Home arrow Career arrow Tutti i profili arrow Nicola Pongetti
Career dedicato ai Manager
dello Sport Business e
del Marketing Sportivo
SEGUICI SU:

Seguici su YouTube Seguici su Twitter Seguici su Facebook Seguici su LinkedIn
libreria dello sport

di
anno

Stampa E-mail
Nicola Pongetti Nicola Pongetti
Direttore area commerciale

Studio Ghiretti
Nicola Pongetti 35 anni.

Attuale posizione:
Direttore commerciale Studio Ghiretti

Formazione:
Studi economici e master in management e organizzazione di eventi sportivi
  1. Cosa ti ha portato a lavorare nell’industria dello sport business?
    • Citerei due elementi su tutti; la passione per lo sport e la consapevolezza che esistevano (ed esistono ancora oggi) ampi spazi di crescita e di "innovazione".
  2. Qual è il livello di professionalità nel settore?
    • Purtroppo devo constatare che la professionalità è ancora un elemento poco presente nel mondo dello “sport business”. Trovare professionalità nel mondo dello sport, soprattutto in quello di base, è ancora difficile e questo, a mio avviso, rappresenta il maggior ostacolo alla crescita dell’intero settore "sport".
      Certamente in questi ultimi anni la professionalità presente nello sport di vertice è aumentata, le grandi organizzazioni sportive e i Top Team hanno strutture e organizzazioni equiparabili a quelle delle aziende ma è ancora una professionalità troppo “clusterizzata” e legata a singoli aspetti o settori dell’organizzazione sportiva.
  3. Cosa miglioreresti nel business dello sport?
    • A mio avviso, nello sport business mancano soprattutto due elementi:
      - progettualità, ossia la capacità di sviluppare “prodotti di sport” credibili, integrati e soprattutto valoriali;
      - innovazione poiché si è portati a proporre modelli di business e di relazioni sempre identici e spesso non più appetibili né per le aziende nè per i diretti fruitori dello spettacolo sport.
      Lo sport è uno straordinario strumento di comunicazione "unconvetional" che, rispetto alle altre forme di comunicazione, è in grado di "mettere sul piatto" molteplici leve e strumenti. Per far ciò però gli attori dello sport dovrebbero "uscire" dalla logica del cartello e della semplice visibilità e dovrebbero essere in grado di costruire "progetti di comunicazione" tout court.
  4. Quali sono i segmenti di questo settore con maggiore possibilità di crescita?
    • Ci sono tanti segmenti che possono avere ampi margini di crescita. Ne citerei 3 su tutti:
      - hospitality e "azioni di corporate";
      - CSR (corporate social responsability) legate al mondo dello sport;
      - "Naming right" che è strettamente legato al tema degli stadi di proprietà.
      Oltre a questi credo che, soprattutto in Italia, si stia sottovalutando un altro aspetto in grado di portare notevoli benefici sia in termini di diversificazione e incremento dei ricavi sia in termini di "forza e statura" del brand del singolo Club.
      Mi riferisco alle politiche e alle attività di "internazionalizzazione del brand" che sono dirette al posizionamento o rafforzamento del brand sportivo in mercati nuovi ed in espansione.
  5. Cosa consiglieresti ad un giovane che voglia entrare in questo settore?
    • Il primo consiglio riguarda la professionalità.
      Per affermarsi e distinguersi in questo particolare settore bisogna essere professionali e avere know how specifico. Elementi che vanno acquisiti attraverso studi specifici (per esempio frequentando master di settore in ambito di sport business) maturando esperienze "in field", approfondendo e analizzando case histories "vincenti" e facendo benchmarking!
      Il secondo consiglio riguarda la passione. Lo sport business è’ un settore caratterizzato da un’elevata concorrenza, da un basso turnover e da una certa "scarsità" di posti disponibili. Tutti elementi che rendono difficile l’inserimento di nuove figure professionali. La passione quindi rappresenta la marcia in più che ti permette di superare gli ostacoli più duri e di "continuare" ad andare avanti.
 
< Prec.   Pros. >
torna su