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"Lavori in corsa" dell'Acciari Consulting. La ricerca 2010 Stampa E-mail
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«Aziende e pubblico fanno nuove scelte, il calcio è insidiato dagli altri sport?»
"LAVORI IN CORSA" DELL'ACCIARI CONSULTING. LA RICERCA 2010.

«Aziende e pubblico fanno nuove scelte, il calcio è insidiato dagli altri sport?»: questo il tema della quarta edizione di "Lavori in corsa", workshop organizzato dall'Acciari Consulting e Censis Servizi, che si interessa della realtà dello sport, delle sue relazioni con la società, con i gusti e con i bisogni della gente. Presentata la ricerca annuale sullo sviluppo del marketing e della comunicazione "sportiva" nel nostro paese.
Quest'anno si è deciso di lavorare lungo due distinte dimensioni: da una parte, quella tradizionale legata all'articolazione degli investimenti sul "veicolo sport"; dall'altra, quella "congiunturale" sul mondo del calcio, per capire quale sia l'attrazione dello "sport più amato dagli italiani" in un momento non facile (la tessera del tifoso, l'annuncio dello sciopero, la flessione degli spettatori, etc.).

Ripartizione investimenti in comunicazione: più pubblicità e meno promozioni.

In particolare, è emerso che la ripartizione degli investimenti in comunicazione delle aziende del Panel evidenzia – tra il consolidato del 2010 e le previsioni del 2011 – un aumento della pubblicità.
Continua la forza di internet, anche a seguito della crescente penetrazione della rete nelle famiglie italiane. Inoltre, si registra una lieve flessione degli investimenti sulle promozioni: se nel 2010 si è investito il 15,7%, per il 2011 si prevede un investimento del 14,5%, soprattutto dovuto alla riduzione del budget. Infatti, su 100 aziende che investono in comunicazione, poco più di 20 affermano che aumenteranno il budget nel 2011, mentre oltre il 63% presume di non apportare modifiche rispetto al passato.

I nuovi sport che trainano l'attenzione degli spender: rugby, golf, moto, vela, fitness.

Nelle scelte di coloro che investono, lo sport è collocato saldamente al primo posto, visto di nuovo come «driver» (il budget impiegato nel 2009 è stato del 52,4% e quello del 2010 del 52,6%). Ancora, tra gli altri settori, buone performance registrano gli investimenti in cultura (6,7% nel 2009 e 8,4 nel 2010); stabili gli altri.
Dalla ricerca del 2010, il rugby si è confermato per il terzo anno consecutivo la disciplina che riesce più delle altre a identificare stili di vita e di consumo, quella che crea vere e proprie “tribù”. Mentre si sono collocate al top in modo stabile il golf, il motociclismo, la vela e il fitness, il calcio resta comunque il settore in cui, negli ultimi tre anni, le aziende del Panel hanno investito maggiormente.

Cambia l'atteggiamento degli investitori verso il calcio?

Dato come certo il fatto che esso sia stato lo sport che abbia attratto molti investimenti pubblicitari, un aspetto sul quale si è discusso durante il workshop è stato il seguente: i fattori di criticità, esogeni ed endogeni, riusciranno a modificare gli atteggiamenti degli investitori?
I dati rivelano che il 58,3% degli esperti del settore sostengono che il calcio continuerà a costituire il driver comunicazionale dello sport.
In particolare, 6 su 10 sono convinti del fatto che nulla cambierà e 4 su 10 che la situazione di crisi è dovuta a una fase negativa dal punto di vista economico, superata la quale si riprenderà ad avanzare.

Auspicate azioni correttive.

Per riguadagnare prestigio, però, le azioni correttive dovranno riguardare l'ambito strutturale o finanziario: secondo il 50% degli intervistati una probabile azione virtuosa potrebbe essere "il monte salari per i giocatori", mentre il 44% pone al centro il tema degli stadi e il 41% quello della trasparenza politica del bilancio delle società. Tutte intorno al 10%, invece, si pongono le varie politiche di innovazione, quali il merchandising e l'abolizione delle retrocessioni.

Pochi credono all'efficacia della tessera del tifoso.

Per quanto attiene la “tessera del tifoso”, il panel si trova a definirla in modi molto diversi: per il 27% è un abile strumento di marketing, per un altro 27% è un'inutile schedatura; solo uno su cinque è convinto della sua efficacia come strumento anti-violenza. La realtà è che il numero di abbonati è fortemente diminuito (-30% per il Napoli, -53% per la Lazio), ma per assurdo è stato registrata una crescita di spettatori medi per partita, sia nella serie A sia nella serie B.
A fronte del crollo osservato per quanto concerne gli abbonamenti, non si riscontra una diminuzione della media spettatori che, soprattutto per la serie A, mostra una tendenza positiva confrontata con le ultime stagioni. Quindi, tale incremento dei paganti va a bilanciare la diminuzione dei tesserati.

Il calcio è sostituito da altri sport nel rappresentare i valori positivi della società italiana.

Di converso, secondo l'intervento al workshop del presidente Alberto Acciari, il calcio non presenta più regole e non rappresenta più, come negli anni '50, una categoria di lavoratori che, attraverso l'impegno nel calcio, riuscivano a crearsi le basi per un inserimento migliore nella società.
Ne sono un esempio non solo i testimonial, ma anche le sponsorizzazioni: il calcio non è più ai primi posti. In Italia, esso è simbolo di una società decadente, annoiata, incapace di rigenerarsi da sola e sempre più narcisistica, dal punto di vista tecnico, gestionale, amministrativo, finanziario e comunicazionale.
Ciò perché gli altri sport rappresentano la voglia di legalità, di regole, di cultura, di investire su un comportamento virtuoso e di vita consapevole. Per ora il calcio è lontano da tutto questo, e la ricerca di quest'anno l'ha nuovamente testimoniato.
 
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