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Matteo Mantica Matteo Mantica
Responsabile Marketing e Commerciale

LegaDue Basket
Matteo Mantica, del 1976.

Attuale posizione:
Responsabile Marketing e Commerciale LegaDue Basket.

Esperienze precedenti:
Dal 2001 al 2010 Responsabile Comunicazione dell’Olimpia Milano.
Socio della casa Editrice Festema, licenziataria esclusiva per il campo dell’editoria del marchio della National Basketball Association pubblicazione in Italia del magazine mensile RIVISTA UFFICIALE NBA.
Società di comunicazione Niklas Events, gruppo Allen Dickinson, HC MILANO VIPERS; consulente per NBA Europe per il McDonald's Championship a Milano.
Anni ’90 e i primi 2000 collaboratore del sito www.gazzetta.it seguendo da vicino gli sport USA e collaboratore de Il Giorno.
  1. Cosa ti ha portato a lavorare nell’industria dello sport business?
    • Fortuna. Caso.
      O meglio, una telefonata arrivata una mattina mentre andavo in università che mi ha aperto un mondo nuovo, permettendomi di trasformare in un lavoro quella che era una grandissima, ma pur semplice, passione. Penso non ci sia nulla di più bello. Ho avuto anche la fortuna di declinare la mia attività in diversi tipi di esperienza: giornalista, ufficio stampa, responsabile comunicazione e, ora, marketing e commerciale: una bella palestra, che mi ha permesso di acquisire una notevole pluralità di competenze e punti di vista sul settore.
  2. Qual è il livello di professionalità nel settore?
    • Per quel che concerne il basket, sfortunatamente, il livello è ancora piuttosto basso: non per lo scarso valore dei professionisti che operano con grande passione e buone capacità nelle diverse realtà, ma perché spesso si tende a credere poco nei settori di marketing e comunicazione. È necessario, invece, che il mondo del basket comprenda appieno l’importanza di strumenti come il marketing e la comunicazione: solo così infatti è possibile convincere le aziende a investire nel settore. È finito il tempo delle sponsorizzazioni per amicizia: le aziende vogliono vedere ritorni di immagine. Di questo mi sto rendendo conto da quando opero nelle realtà della Legadue.
  3. Cosa miglioreresti nel business dello sport?
    • Mi rifaccio alla risposta precedente. Vorrei che le società credessero di più nel valore del marketing e della comunicazione: solo così si può puntare a crescere. Lo spazio di manovra è ampio, in molti ambiti il mondo del basket (in particolare in Italia) è ancora vergine.
      Solitamente non tendo a guardare agli Stati Uniti come a un modello cui ispirarsi, e così anche nello sport, però certamente si tratta di un Paese che offre spunti interessanti sui quali riflettere e che, ricalibrati "sulle teste" di noi italiani, possono aiutarci a crescere.
  4. Quali sono i segmenti di questo settore con maggiore possibilità di crescita?
    • A costo di sembrare ripetitivo: marketing e comunicazione. Ci sono margini ampissimi di crescita ed è una sfida nuova, da affrontare e da vivere tutti i giorni, sapendo che non sarà facile.
  5. Cosa consiglieresti ad un giovane che voglia entrare in questo settore?
    • Questa domanda mi fa sorridere, nel senso che io stesso mi considero giovane, pur avendo ormai più di dieci anni di esperienza nel mondo del basket professionistico.
      Innanzi tutto – sembrerà banale – seguire lo sport il più possibile da vicino: partite, eventi, iniziative collaterali. E poi avere tanta pazienza: magari all’inizio non sarà tutto come uno se l’era immaginato, ma è un mondo affascinante che può regalare soddisfazioni enormi.
      Sono di parte, è vero, ma penso che lavorare nello sport, se una persona è appassionata, sia quanto di più divertente, emozionante, stimolante ci possa essere. Bisogna avere voglia di fare, e tanto, tendenzialmente senza orari né weekend. Ma le soddisfazioni poi saranno senza pari.
 
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