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Pietro Cortinovis Pietro Cortinovis
Responsabile Marketing e Comunicazione

c/o U.S. Cremonese S.p.A
Pietro Cortinovis, del 1980.

Attuale posizione:
Dal 2009 è Responsabile Marketing e Comunicazione c/o U.S. Cremonese S.p.A.

Esperienze lavorative:
Dal 2003 al 2005: Addetto Marketing c/o Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A.
Dal 2005 al 2006: Responsabile gestione stadio e vice responsabile sicurezza Stadio di Bergamo c/o Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A.
Dal 2006 al 2009: Responsabile Marketing c/o A.C. Monza Brianza S.p.A.

Formazione:
Laurea in Scienze della Comunicazione c/o Università degli Studi Bergamo.
Diploma di maturità linguistica.
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (albo pubblicisti) dal 2010.
  1. Cosa ti ha portato a lavorare nell’industria dello sport business?
    • Ho seguito innanzitutto la passione per la mia squadra del cuore e per un mondo che ho sempre seguito come tifoso e del quale mi affascinavano le grandi potenzialità nell'ambito della comunicazione.
  2. Qual è il livello di professionalità nel settore?
    • Il livello è senza dubbio in forte crescita, tuttavia c'è grande differenza tra le diverse categorie.
      Nelle grandi squadre della serie A c'è un altissimo livello di professionalità dovuto alla partecipazione alle competizioni europee e quindi allo scambio e confronto con le altre Società d'Europa di certo molto più organizzate e sviluppate.
      In Lega Pro prima divisione sono ancora pochissime le Società che hanno attivato politiche di marketing strutturate.
      Purtroppo in questa categoria si è ancora fermi alla sola figura dell'Addetto Stampa e scendendo in seconda divisione la situazione è ancora peggiore.
  3. Cosa miglioreresti nel business dello sport?
    • Credo che il primo aspetto è quello di ricreare seguito e interesse per il calcio partendo innanzitutto da una profonda ristrutturazione degli spazi nei quali si gioca e si vede il pallone. Gli stadio e i centri sportivi devono diventare dei luoghi in cui è bello andare perché si possono trascorrere momenti di svago e divertimento. Soprattutto lo Stadio nei giorni festivi deve arrivare a far concorrenza al Centro Commerciale, offrendo i medesimi servizi e confort, ma con in più la grande potenzialità del divertimento e del coinvolgimento che ti rapisce quando vedi la tua squadra del cuore.
      Dal punto di vista manageriale servirebbe una maggiore circolazione delle informazioni e delle esperienze e una condivisione dei progetti. Anche in questo senso la situazione è migliorata e il vostro portale ne è un esempio concreto. Tuttavia reputo siamo ancora all'inizio.
  4. Quali sono i segmenti di questo settore con maggiore possibilità di crescita?
    • Torno a dire che soprattutto lavorando sugli spazi si possono creare nuove e grandi potenzialità per il calcio.
      Si deve lavorare per dare sempre maggiori servizi ai tifosi sfruttando anche le tecnologie che sono ormai diventate sempre più concrete dunque utilizzabili.
      In fine è necessario che tutto il settore si convinca sempre più della necessità che la Società Sportiva diventi Azienda Sportiva, con un organigramma composto da professionalità specifiche e ben formate, obiettivi e programmi di lungo periodo e una gestione basata sul creare ricavi.
  5. Cosa consiglieresti ad un giovane che voglia entrare in questo settore?
    • Questo è un campo dove serve avere una grande formazione di base, ma quando ci si ritrova dentro è importantissimo saperla mettere in pratica. Il Marketing e la Comunicazione nel calcio partono dalle cose più umili e più piccole e un giovane che entra in questo mondo deve essere disposto a partire anche da li, praticamente da zero.
      Allo stesso tempo c'è però bisogno di personalità forti che abbiano voglia di portare idee e poi di svilupparle. C'è ancora moltissimo da fare, quindi c'è grande spazio per la sperimentazione, che credo sia l'unica strada per acquisire la giusta esperienza di come può crescere questo mondo nella realtà Italiana. Pensare di entrare e dover solo riproporre il sistema o il modello di altri, magari imparato sui libri, sono convinto sia errato e controproducente.
 
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