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E venne l'anno della Tessera del Tifoso Stampa E-mail
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Dopo decenni di lassismo, in cui la "politica del pallone" ha lasciato ampi spazi di libertà a facinorosi, resisi protagonisti di vicende censurabili, culminate nell'omicidio dell'Ispettore di Polizia Filippo Raciti, la tessera del tifoso rappresenta un'inversione di tendenza. Un tentativo forte di risolvere l'annosa questione della sicurezza negli stadi italiani, troppo spesso balzati agli onori della cronaca per scontri ed incidenti fra tifosi. Si inserisce in questo contesto la direttiva del 14 Agosto 2009, con la quale il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha disposto una serie di misure finalizzate alla lotta contro la violenza negli stadi.

La panacea di tutti i mali legati alla gestione della sicurezza negli stadi è stata identificata nella tessera del tifoso. Ma cos'è questo strumento tanto osteggiato dalla maggioranza dei tifosi e da tanti addetti ai lavori?

Cos'è la tessera del tifoso.

Tessera del tifoso La Gazzetta dello Sport, in un articolo online pubblicato il 18 Settembre del 2009, definisce la tessera del tifoso uno strumento di fidelizzazione che identifica i tifosi di un club e che mira ad instaurare, tra Società calcistiche e supporter, un rapporto analogo a quello che il mondo commerciale pone in essere quotidianamente con i suoi "migliori" clienti.
"È simile ad una tessera Bancomat e contiene nome, cognome, un microchip con i dati del titolare e, in futuro, anche la foto. A differenza di quanto sostenuto dagli oppositori, non costituisce una schedatura dei tifosi in quanto non contiene dati sensibili", così scriveva la redazione online del Corriere della Sera il 27 Agosto 2010.
L'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazione Sportive, organo di consulenza tecnica nato per prevenire e contrastare la violenza nello sport, analizza le procedure di rilascio della tessera del tifoso e soprattutto sottolinea i vantaggi di cui possono usufruire i tesserati.
La tessera può essere richiesta ad ogni Società di calcio di serie A, B e Lega Pro e viene rilasciata previo "nulla osta" della Questura competente che ha il compito di controllare l'eventuale presenza di motivi ostativi (Daspo in corso e condanne per reati da stadio negli ultimi 5 anni).

I vantaggi.

Numerosi sono i vantaggi che tale strumento offre:
Agevola l'acquisto dei titoli di accesso poiché la tessera del tifoso è utilizzabile dal rivenditore per verificare l'identità dell'acquirente del biglietto.
Snellisce le procedure di accesso allo stadio. Ogni impianto sportivo è stato infatti dotato di corsie dedicate ai titolari della tessera.
Esenta dalle specifiche restrizioni che potrebbero essere imposte per motivi di ordine pubblico.
Consente l'acquisto di biglietti per le competizioni internazionali anche estere.
accesso a tutte le facilitazioni, privilegi e/o benefici che ciascuna Società sportiva proporrà ai propri tifosi.

La tessera del tifoso è obbligatoria per seguire la propria squadra del cuore in trasferta, poiché le Società possono vendere i biglietti riservati al settore ospiti ai soli possessori della tessera.
È inoltre l'unico strumento valido per abbonarsi (concausa del vertiginoso calo delle vendite degli abbonamenti per l'ostracismo degli Ultrà) mentre il mancato tesseramento non preclude la possibilità di acquistare un regolare biglietto per una partita casalinga.

Un dossier del Governo informa i cittadini degli obiettivi raggiunti e da raggiungere in merito al delicato e controverso tema della sicurezza degli stadi: "Dopo la messa a norma degli stadi italiani, l'avvento degli steward, i nuovi modelli d'impiego delle forze dell'ordine e l'incessante opera di educazione alla legalità promossa dall'Osservatorio sulle manifestazioni sportive, la tessera del tifoso offre ulteriori opportunità per accrescere gli standard di sicurezza".

Gli obiettivi.

Gli obiettivi primari che si è voluti perseguire con l'introduzione di questo nuovo strumento sono:
Il contrasto dei fenomeni di violenza negli stadi.
L'aumento degli standard di sicurezza garantiti al pubblico, attraverso un controllo più efficace e tempestivo inteso ad escludere dagli impianti i soggetti già colpiti da provvedimenti interdettivi.

Il dossier informativo del Governo pone l'accento anche sui "protagonisti" del nuovo modus operandi in campo sportivo delineando i soggetti tenuti a sviluppare le attività richieste dal programma "Tessera del tifoso":
il CONI, La FIGC, le Federazioni nazionali di altri sport, le Leghe nazionali professioniste, le Società sportive, le Società emettitrici.

Primi risultati.

A poco più di 2 mesi dall'inizio del progetto, il Ministro dell'Interno Maroni, si dice molto soddisfatto dei risultati conseguiti: "Le richieste di tesseramento sono più di 700mila, ben oltre le nostre previsioni ma, soprattutto, non ci sono stati incidenti rilevanti e il numero dei feriti civili si è ridotto del 90%. I tifosi hanno compreso che per loro la tessera è un vantaggio non una limitazione".
In realtà, gli ultrà hanno manifestato più volte il loro dissenso verso la tessera, peraltro non sempre in modo civile, e continuano ancora oggi a protestare ogni Domenica con striscioni e cori contro Maroni e la tessera. Emblematico l'episodio accaduto ad Alzano Lombardo (BG) lo scorso Agosto quando circa 500 tifosi atalantini hanno lanciato petardi e fumogeni contro il Ministro Maroni.

I motivi di avversione.

Ma quali sono i reali motivi di tale avversione verso un progetto che ha il nobile scopo di rendere gli stadi italiani più sicuri?
Il Corriere dello Sport, in un articolo del 5 Settembre, ha analizzato le motivazioni adottate dai tifosi per giustificare la loro protesta.
"Ai tifosi non vanno giù i presupposti per il rilascio della tessera, che è interdetta a coloro che negli ultimi cinque anni abbiano riportato una condanna anche non definitiva per reati da stadio. Per coloro che, invece, siano stati oggetto di provvedimento di Daspo, il rilascio sarà consentito solo dopo la fine del periodo di divieto di frequentare le manifestazioni sportive. Questo, combinato con quanto previsto dall'articolo 9 della legge Amato del 2007 che vieta la vendita di biglietti a coloro che siano stati destinatari del Daspo, per i tifosi rappresenta una diffida a vita".
Il comunicato unitario degli ultrà di tutta Italia recita: "Qualunque cittadino scontata la pena può essere riabilitato e persino sedere in Parlamento, il tifoso che sconta la sua diffida, no. Con il decreto, chi ha già scontato una diffida per un determinato fatto, non necessariamente violento corre il rischio di non poter aver il titolo di accesso prima di essere condannato dal giudice di pace di primo grado per il medesimo episodio".
La tessera è «vista come un ulteriore strumento di repressione - ha detto il legale difensore degli ultras Lorenzo Contucci - per evitare che i tifosi vadano in trasferta, quando è già previsto il biglietto nominativo».
Ad appoggiare le rimostranze, anche l'ex deputato verde Paolo Cento: «Così com'è pensato, lo strumento - ha detto - oltre che incostituzionale introduce discriminazione tra i tifosi, per questo vi è una contrarietà diffusa».

Calo degli spettatori.

La contrarietà alla tessera del tifoso, insieme alla fatiscenza degli stadi e alla copertura mediatica del campionato, è forse solo l'ultima delle cause del calo dell'affluenza degli stadi. Le statistiche riportate sul Corriere dello Sport fotografano il disamoramento del pubblico italiano: su 440mila posti disponibili in serie A, infatti, solo 239mila sono occupati, una percentuale del 54%. Percentuale decisamente inferiore a quella che si riscontra negli altri grandi campionati europei: in Spagna si occupano il 76,9% dei posti, in Inghilterra e in Germania si va ben oltre il novanta per cento (93,3 e 95,7). La media spettatori dopo le prime giornate di campionato è pari a 23.984 spettatori, contro i 35.600 della Premier League, i 38.876 della Liga e i 42.600 della Bundesliga.

Le misure del modello inglese.

Ma quali misure hanno adottato gli altri paesi Europei per contrastare il fenomeno della violenza negli stadi? Risulta particolarmente interessante analizzare il caso Inglese, che per decenni è stato additato come stereotipo negativo ma che oggi, grazie a leggi severe, viene visto come modello da seguire. Dopo la tragedia dell'Heysel, il governo inglese pretese e ottenne che tutti gli stadi abolissero i posti in piedi e si dotassero di impianti tv a circuito chiuso.
Nel 1989 venne introdotta una squadra speciale anti-hooligan (la National Footbal Intelligence Unit) che dipende direttamente da Scotland Yard e che ha schedato e catturato, nel corso degli anni, oltre 20 mila tifosi.
Le durissime leggi sancite dal governo britannico hanno portato al divieto di accesso agli stadi che può arrivare fino a 10 anni e che può essere applicato anche a chi ha commesso reati in occasioni diverse da eventi sportivi. Tra i reati che fanno scattare il divieto di accesso allo stadio vi sono: i cori e gli atteggiamenti razzisti, l'ubriachezza o il possesso di alcolici, il possesso di razzi o fuochi d'artificio.
Nel 1991 è stato introdotto il Footbal Offence Act che consente alla polizia di arrestare e far processare per direttissima i tifosi anche solo per intemperanze verbali. Da allora, all'interno degli stadi inglesi, sono previste le celle e i colpevoli di reati vengono giudicati per direttissima il giorno dopo la partita.
 
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