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Silvia Vianello Silvia Vianello
Fondatore e Partner di società di consulenza strategica

Visionando
Silvia Vianello, nata nel 1979.

Attuale posizione:
Fondatore e Partner di società di consulenza strategica Visionando.
SDA Bocconi Professor.
Professor all'Università Bocconi.
Conduce il Programma Televisivo “Smart"App” sul canale la3tv, il 143 di Sky.

Esperienze lavorative:
In passato ha maturato diverse esperienze internazionali, sia come docente, sia come consulente a Parigi, Houston e New York.
Autrice di numerosi libri ed articoli nazionali ed internazionali, come disponibili al link http://www.sdabocconi.it/en/faculty/professors/vianello_silvia.htm.
Inoltre le sue idee innovative, nonché i risultati delle ricerche che ha condotto, sono state pubblicate sui media quali The Wall Street Journal, Sole24h, Espresso, Economy, La Repubblica, Corriere della Sera, il Mondo, Adv Advertiser, DailyNet.

Formazione:
Ha conseguito nel 2007 un PhD in Economics&Business presso la Scuola Internazionale, SSAV School for Advanced Studies in Venice.
Nel 2003, ha conseguito la laurea in Economia Aziendale, con specializzazione Marketing all'Università Cà Foscari (Venezia), con votazione 110 e lode.
  1. Cosa ti ha portato a lavorare nell’industria dello sport business?
    • Le opportunità per il mondo sportivo derivanti dall'utilizzo delle nuove tecnologie sono davvero molteplici ed occupandomi ormai da una decina d'anni di marketing digitale, questo mi ha spinto ad approfondire questo settore ed in particolare come le aziende sportive possano migliorare le proprie performance grazie alle tecnologie digitali e a nuove forme di distribuzione digitale. Le società sportive possono, e nei casi virtuosi lo stanno infatti già facendo, utilizzare il mondo digitale come nuova fonte di profitto.
  2. Qual è il livello di professionalità nel settore?
    • Secondo un recente articolo del Mondo, il web marketing manager è una delle professioni più ricercate, nonché più pagate in Italia. Questo perché vi è una forte scarsità di profili preparati a ragionare in ottica di nuovi modelli di business resi possibili grazie al digitale, tanto nel settore sportivo quanto in settori affini. I nuovi nativi digitali ragionano ancora troppo spesso con logiche legate ai ragionamenti da utenti (internet=gratis), generando modelli di business non sostenibili nel tempo, con profitti insufficienti ad andare a break-even nelle varie iniziative. Bisogna rendersi conto che ci sono invece grandi potenzialità grazie a modelli di business nuovi. I modelli di Business Online non sono tutti Basati Sul Gratis, anzi: ci possono essere i modelli Freemium (a limitazione temporale, dei posti, con funzionalità limitate modulari ed incrementali etc..), i sovvenzionamenti incrociati diretti, o indiretti, i mercati a tre vie o a due versanti (un tipo di cliente sovvenziona l'altro) e molti altri.
  3. Cosa miglioreresti nel business dello sport?
    • In ambito di strategie digitale, le società dovranno sempre più darsi da fare per valutare correttamente come coloro che creano i contenuti per lo sviluppo, ad esempio delle application per i nuovi media, possano cambiare le modalità in cui gli utenti utilizzano i new media stessi.
      Inoltre, nel mondo sportivo, c'è ancora molto da fare per comprendere le criticità per i content producer di prendere decisioni strategiche, (relativamente ad esempio al design, al pricing e le funzionalità delle offerte online) in condizioni di incertezza su come evolverà il mercato in termini di nuove tecnologie, funzionalità, preferenze degli utenti, modalità di fruizione ed interazione degli utenti, nonché le loro reazioni alla nuova iniziativa digitale. Le società sportive dovrebbero capire che loro stessi, con le relative offerte online, hanno la possibilità straordinaria di cambiare proprio come gli utenti online appassionati del mondo sportivo interagiscono con i media ed i nuovi device.
  4. Quali sono i segmenti di questo settore con maggiore possibilità di crescita?
    • Le nuove tecnologie hanno avuto un impatto profondo nei media, nell'intrattenimento e nelle varie industry come quella sportiva, in quanto forniscono ai content producers maggiori possibilità di distribuzione di contenuti tramite diversificazione di piattaforme. È infatti uno dei settori con le maggiori potenzialità di crescita in quanto guidato da 3 drivers fondamentali che non tutti i settori possono vantare, ovvero:
      1. L'elevato numero di competizioni annuali che permettono di sfruttare la long tail, ovvero di offrire online la fruizione di contenuti di cui non sarebbe possibile usufruire offline a causa del numero troppo elevato di competizioni/news/statistiche dei giocatori e così via. Nessun network televisivo può fare il broadcast di tutte le partite di tutti i vari livelli, divisioni etc.
      2. L'esistenza di forti community di fan entusiasti ed “avidi” di contenuto come ad esempio: ultime news, pettegolezzi, statistiche. Il mondo virtuale è in grado di fornire molte informazioni prima, durante e dopo i match. Le società sportive virtuose si sono rese conto che i relativi fan non ricevevano un adeguato livello di servizio e copertura e l'utilizzo degli strumenti digitali ha permesso loro di servire anche questi segmenti.
      3. Il contenuto dei match sportivi ha un ciclo di vita molto breve, va usufruito “live” altrimenti il suo valore diminuisce drasticamente. Questo rende i supporter disponibili a pagare quel tipo di contenuto ed il download illegale di contenuto è un problema di poca entità nel mondo sportivo rispetto al cinema, alla tv ed ai contenuti musicali. Le società sportive virtuose sono quelle in grado di sfruttare adeguatamente la “willingness to pay” di questi segmenti.
  5. Cosa consiglieresti ad un giovane che voglia entrare in questo settore?
    • Ad un giovane web marketing manager operante nel mondo sportivo consiglierei di dimenticarsi l'approccio da “libro universitario”, non funzionerebbe nel marketing digitale, dove quello che conta davvero sono le idee, l'innovazione ma soprattutto l'aggiornamento costante ed il non aver paura di provare, provare, provare nuove iniziative. Consiglierei di lavorare per organizzazioni dinamiche che non hanno paura di cambiare tattica o strategia se necessario e che vogliono essere pioniere in ogni device senza paura di sbagliare. Nel digitale essere follower è infatti di per sé già sinonimo di perdente. Meglio, di gran lunga, essere considerati un'organizzazione che sperimenta e che è al passo con i tempi, al costo, ogni tanto, di sbagliare.
 
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