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«L'industria italiana corre su questa pista» Stampa E-mail
06/08/2012, IlGiornale.it
Non potranno contare medaglie, ma contano per chi le medaglie deve vincerle. Mapei gonfia il petto e con lei molte aziende dell'apprezzatissimo «made in Italy» che sta facendo grande Londra 2012.«Festeggiamo i nostri primi 75 anni di attività con una nuova Olimpiade - ci spiega Adriana Spazzoli, moglie del numero uno Confidustria e di Mapei Giorgio Squinzi, nonché responsabile marketing e comunicazione di questa invidiata azienda-famiglia, composta da 68 aziende consociate con 60 stabilimenti produttivi operanti in 5 continenti e in 29 nazioni -. Con quella di Londra sono già dieci le Olimpiadi che abbiamo al nostro attivo. Come lo sport ben insegna, sono la passione, la determinazione e il costante allenamento a generare risultati: valori che sono da sempre alla base della nostra attività».Mapei punto di riferimento per Londra 2012, tanto da fornire adesivi e prodotti chimici speciali per la pista di atletica, impianti sportivi e strutture di accoglienza. «Abbiamo fornito più di venti tipi di nostri prodotti tra adesivi, sigillanti e altri prodotti chimici adatti all'edilizia - spiega Giorgio Squinzi, amministratore unico di Mapei (nella foto)-. Da dieci Olimpiadi siamo partner ideale di un altro gioiello del “made in Italy”, la Mondo di Gallo d'Alba, della famiglia Stroppiana. Loro sono ormai punto di riferimento per la costruzione delle piste di atletica e noi per l'adesivo poliuretanico che serve per la posa».Mapei è conosciutissima per la propria vocazione sportiva, soprattutto nel ciclismo, ma il primo colpo di pedale verso l'internazionalizzazione è stato in realtà un passo, su una pista di atletica. «Esattamente così. L'azienda fondata da mio padre (Rodolfo, ndr) era una piccola realtà nazionale. Io, grazie proprio alla Mondo della famiglia Stroppiana, portai per la prima volta Mapei fuori dai confini: andai in Canada e mi aggiudicarmi la commessa per la messa in opera della pista di atletica per i Giochi di Montreal '76. Da allora, siamo sempre stati protagonisti delle Olimpiadi». Voglia di fare, tanta. Voglia di fare qualcosa di meglio e di sempre più eco-compatibile una priorità per l'azienda-famiglia. «Tutti i prodotti impiegati sono frutto delle più avanzate ricerche - spiega Squinzi, che con la moglie Adriana e i figli Marco e Veronica, costituiscono l'anima dell'azienda -: solo nell'esercizio 2011, Mapei ha infatti investito circa 100 milioni di euro (corrispondenti al 5% dei ricavi totali) in ricerca & sviluppo».Mapei e le altre. Sono tutte aziende di grido, di assoluto prestigio, che fanno grande il nostro Paese. Marchi di riferimento, ben 16 che vanno dalla TecnoGym, alla Ecozema, passando per la Seda, le Piscine Castiglione, l'Aqvatech, per citarne solo alcune, che hanno superato una concorrenza agguerritissima e portato a casa commesse importanti. «E io, da presidente degli industriali che ha a cuore il “made in Italy”, sono doppiamente orgoglioso di questo risultato - chiosa Squinzi -. Sono contento per il mio Gruppo, ma anche per tutte le aziende che qui a Londra si sono fatte apprezzare e sono state scelte. Il momento è delicato, ma è altresì vero che con la tecnologia, l'innovazione e la ricerca si vince. E l'industria italiana, a Londra, la sua bella Olimpiade l'ha già vinta da un po'».
 
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