'approccio:ovvero quello di pensare che l'operare nello sport business equivalga ad avere accesso agli aspetti tecnici dello sport. Lo sport è un settore, lo sport è un prodotto e come qualsiasi settore e come qualsiasi prodotto, necessita di approfonditi e specifici studi, conoscenze ed infine applicazioni. Affrontare questo settore avendo chiaro questo concetto, insieme a dedizione, aggiornamento e studio,un buon network e passione per il proprio lavoro, permette- senza dubbio- di diventare un buon sportmaker.
 
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